Ginevra II, governo e opposizione si scontrano sul destino di Bashar al-Assad

Il governo propone ai ribelli di rispettare la sovranità della repubblica siriana, elezioni democratiche senza pressioni esterne e l’uscita di scena dei terroristi. L’opposizione rifiuta qualsiasi confronto. A Homs l’esercito concede a donne e bambini di abbandonare i quartieri sotto assedio, ma nessun convoglio umanitario è ancora entrato in città

Ginevra – I colloqui fra i delegati del governo e i rappresentanti dei ribelli in corso a Ginevra stanno registrando una impasse sull’uscita di scena di Bashar al-Assad, dopo i piccoli passi fatti nei giorni scorsi sul rilascio dei prigionieri e l’apertura di un corridoio umanitario nei quartieri della città vecchia di Homs. L’opposizione ha respinto una dichiarazione nella quale il regime ha stilato i punti sui quali è pronto a discutere, ma senza menzionare il trasferimento di poteri a un governo di transizione.  

Nel documento il governo siriano chiede ai ribelli di rispettare la sovranità della Siria, consegnando i territori in mano alle milizie e abbandonando ogni forma di estremismo religioso. La dichiarazione emessa dagli inviati del governo legittimo siriano invita tutti i Paesi a non armare i terroristi, evitando qualsiasi forma di sostegno ideologico e materiale: di fatto, il governo siriano rifiuta qualsiasi forma di ingerenza straniera e chiede che i siriani decidano da soli il futuro del loro Paese attraverso mezzi democratici.

Fonti interne alla delegazione guidata da Bashar Jafari, ambasciatore siriano all’Onu, sottolineano che le autorità sono disposte a discutere ogni punto della dichiarazione, ma Hadi Albahra – delegato per il Consiglio nazionale Siriano, CNS – avrebbe posto un secco rifiuto a qualsiasi confronto.

Intervistato dalla Bbc prima dell’inizio dell’incontro, Jafari ha precisato: “mente chi sostiene che ai colloqui si parli di una uscita di scena di Bashar al-Assad. Questo non è in agenda e tale punto non è nemmeno scritto all’interno del comunicato di Ginevra I“.  

Iniziati lo scorso 25 gennaio, gli incontri a porte chiuse fra governo siriano e opposizione si sono svolti “in un clima teso ma di collaborazione“, ha sottolineato più volte Lakdhar Brahimi, inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba per la questione siriana e responsabile dei colloqui.

Finora le parti non hanno sottoscritto alcun accordo, ma fonti non confermate con precisione hanno riferito di un’intesa sul rilascio reciproco di alcuni prigionieri. I ribelli hanno promesso che invieranno una lista con i nomi delle persone detenute dai miliziani e lo stesso farà il governo.

Le due parti hanno affrontato anche la crisi umanitaria di Homs.  Brahimi ha confermato che il governo ha già dato ordine all’esercito di far evacuare dalla città donne e bambini. Gli altri civili potranno fuggire, ma per sicurezza le autorità vogliono una lista di nomi. Al momento i 12 camion della Mezza Luna Rossa che stazionano nella periferia della città sono ancora fermi.

Credit: AsiaNews

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