Una ricerca di Greenpeace ha trovato sostanze pericolose in abiti per bambini. I brand aderenti al progetto “Detox”

Sostanze chimiche pericolose sono state trovate in vestiti e calzature per bambini di grandi marchi come Disney, Burberry e Adidas, secondo il nuovo rapporto reso noto oggi da Greenpeace Asia dal titolo “Piccoli mostri nell’armadio”. Necessario un cambio di passo: ideato progetto “Detox”, cui hanno aderito 18 marche di tutto il mondo

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Roma – Greenpeace ha individuato “sostanze tossiche pericolose negli abiti per bambini” di alcuni grandi brand, tra cui “Disney, Burberry, Adidas, Nike, American Apparel, C&A e Gap“. L’Organizzazione Non Governativa ecologista ha dato evidenza della ricerca in un articolato comunicato, precisando di “aver sottoposto ad analisi 82 capi di abbigliamento di 12 marche” e di aver “rilevato tracce di sostanze chimiche dannose per la salute“.

I capi di abbigliamento analizzati da Greenpeace “sono stati fabbricati in dodici Paesi diversi“, senza citare i Paesi in causa. Tuttavia nel rapporto è citata la Cina,”il maggior produttore al mondo di tessile”, invitata da Greenpeace a “bandire le sostanze pericolose dall’industria“.

I risultati mostrano che non vi è grande differenza tra le concentrazioni di sostanze chimiche nei vestiti per bambini – fascia di popolazione più vulnerabile all’inquinamento – rispetto a quelle riscontrate nei vestiti per adulti, analizzati in precedenti ricerche condotte dalla ONG ambientalista. 

Un vero incubo per i genitori che desiderino comprare vestiti che non contengano sostanze chimiche pericolose“, ha affermato Chiara Campione, responsabile del progetto “The Fashion Duel” di Greenpeace Italia. “Questi piccoli mostri chimici li troviamo ovunque, dai vestiti di lusso a quelli più economici, e stanno contaminando i nostri fiumi da Roma a Pechino. Le alternative per fortuna ci sono e per questo l’industria dovrebbe smettere di usare i piccoli mostri, per il bene dei nostri bambini e delle future generazioni“.

L’analisi ha riguardato i prodotti di 12 marchi, nell’ambito della ricerca denominata “Piccoli mostri nell’armadio“: Adidas, American Apparel, Burberry, C & A, Disney, GAP, H&M, LI-Ning, Nike, Primark, Puma, Uni-qlo.

In questi marchi in almeno un prodotto sono state rilevate sostanze chimiche pericolose. Per esempio, le concentrazioni di PFOA (acido perfluorottanico) in un costume Adidas erano molto più elevate del limite previsto da Adidas stessa nella sua lista di sostanze proibite, mentre una maglietta per bambini di Primark conteneva l’11 per cento di ftalati.

Alti livelli di nonilfenoli etossilati sono stati trovati in prodotti di Disney, American Apparel e Burberry. Questo tipo di sostanze interferiscono con i sistemi endocrini e, una volta rilasciate nell’ambiente, possono avere effetti dannosi sul sistema riproduttivo, ormonale o immunitario.

Tuttavia, Greenpeace ha promosso l’impegno Detox, finalizzato all’eliminazione delle sostanze pericolose dalla filiera produttiva tessile. “Grazie alla pressione dei genitori e dei consumatori in tutto il mondo, alcuni dei maggiori marchi hanno già aderito all’impegno Detox che abbiamo proposto loro – ha spiegato Campionee molti di loro hanno già iniziato un percorso orientato alla trasparenza e all’eliminazione delle sostanze tossiche dalla loro filiera, ma non basta“, ha concluso la responsabile del progetto “The Fashion Duel” di Greenpeace Italia.

Riguardo alla Cina, come detto il maggior produttore al mondo di tessile, Greenpeace ha chiesto al governo di escludere le sostanze pericolose dall’industria, chiedendo altresì che il governo pubblichi una lista nera di sostanze da eliminare e imponga alle imprese di agire immediatamente rendendo pubbliche le informazioni sulle sostanze impiegate, per facilitare un processo di trasparenza e pulizia  dell’intera filiera.
 
Greenpeace ha chiesto anche alle chiede di riconoscere l’urgenza e di comportarsi da leader sulla scena globale, impegnandosi a non rilasciare sostanze chimiche pericolose entro il  1 gennaio 2020. Dal lancio della campagna di Greenpeace “Detox” nel luglio 2011, ben 18 importanti aziende del settore dell’abbigliamento si sono già impegnate per raggiungere l’obiettivo. Questi grandi 18 brand sono: Benetton, C&A, Canepa, Coop Svizzera, Esprit,G-Star Raw, H&M, Inditex, Levi’s, Limited Brands, Mango, Marks & Spencer, Puma, Fast Retailing, Valentino, Adidas, Li-Ning, Nike.

Il rapporto completo (in inglese) -> qui

La sintesi in italiano -> qui

Credit: ASCA, Greenpeace

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