Toby e Lucky, la storia di due cani dai sentimenti umani. Con un lieto fine natalizio

A Pistoia, due cani scorrazzano fino a che uno dei due, un pastore tedesco appesantito dall’età, non rimane bloccato in un torrente. Il compagno e amico più giovane, un meticcio di pastore scozzese, lancia l’allarme a suo modo, ma riesce nell’intento…

Lucky

Pistoia – A volte per scherzare (ma neanche tanto…) si dice: “meglio avere un cane amico, che un amico cane”. Un detto mai tanto vero come nel caso di due cani, Lucky e Toby, il primo un pastore tedesco anzianotto e pesante, il secondo un meticcio di pastore scozzese, più giovane.

Una storia a lieto fine, commovente e in tema con l’atmosfera natalizia, accaduta nei dintorni di Pistoia il 23 dicembre scorso, antivigilia di Natale. Mentre scorrazzavano per zone impervie, Lucky è caduto in un torrente ed è rimasto bloccato, un po’ per il peso e un po’ per la corrente. Sarebbe morto di certo, se il compagno di “bisbocce”, Toby, non avesse “lanciato l’allarme” e “chiesto aiuto”, attirando l’attenzione dei passanti.

Il 23 mattina, infatti, una giovane in auto aveva scorto il meticcio di scotch collie, ma non ci aveva fatto attenzione più del dovuto. Ripassando sulla stessa strada qualche ora dopo, la giovane si era però accorta dell’animale, lo stesso e fermo nello stesso punto. Insospettitasi, aveva fermato l’auto ed era scesa a controllare. Così si era accorta – sulla base delle “indicazioni” di Toby – che in fondo a un dirupo, dentro le acque del fiume, c’era un grosso cane – un pastore tedesco, appunto Lucky – intrappolato.

Toby

Chiamata l’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) di Pistoia, la giovane aveva attivato la macchina dei soccorsi. Giunti sul posto con buio pesto, i volontari avevano però notato una scena di ordinaria amicizia: il vecchio Lucky, bloccato nel torrente, aveva al proprio fianco Toby, che gli faceva compagnia. Dopo aver constatato l’impossibilità di agire, gli operatori dell’Ente Protezione Animali chiamavano i Vigili del Fuoco, che intervenivano poco dopo, calandosi nel fiume e salvano Lucky.

Lucky – che ha la fortuna impressa proprio nel nome – veniva subito visitato dal veterinario di turno, il quale non ravvisava alcuna frattura, né ferite di sorta: semplicemente qualche anno sul groppone e un eccesso di peso che sarebbero stati fatali, se non avesse avuto Toby come amico.

Ma la storia, già con un lieto fine, ancora non era finita, perché i cani venivano portati al canile, dove il giorno dopo – alla vigilia di Natale – si realizzava il secondo “miracolo”: entrambi erano dotati di microchip, così era facile rintracciare i proprietari – una famiglia di Momigno, nei dintorni di Pistoia – che andavano a riprendersi di gran carriera. I due si erano allontanati dal giardino di casa, perdendosi, ma non smarrendo il sentimento di amicizia che li lega e che li ha salvati, visto che in qualche modo condividono anche i “dolori” di essere cani abbandonati o maltrattati. I due cani infatti sono stati presi già adulti alcuni anni fa – secondo quanto riporta “La Nazione”, in una corrispondenza dalla cittadina sugli appennini – Toby proprio al canile di Pistoia, Lucky dal precedente padrone, che lo aveva tenuto incatenato per tre anni.

Insomma, è proprio vero che a volte ai cani manca la parola, ma non a Toby, che si è fatto capire. Eccome!

Credit: AGI, La Nazione, www.gonews.it, qn.quotidiano.net

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