In difesa di un maleducato: Giorgio Sorial

La sortita del deputato del Movimento 5 Stelle è stata scandalosa, ma non era violenta come hanno voluto farla passare: semplicemente inadatta al luogo, alla funzione e alla discussione. Sorial appartiene a quel gruppo di cavalieri del rischio del ridicolo che si crede sempre al bar e parla a ruota libera, forse anche per fare l’occhiolino a chi vorrebbe passare dalle parole ai fatti contro la classe politica italiana, che drammatizza. Sarebbero bastate quattro parole…

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Giorgio Sorial, il deputato del Movimento 5 Stelle massacrato da un fuoco congiunto da parte di tutti gli esponenti politici italiani per le parole proferite verso il capo dello Stato, è (stato ieri) un maleducato. Tuttavia lo è (stato) con tutta probabilità a sua insaputa. Riguardando il video della conferenza stampa di ieri, si può notare come il suo tono non fosse adirato, denso di odio o volutamente offensivo: il tapino pensava di esprimersi con una metafora, che però gli è venuta male. Malissimo.

Sorial non è un cretino, né un ignorante. È un trentenne che si è fatto da sé: ha lavorato da ragazzino, ma con protervia e determinazione ha continuato gli studi, si è laureato in ingegneria dell’informazione e ha conseguito un master in business administration in Irlanda. Ha da dare alla società, non solo da ricevere.

Di famiglia egiziana, ha sperimentato personalmente le difficoltà dei “nuovi italiani”, ma ha acquisito dalle banlieu metafisiche della cialtroneria tutta italiana la propensione a parlare sempre allo stesso modo, a non contestualizzare (almeno da quel che si vede in Parlamento): il bar e la Camera dei Deputati pari sono. In questo, se vogliamo, Nunziatina De Girolamo ha mostrato una sensibile evoluzione: parla tra le mura di casa propria come non si sognerebbe mai di fare dal desco parlamentare. Ce ne fossero…


Sorial (M5S) contro Napolitano: “E’ il boia… di TMNews

Tutte le reazioni dei partiti avversi al Movimento 5 Stelle sono ovviamente fondate, perché trovano un appiglio importante, solido, nell’avventurismo verbale del nostro ingegnere, il quale potrebbe essere sospettato di essere una specie di quinta colonna della partitocrazia, visto che la sua uscita è sembrata cadere a fagiolo per coagulare tutti contro i “grillini”, in una edizione speciale delle larghe intese a difesa della democrazia e del capo dello Stato.

Purtroppo dobbiamo rilevare come la più lucida analisi – prima di indulgere nel sermone come da tradizione della casa partitocratica (un prezzo da pagare…) – sia stata quella di Matteo Renzi, l’homo novus su cui si poggiano le speranze di cambiamento dell’Italia, magari con qualche furbizia parlamentare di breve termine. «È un atteggiamento insopportabile e una forma di stupidità, prima ancora che di violenza verbale, che non ha eguali nella storia repubblicana», ha detto il sindaco-segretario del PD.

Sorial ha parlato in modo stupido e maleducato, perché ha usato una spericolata metafora ritortasi contro se stesso. Del resto, ai consulenti per la comunicazione dei partiti tradizionali non è parso vero poter cavalcare un …ciuco.

Senza avere alcuna simpatia (né alcuna antipatia) preordinata, suggeriremmo ai parlamentari del M5S di fare tesoro dei suggerimenti di Renzi. Lavorate con puntualità, perché spesso i vostri argomenti sono troppo solidi per essere demoliti con una battuta, suscitano la discussione e l’approfondimento, movimentano l’attenzione.

Ma per favore risparmiateci le offese, le ingiurie, i giochetti di parole con in fine del dileggio, perché sono davvero tanto intollerabili. Almeno quanto i rimbrotti, le contumelie e gli allarmi per il pericolo che correrebbe la democrazia se il M5S si affermasse ancor di più. Togliete ai partiti medievali della partitocrazia vergognosa ogni pur opportuno argomento.

A Sorial, in fondo, bastava indirizzare quattro parole: sei un gran maleducato (almeno in questa occasione)!

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