Schumacher: Sabine Kehm smentisce se stessa e conferma: è iniziata la fase di risveglio di Michael

La portavoce e manager del sette volte campione del mondo conferma quel che ieri aveva negato: si era deciso di non divugare la notizia. Ma l’Equipe, con fonti molto informate, ha divulgato ieri la novità dell’inizio di un processo che potrebbe durare molto e dagli esiti tutt’altro che certi. #ForzaMichael, noi #TiAspettiamo – Ieri avevamo parlato delle anticipazioni de L’Equipe

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Inizialmente, era stato chiaramente concordato tra tutte le parti di non divulgare le informazioni mediche, se non  quando questo processo si sarebbe consolidato, per proteggere la famiglia“, ha detto Sabine Kehm, storica collaboratrice di Michael Schumacher e ora asse portante della sua famiglia in questo difficile momento. Poi Sabine ha confermato: “lo stato di coma di Michael è stato ridotto per permettere l’inizio del processo di risveglio che potrebbe richiedere molto tempo. Per la protezione della famiglia, si è deciso che questa sarà l’unica informazione diffusa ai media fino alla fine del processo. Non saranno diffusi altri aggiornamenti“, ha detto.

Ieri però la manager del sette volte iridato aveva parlato di “speculazioni“, dopo gli articoli che anticipavano il graduale risveglio, anticipato dal quotidiano sportivo transalpino L’Equipe che, senza citare le fonti, aveva sostenuto che il pilota fosse “in fase di risveglio graduale“, a un mese esatto dall’incidente occorsogli a Méribel, in Haute Savoie. Le Journal du Dimanche ha trasmesso le stesse informazioni pochi giorni fa, ma ha anticipato l’avvio della procedura di risveglio di una settimana.

Come si ricorderà, Michael Schumacher ebbe un grave incidente sciistico domenica 29 dicembre scorso, quando colpì con violenza una roccia coperta da un sottile strato di neve mentre sciava a Méribel, con suo figlio e un gruppo di amici.

Nel frattempo, secondo i primi risultati dell’indagine giudiziaria, divulgati dalla Procura di Albertville, Michael Schumacher, noto per essere un ottimo sciatore, aveva “deliberatamente” scelto di sciare fuori pista, sicché sarebbe almeno per ora esclusa ogni responsabilità penale esterna. Ma la battaglia sarà lunga al riguardo.

Dunque, è confermato l’avvio del processo di diminuzione di somministrazione farmacologica che ha tenuto il cervello di Michael Schumacher in una situazione di protezione da ogni stress elettrico, in uno stato di coma indotto e controllato, di cui avevamo parlato ieri.

La speranza di tutti noi è che Schumacher riacquisti la salute in toto e che questo momento sia presto archiviato. Tuttavia, molti di noi sanno cosa sarebbe accaduto nei sentimenti degli appassionati di F1 nel maggio del 1982 o nel maggio del 1994, dopo gli incidenti di Gilles Villeneuve e Ayrton Senna, due campioni che hanno affascinato e emozionato, e anche nell’ottobre 2011, dopo l’incidente di Dan Wheldon, un ragazzo di straordinaria generosità che avrebbe meritato maggior successo.

Avremmo patito – con il cuore colmo di speranza – che Gilles, Ayrton o Dan potessero di nuovo sorriderci, usciti dal tunnel oscuro che collega la nostra dimensione terrena e quella in cui Regna la Luce.

Per Michael tutti noi abbiamo quella speranza: #ForzaMichael, noi #TiAspettiamo!

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John Horsemoon

Sono uno pseudonimo e seguo sempre il mio dominus, del quale ho tutti i pregi e i difetti. Sportivo e non tifoso, pilota praticante(si fa per dire…), sempre osservante del codice: i maligni e i detrattori sostengono che sono un “dissidente” sui limiti di velocità. Una volta lo ero, oggi non più.

Correre in gara dà sensazioni meravigliose, farlo su strada aperta alla circolazione è al contrario una plateale testimonianza di imbecillità. Sul “mio” giornale scrivo di sport in generale, di automobilismo e di motorsport, ma in fondo continuo a giocare anche io con le macchinine come un bambino.

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