La grande maleducazione di un grande attore

Il gesto di Toni Servillo nei confronti di una giornalista di RaiNews e la reazione del mondo culturale italiano mostrano che non tutte le maleducazioni sono uguali: alcune sono meno maleducate di altre, basta essere dalla parte giusta…

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Cinque giorni fa, Toni Servillo ha dato prova della propria intolleranza su RaiNews24. Intervistato da Elena Scotoni, Servillo non ha gradito alcune domande scomode su critiche mosse alla pellicola di Paolo Sorrentino “La grande bellezza”.

Non siamo competenti in materia cinematografica, ma ci sembra che il film interpretato anche da Servillo si inserisca in un filone di neo-neorealismo, che se dà un’immagine sgradevole dell’Italia non è certo per colpa di Sorrentino, né dell’attore napoletano.

Semmai bisognerebbe chedersi perché l’Italia continui a essere amata nel mondo nonostante i vizi, le criticità, le vergognose lacune di civiltà (una per tutte, l’occupazione dei posti riservati ai disabili nei parcheggi, quasi una costante da Sud a Nord) che accomunano la comunità nazionale con diverse colorazioni e profumi.

E se guardiamo questo episodio dal punto di vista di Servillo, non c’è dubbio che sentirsi porgere delle domande non gradite – in un momento in cui ci si attenderebbero solo complimenti e felicitazioni – possa suscitare nervosismo, come è altrettanto indubbio che errare sia umano: nessuno è perfetto. Neanche un grande attore.

Tuttavia, l’epilogo di quella intervista mostra i segni inequivocabili di una propensione tutta italiana: reagire male alle critiche, non ragionare con il sangue freddo. Servillo è stato maleducato con Elena Scotoni e, per questo, con il servizio pubblico radiotelevisivo, pagato dai contribuenti italiani (che si sentono sempre più estorti e non compartecipi). Non è stato capace di moderare l’ira, di gestire il momento.

Il gesto di cattiva educazione di Servillo non è stato grave solo in sé, quanto piuttosto perché è mancata una parte fondamentale che potesse derubricarlo a “incidente di percorso” seppur sgradevole: le scuse. Servillo non si è scusato con Elena Scotoni, con RaiNews24, con la Rai e con i contribuenti italiani. Una contromossa che avrebbe costituito il discrimine netto tra un gesto di nervosismo e un atto di inciviltà.

C’è però un altro aspetto di questa faccenda che non può essere sottaciuto, il doppiopesismo etico di certi ambienti culturali, rimasti in rigoroso silenzio di fronte al crollo di educazione dell’attore napoletano. Un silenzio frutto di nevrosi corporativa, che mostra – orwellianamente – come non tutte le maleducazioni siano uguali, alcune lo sono meno di altre.

È facile parlare di libertà di stampa, se poi si tace su un fatto grave (ancorché indicativo dello stato di un Paese, in cui alcuni pensano di essere migliori di altri). Forse solo per per questo motivo al film di Sorrentino andrebbe apposta la sequenza dell’intervista, perché dimostra che nel Bel Paese anche una “Grande Bellezza” può trasformarsi in “grande maleducazione”.

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Il comunicato dell’Usigrai in difesa di Elena Scotoni: “Toni Servillo è un grande attore. E il trionfo della Grande bellezza ai Golden Globe ci inorgoglisce. Ma Toni Servillo che insulta la collega di Rainews24 nel corso di un collegamento telefonico in diretta ci avvilisce. Ricordiamo al grande attore che il cardine del lavoro giornalistico è fare domande e che a quelle scomode c’è modo e modo di replicare. Domandare è lecito, rispondere è cortesia. Ma quando la risposta diventa un insulto generato dal fastidio di domande forse sgradite, allora il passaggio dalla Grande bellezza alla grande rozzezza è questione di un attimo.

Il comunicato del Cdr di RaiNews24: “A nome di tutti i colleghi del canale esprime piena solidarietà alla collega Elena Scotoni e la ringrazia per la professionalità, il garbo ed la giusta dose di ironia dimostrate nella circostanza”.

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