La verità sulla caduta di Schumacher (secondo Sabine Kehm)

Velocità, neve e tipo di pista: questi gli elementi oggetto dell’ indagine svolta dalla procura di Albertville volta a chiarire le circostanze del grave incidente di cui è stato vittima Michael Schumacher che, in queste ore, lotta  tra la vita e la morte. La verità raccontata dalla portavoce Sabine Kehm parla di un inesistente fuori pista e di una tragica fatalità

Luogo dell'incidente a Schumacher (tratto da Il Messaggero)
Luogo dell’incidente a Schumacher (foto de “Il Messaggero”)

Cosa è successo veramente domenica mattina a Méribel all’incrocio delle piste Mauduit (pista contrassegnata di rosso) e Roe ( di blu)? Sull’incidente di Schumacher si è detto di tutto e di più. Si è parlato di fuori pista, ma è davvero così?

A fare chiarezza è Sabine Kehm, portavoce di Schumacher, in un intervista su Sky. Dalle sue parole emerge che il campione tedesco è stato vittima di uno sfortunato incidente la cui causa non è addebitabile a imprudenza.

Secondo quanto riferito dalla Kehm risulta che il campione non fosse solo con il figlio quattordicenne ma vi fossero anche alcuni amici. “Schumacher stava sciando su un tratto coperto da neve fresca fra due piste quando in una curva un sasso sotto gli sci lo ha fatto cadere picchiando la testa su una roccia. Il fatto che il casco si sia spaccato in due” ha sottolineato la Kehm” non è indizio di alta velocità.

Non era fuori pista. Questo emerge. Schumacher sciava nello spazio “sporco” fra due piste e non stava praticando freeride, ovvero sciata libera, spesso pericolosa e in zone proibite. Secondo quanto spiegato dal quotidiano francese  BMFTV il tratto di neve fresca citato era un tracciato conosciuto e usualmente utilizzato, percorribile non ad alta velocità e che unisce le due diverse piste.

Un tratto esterno alle piste tracciate e perciò non  garantito dalla società gestrice dell’impianto” aveva subito sottolineato, nelle prime dichiarazioni, il direttore dell’impianto sciistico Oliver Simonin. Tratto, però, non recintato e in cui il pericolo delle rocce amergenti dalla neve fresca è evidente anche dalle foto.

Luogo dell'incidente a Schumacher (foto de "Il Messaggero")
Luogo dell’incidente a Schumacher (foto de “Il Messaggero”)

I dati certi sono che sul tipo di piste indicate (rosse e blu)  la velocità può oscillare dai 60 ai 100 km/h, ma sono percorsi il cui accesso è consentito a sciatori esperti e i cui tracciati devono essere muniti di luci e recinzioni appropriati.

Sulla vicenda la procura di  Albertville ha avviato una inchiesta non solo per verificare se il primo soccorso sia stato tempestivo ed efficace ma anche per accertare le condizioni della pista, la qualità del manto nevoso e le modalità della caduta.

Le circostanze devono ancora essere appurate ma se si cerca la verità, quella vera, allora bisogna cercarla nelle parole di chi conosce veramente Michael Schumacher.

Dominatore delle piste di Formula Uno, ma uomo pacato nella vita quotidiana, così viene descritto dagli amici. Il suo padre sportivo, Flavio Briatore, ex manager della Benetton, in una intervista alla Gazzetta dello Sport, parla di  Schumacher come una persona rispettosa dei limiti di velocità fuori dalla pista e un padre che non avrebbe mai corso pericoli  “scendendo giù a rotta di collo” con l’amato figlio accanto, un uomo che, fuori dai circuiti, non avrebbe mai rischiato la vita inutilmente.

La verità dell’accaduto, Briatore  la affida ad un’altra intervista rilasciata alla Repubblica. E la sua è una verità talmente semplice da essere, per questo, vera e disarmante. “Quello che è successo domenica è un incidente. Punto e bastaMichael è un uomo che ha portato i figli a sciare e ha avuto un incidente“.

Ed è questa l’unica verità che rimane: un padre in coma e gli occhi di un figlio che hanno assistito alla tragedia per una triste fatalità.

E rimane la forza di un uomo che lotta come un leone, la determinazione di un padre e di un marito che vuole tornare a casa, di un campione che sta correndo la sua più importante gara.

E rimangono le ore di attesa cariche di speranza, di fiducia e di  incoraggiamento che ci fanno sentire tutti, appassionati e non, in pista ancora una volta con il grande Schumi.

Ultimo aggiornamento 2 Gennaio 2014, ore 19.03 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

Shares
Shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: