Truffa al Servizio sanitario, in manette medici e farmacisti a Vibo Valentia

Quattro persone sono state arrestate: erogavano medicinali a ignari assistiti senza la necessaria prescrizione medica, poi chiedevano rimborsi all’Asp. L’operazione della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale dello Stato è stata denominata “Pharma Bluff”

Vibo Valentia – Una truffa ai danni del sistema sanitario nazionale, posta in essere da quattro responsabili, tra medici, farmacisti e loro collaboratori, è stata scoperta dai finanzieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato. Lo riferisce in una nota la Guardia di Finanza.

Le fiamme gialle hanno scoperto, anche con l’ausilio di telecamere nascoste, l’erogazione, da parte dei farmacisti, di medicinali a ignari assistiti senza la necessaria prescrizione medica. Questa veniva infatti prodotta in un secondo momento, con l’accordo tra medico e farmacista, volto a ‘gonfiare’ i costi dei medicinali rimborsati dal servizio sanitario nazionale, anche mediante l’applicazione di più fustelle nella stessa ricetta. Infine, le confezioni dei medicinali illecitamente rimborsati dalla Asp di Vibo Valentia, ormai prive di fustelle, venivano gettate via.

Parte del materiale sequestrato (Corpo Forestale dello Stato/Adnkronos)Durante la prima fase delle indagini sono stati eseguiti precisi riscontri documentali che hanno consentito, per mezzo del sistema di tracciabilità del farmaco e l’analisi di oltre 25.000 ricette mediche, di ricostruire il percorso di ogni singola confezione di medicinale, individuando sia il medico che ne aveva curato le prescrizioni che la farmacia dispensatrice.

Le successive investigazioni, ricorrendo ad intercettazioni telefoniche ed ambientali nonché a filmati ricavati dalle telecamere installate dagli investigatori, hanno permesso di accertare l’esistenza di un sodalizio criminale, costituito da farmacisti e studi medici compiacenti, dedito alla commissione di plurimi reati di truffa in danno del Servizio Sanitario Nazionale, concretizzatosi con la fittizia prescrizione di farmaci ai danni di ignari assistiti, esenti dal pagamento del ticket, e la conseguente richiesta di rimborso presso l’Asp di Vibo Valentia.

Il modus operandi era così strutturato: la farmacia, spiega la Guardia di Finanza, erogava i farmaci ai propri assistiti in assenza di prescrizione medica, mentre la regolarizzazione del medicinale dispensato avveniva solo in un secondo momento tra medico e farmacista. In questa fase, quindi, onde garantirsi maggiori introiti, le ricette mediche venivano liberamente ‘gonfiate’, mediante l’applicazione di una o più fustelle (bollino autoadesivo); il passo conclusivo consisteva nel disfarsi delle confezioni fittiziamente commercializzate che finivano con l’essere abbandonate, non più integre come all’inizio, ma previa separazione del loro contenuto dalla scatola. In ultimo il farmacista si adoperava a richiedere i rimborsi all’Asp di Vibo Valentia relativamente a farmaci che non erano mai giunti nelle mani degli assistiti.

La locale Procura ha disposto inoltre il sequestro probatorio della farmacia al fine di quantificare il danno cagionato, allo stato stimato in circa un milione di euro nell’ultimo triennio. L’attività in parola è il frutto della proficua ed intensa collaborazione tra le forze di polizia vibonesi e la Procura del capoluogo nel settore degli illeciti che provocano nocumento alla spesa pubblica sanitaria nazionale.

Credit: Adnkronos

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