Il maglio dell’Antitrust colpisce società che vendevano pillole “miracolose” dalle proprietà inesistenti

Sanzione di un milione di Euro a sei società – una di diritto inglese, due svizzere, una sanmarinese e due italiane – che vendevano online prodotti dalle mirabolanti qualità: dai dimagranti che garantivano i ‘7 chili in meno in 7 giorni’ al prodotto in grado di curare Alzheimer e cancro, alla pillola che garantiva la giovinezza. Tutto fasullo

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L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, più nota come Antitrust, ha calato il maglio pesante delle sanzioni su una rete di società che pubblicizzavano e vendevano prodotti dalle proprietà miracolose, ma in realtà inesistenti. Dimagranti che avrebbero fatto perdere 7 chili in 7 giorni, pillole, cerotti e creme in grado di curare cancro e Alzheimer o di garantire la giovinezza.

L’Autorità guidata da Giovanni Pitruzzella (nella foto in basso) ha comminato sanzioni per oltre un milione di Euro alle sei società, una di diritto inglese, due svizzere, una sanmarinese e due italiane, che gestivano la pubblicità e la vendita di circa 40 prodotti su 13 siti internet. Dalle informazioni raccolte dai funzionari dell’Antitrust, risulta che i dirigenti delle società coinvolte avessero totalmente inventato i contenuti informativi dei messaggi pubblicitari relativi ai prodotti dimagranti e terapeutici.

Il professor Giovanni Pitruzzella, presidente dell'AntitrustI testi, le immagini scelte nonché le fantasiose testimonianze erano, in realtà, frutto di un semplice collage di informazioni appositamente concepito per indurre i consumatori all’acquisto dei prodotti, che risultavano privi di alcuna qualità terapeutica, così come assenti di fondamenti scientifici erano i risultati promessi e le indicazioni utilizzate per i prodotti. Circostanza particolarmente grave, perché i prodotti falsamente terapeutici erano rivolti a persone affette da patologie anche serie, più vulnerabili e sensibili al messaggio pubblicitario.

A dimostrazione della capacità di indurre in errore i consumatori c’è il notevole numero di confezioni di prodotto spedite, circa 270.000 nell’arco degli ultimi due anni.

L’istruttoria ha consentito di svelare il complesso schema che legava le sei società, all’interno di una strategia unitaria finalizzata a ingannare i consumatori sulle proprietà dei prodotti venduti attraverso siti internet e per corrispondenza. In particolare, la strategia è stata concepita e frammentata per ricondurla a un unica società non italiana, la Xenalis Ltd di diritto inglese, per occultare l’operato degli altri soggetti della filiera, anche italiani, con lo scopo di rendere difficile per il consumatore individuare chi fosse l’effettivo responsabile della vendita.

La Xenalis Ltd risulta attiva proprio nel settore della vendita diretta a consumatori privati di prodotti dimagranti, servizi per la salute della persona e per la cura del corpo. La società italiana Cento Srl si occupa invece del commercio al dettaglio di prodotti per corrispondenza, anche tramite il sito internet www.centoshop.eu. L’italiana New Service Media Srl è attiva nella prestazione di servizi tecnici informatici e nella rete tra le società gestiva il supporto tecnico a Xenalis e Cento per la registrazione dei diversi siti internet. La Quadratum SA, di diritto svizzero, fornisce servizi tecnici informatici, mentre la connazionale Royal Marketing Management SA si occupa di analisi, contabilità, marketing, licensing di marchi, gestione di siti internet e software. Infine la Centum spa, di diritto sammarinese, è attiva nella vendita a distanza di integratori, prodotti per la cura del corpo e del benessere.

Gli ispettori dell’Antitrust, che agisce anche con il supporto della Guardia di Finanza, hanno scoperto documentazione che prova la strategia coordinata tra le società coinvolte, legate tra loro da contratti ad hoc. Già a giugno di quest’anno l’Antitrust aveva immediatamente sospeso l’attività di queste aziende, bloccandone anche i siti internet e i call center, considerato il grave danno emergente per i consumatori. Queste le sanzioni comminate alle singole aziende:

Centum Spa: sanzione di 300.000 Euro;

Xenalis Ltd: sanzione di 150.000 Euro;

New Service Media Srl: sanzione di 150.000 Euro;

Quadratum Sa: sanzione di 150.000 Euro;

Royal Marketing Management Sa: sanzione di 150.000 Euro;

Cento Srl: sanzione di 120.000 Euro.

Documenti: Il provvedimento dell’Antitrust contro Centum Spa, Xenalis Ltd, New Service Media Srl, Quadratum Sa, Royal Marketing Management Sa, Royal Marketing Management Sa, Cento Srl

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