Protesta Forconi, “Day 4”: ancora blocchi e tensioni. Ventimiglia, stop accessi Francia-Piemonte

A Ventimiglia manifestanti in tenda. Torino, Fassino incontra studenti. A4 rallentata nelle due direzioni. Alfano alla Camera: “Rischio deriva”. Finora 5 arrestati e almeno 55 denunciati. Il direttore dell’Aisi, Arturo Esposito, sentito dal Copasir: non c’è regia unica, movimento spontaneo, ma vigiliamo

20131213-forconi_ventimiglia_tw_erbagrama-320x240Non si ferma la protesta dei Forconi o del “9 dicembre”, arrivata al quarto giorno di manifestazioni e blocchi in tutta Italia. Un gruppo di dimostranti ha cercato ieri di occupare l’interporto di Orbassano, alle porte del capoluogo piemontese, ma sul posto è intervenuta la polizia che ha identificato 38 persone, tra le quali alcuni autotrasportatori. Subito dopo, i manifestanti hanno ritirato gli striscioni e desistito dai propositi di occupazione. Dopo la rimozione del blocco in piazza Derna, la Questura ha fatto sapere che sono state identificate 15 persone.

Momenti di tensione si sono registrati a Ventimiglia, dove i manifestanti hanno puntato al blocco delle frontiere con la Francia, e a Torino, dove si è svolta la manifestazione degli studenti. Nel pomeriggio i manifestanti hanno bloccato l’accesso via auto tra Francia e Italia. Sul ponte i dimostranti hanno anche montato alcune tende da campeggio con l’intenzione di proseguire la protesta ad oltranza. Un gruppo di 400 dimostranti ha occupato largo Torino impedendo l’imbocco del cavalcavia. In mattinata era stato bloccato il centro di Latte, impedendo così l’accesso alle due frontiere con la Francia. Dopo qualche ora il blocco è stato rimosso. Disagi alla circolazione per il corteo di studenti e commercianti, partito da Alassio e diretto ad Albenga, che ha provocato rallentamenti nel traffico.

Ancora proteste a Torino dopo tre giorni di blocchi, 75 secondo il bilancio fornito dal sindaco Piero Fassino, che hanno paralizzato la città. Ci sono alcuni presidi del movimento dei Forconi in città e nei paesi limitrofi. Qualche tensione alla manifestazione degli studenti: nove dimostranti sono stati denunciati e rilasciati. Il corteo è stato sciolto dalla polizia che ha bloccato altri quattro manifestanti, portati in Questura. Rimosso il presidio di manifestanti in piazza Derna, nella zona nord di Torino. La polizia ha identificato 15 partecipanti. Il sindaco Piero Fassino, insieme ai consiglieri comunali Michele Paolino, Marta Levi e Marco Grimaldi, ha incontrato una delegazione di studenti partecipanti alle manifestazioni nei giorni scorsi.

Più tranquilla la situazione in altre città come Milano e Venezia dove continuano i presidi. A Milano una ventina di persone si è riunita in piazzale Loreto, ma senza causare nessun blocco o intralcio al traffico, a differenza di quanto accaduto due giorni fa. A Venezia i forconi si sono radunati davanti alla sede Equitalia di Mestre, causando problemi al traffico e code in tangenziale verso Venezia a causa del volantinaggio costante dei manifestanti

A Verona un centinaio di persone del presidio di Soave si è trasferito sotto la sede di Equitalia della città scaligera. Alcuni dei manifestanti portavano in mano un lumino acceso, in memoria degli imprenditori ‘suicidati’ dall’arrivo di cartelle esattoriali. Una piccola delegazione è anche riuscita a salire negli uffici, per consegnare al direttore di filiale una targa ironica di ringraziamento.

Rallentamenti sulla A4, dove nel pomeriggio la “staffetta” delle auto dei dimostranti sventolanti il tricolore ha rallentato il tratto tra l’area di servizio di Fratta e Villesse, in direzione Trieste, creando problemi alla circolazione.

In Friuli Venezia Giulia i manifestanti si sono dati appuntamento nell’area di servizio di Gonars dell’A4 (Trieste-Venezia). Da qui un gruppo di automobili si è incolonnata sull’autostrada, procedendo a passo d’uomo, occupando ambo le corsie e sventolando tricolori fuori dai finestrini. Destinazione il Veneto, per riunirsi ad altri manifestanti a Portogruaro. L’incolonnamento ha provocato code chilometriche lungo l’A4. Le proteste proseguono anche a Udine, con presidi e cortei.

Manifestazione anche a Firenze, dove circa duecento persone hanno sfilato nelle vie centrali lanciando slogan, urlando cori e fischiando contro i protagonisti della vita politica nazionale. Dopo la manifestazione, poco più di 20 persone sono tornate al presidio della Fortezza, in piedi da lunedì scorso, e hanno bloccato il traffico.

A Roma scontri alla Sapienza, dove un gruppo di studenti dei collettivi ha lanciato bombe carta, petardi e vari oggetti contro gli agenti della polizia, schierati di fronte all’Aula Magna, dov’era in corso la conferenza nazionale sulla Green economy, aveva lanciato bottiglie,

In Sicilia, manifestazione dei “forconi” davanti la sede di Riscossione Sicilia, la concessionaria partecipata dalla Regione e da MPS per la riscossione dei tributi nell’isola. I dimostranti – schierati in via Enrico Albanese – hanno inscenato un flash mob, sventolando mutande e appendendole sugli alberi, al grido di «siamo rimasti in mutande, prendetevi anche queste». Le cartelle dei tributi «stanno portando al fallimento migliaia di aziende e di famiglie», hanno dichiarato i partecipanti alla protesta (nella foto in basso).

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In altre parti dell’isola, gruppi di dimostranti mantengono i presidii, ma non si è registrato alcun blocco stradale, in ossequio alle disposizioni dei prefetti, che hanno minacciato di usare il pugno duro della repressione, secondo alcuni, mentre altri ritengono che i prefetti abbiano fatto bene a non consentire il blocco del traffico.

Nel frattempo, Angelino Alfano – nel corso di una un’informativa urgente alla Camera sulle manifestazioni di questi giorni – ha confermato che nel corso delle proteste iniziate il 9 dicembre scorso sono state arrestate «cinque persone, mentre altre 55 risultano denunciate per vari reati, tra i quali saccheggio e interruzione di pubblico servizio». Il ministro dell’Interno ha anche affermato che alle proteste hanno partecipato «frange eterogenee, apparentemente prive di collegamento» e «persone appartenenti alle più svariate categorie», ma in particolare «formazioni di estrema destra», ma senza dire che le formazioni di centro destra si insinuano nelle manifestazioni ma vengono isolate dalle persone che protestano senza partiti e simboli.

Il titolare del Viminale Alfano ha espresso le preoccupazioni che le proteste possano tradursi in «deriva ribellistica» contro le istituzioni, con un linguaggio sembrato più sovietico o tedesco orientale prima della caduta del muro, piuttosto che provenienti dal ministro dell’interno di una democrazia matura e occidentale come (dovrebbe essere) l’Italia.

«L’elemento di preoccupazione, oggetto anche di analisi e riflessione nel corso di un vertice al Viminale – ha detto Alfano – è nell’eventualità che l’insieme di queste cause di disagio possa alimentare una deriva ribellistica genericamente indirizzata contro le istituzioni nazionali ed europee, a cui non farebbero mancare il loro sostegno componenti dell’antagonismo interessate ad intercettare qualunque forma di malessere sociale».

Il ministro ha poi invitato la politica a «non cavalcare la protesta dei violenti». Sul caso degli agenti che si sono tolti il casco durante una manifestazione dei forconi, Alfano ha precisato che il gesto non è stato di solidarietà verso la protesta. «Esprimo la mia ferma disapprovazione per il tentativo di strumentalizzare il comportamento di alcuni agenti: il gesto di togliere il casco che indossano in servizio di ordine pubblico è avvenuto quando ormai ne era scemata la tensione», ha confermato il ministro dell’Interno, il quale ha ricordato come «è un fatto accaduto anche in altre circostanze» e che «leggerlo ora come un segno di solidarietà verso i manifestanti non è arbitrario ma anche irrispettoso nei confronti degli agenti che ogni giorno combattono in trincea».

Le valutazioni di Alfano peraltro sono state confermate dal generale Arturo Esposito, direttore dell’Aisi (Agenzia Informazioni Sicurezza Interna), nel corso di un’audizione al Copasir, cui è stato confermato che il movimento dei forconi non ha una regia unica, ma che salda istanze diverse animate da risentimenti nei confronti dello Stato e delle istituzioni. L’intelligence, ha assicurato Esposito, mantiene alta l’attenzione anche per prevenire derive pericolose per l’ordine pubblico nei prossimi giorni e mesi.

Credit: Adnkronos, TMNews

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