Fisco, ecco la raffica di aumenti: le scadenze nel primo mese del 2014 smentiscono chi parla di abbassamento delle tasse

L’Italia soffoca di tasse, imposte, balzelli, pesi di uno Stato burocratico pesante e non pensante; in cui le incrostazioni parassitarie rendono “eroica” la libera iniziativa economica e producono disoccupazione. Dall’aumento dei pedaggi autostradali, alla ‘porno tax’ fino alla cedolare secca. Dagli acconti Irpef e Ires al canone Rai

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Roma – Raffica di aumenti e scadenze fiscali: il 2014 si apre con una serie di rincari per gli italiani che dovranno anche regolare entro la fine di gennaio i loro rapporti con il fisco.

Si è cominciato da ieri, con l’aumento dei pedaggi autostradali, un metodo medievale di speculare sulla necessità di spostamento dei cittadini e un appesantimento dei costi delle imprese. L’incremento medio è pari al 3,9 per cento, ma con picchi fino all’8 per cento, fino al caso della Padova Est-Mirano Dolo, un tratto passato da 80 centesimi a due euro, con un aumento del 250 per cento. Metodo medievale in considerazione del fatto che spesso non ci sono alternative ai percorsi autostradali, visto la strutturale inadeguatezza della rete viaria ordinaria ad assorbire un traffico privato e commerciale degno di un Paese industriale.

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Oggi, 2 gennaio, invece è l’ultimo giorno utile per le persone fisiche per regolarizzare, attraverso ravvedimento, la seconda o unica data Irpef non effettuata a dicembre. Stessa scadenza anche per il versamento dell’Ivie e dell’Ivafe, ovvero le imposte sul valore degli immobili e delle attività finanziarie detenute all’estero.

Il 2 gennaio è anche anche l’ultimo giorno utile per le persone fisiche per versare l’acconto dell’addizionale Irpef del 25% sulla “produzione e vendita di materiale pornografico o di incitamento alla violenza” – impropriamente chiamata “porno tax”, in realtà una “tassa etica” degna di un Paese totalitario. Oggi si paga la quota relativa al 2013, non effettuato entro la scadenza del 2 dicembre 2013.Per i soggetti Ires la scadenza della “porno tax” scorre al 9 gennaio.

Oggi scade anche, per le persone fisiche, anche la possibilità di versare l’acconto Irap che avrebbe dovuto essere saldato entro il 2 dicembre. Scade oggi possibilità di regolarizzare il versamento della rata di acconto che scadeva a dicembre per i locatari e i proprietari di immobili che abbiano esercitato l’opzione per il regime della “cedolare secca”. I contraenti di contratti di locazione che non abbiano optato per la cedolare secca invece, dovranno versare l’imposta di registro sui contratti entro il 30 gennaio.

Venerdì 10 gennaio le imprese che hanno optato per il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo (previsto dalla legge Finanziaria del 2001) dovranno comunicare all’Agenzia delle entrate i dati contabili delle operazioni effettuate nell’ultimo trimestre.

Scade il 15 gennaio invece la possibilità per gli eredi delle persone decedute dopo il 16 febbraio del 2013 (che abbiano presentato la dichiarazione dei redditi per conto del defunto) di versare il saldo dell’Irpef con la maggiorazione dello 0,40%. Stessa scadenza e stesse modalità a carico degli eredi anche per quello che riguarda il versamento del saldo dell’Irap, dell’Iva, del contributo di solidarietà, dell’imposta sugli immobili e delle attivita’ finanziarie detenute all’estero dal defunto.

Il 16 gennaio scatta invece l’ultima finestra per il versamento della Tobin tax (l’imposta sulle transazioni finanziarie). La scadenza riguarda non solo le banche, le società fiduciarie o le imprese d’investimento, ma anche i contribuenti individuali che abbiano effettuato transazioni finanziarie senza l’intervento di intermediari o notai.

Il 30 gennaio infine, è l’ultima data utile per i titolari di abbonamento alla radio e alla tv, per versare il canone annuale o della rata trimestrale o semestrale. Un balzello particolarmente inviso, visto che la RAI spesso non fa che competizione al ribasso con la televisione commerciale (che è gratuita…), poco servizio pubblico e un’informazione ingessata dalla partitocrazia, a parte alcune eccezioni che non giustificano il doppio reperimento di risorse – canone-pubblicità – su cui tacciono i liberali un tanto al chilo.

Sul fronte delle tariffe, gli aumenti colpiranno, oltre le autostrade, i servizi postali, i trasporti locali, i rifiuti e persino caffè, snack e bibite dei distributori automatici, per effetto dell’aumento dell’Iva dal 4 al 10 per cento.

Dal primo gennaio le tariffe dell’energia elettrica hanno registrato un incremento dello 0,7 per cento, mentre quelle del gas resteranno invariate.

A parte la sequela di scadenze fiscali del primo mese dell’anno – che già mostra uno Stato dalla organizzazione fiscale inefficiente e perfino irritante – rimane un mistero come si possa parlare di attenuamento della pressione fiscale sugli italiani. Se non è una vergogna è una pagliacciata…

Credits: AGI

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