Papa Bergoglio: “Chi non pecca non è uomo, riconosciamo nostra debolezza”

“Religioso che si riconosce peccatore rafforza la sua testimonianza”. Nei seminari sì ai peccatori, no ai corrotti

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Roma – I sacerdoti, i religiosi devono riconoscersi come peccatori. Lo ha sottolineato Papa Francesco nella sua conversazione del 29 novembre scorso con i superiori degli istituti religiosi- “Dovete essere – ha detto, secondo il resoconto che dell’incontro fa Civiltà cattolica, in edicola oggi – veramente testimoni di un modo diverso di fare e di comportarvi. Ma nella vità è difficile che tutto sia chiaro, preciso, disegnato in maniera netta. La vita è complessa, è fatta di grazia e di peccato. Se uno non pecca, non è uomo. Tutti sbagliamo e dobbiamo riconoscere la nostra debolezza“.

A giudizio del Pontefice “un religioso che si riconosce debole e peccatore non contraddice la testimonianza che è chiamato a dare, ma anzi la rafforza, e questo fa bene a tutti“.

Il Papa ha poi parlato dell’ammissione ai seminari e dei casi di abuso. “Se un giovane che è stato invitato a uscire da un Istituto religioso a causa di problemi di formazione e per motivi seri, viene poi accettato in un seminario, questo è un altro grosso problema. Non sto parlando di peccatori: tutti siamo peccatori, ma non tutti siamo corrotti – ha detto il Papa – Si accettino i peccatori, ma non i corrotti“, ha sottlineato.

La grande forza di Benedetto XVI nell’affrontare i casi di abuso, ha detto Bergoglio ai responsabili dei seminari, “ci deve servire da esempio per avere il coraggio di assumere la formazione personale come sfida seria avendo in mente sempre il popolo di Dio” .

Credits: TMNews

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