Letta celebra il calo della disoccupazione giovanile (15-24 anni…) a dicembre, una mezza panzana

Lavoro, disoccupazione giovanile al 41,6%. In un anno persi 100mila posti. Secondo i dati Istat su base annua la disoccupazione è cresciuta del 7,7%, mentre a dicembre nella fascia 15-24 anni è sceso dello 0,1% sul mese precedente. Letta: ‘Dopo un bel po’ un miglioramento’

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Roma – A dicembre tasso di disoccupazione nella fascia 15-24 anni è leggermente sceso al 41,6%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali sul mese precedente. Immediato il commento del premier Enrico Letta che su twitter ha scritto: “Dati Istat sul lavoro a dicembre. Per la prima volta, dopo un bel po’, un miglioramento. Ulteriore spinta a fare del lavoro la priorità 2014“.

 

Una valutazione propagandistica, a ben vedere, vista la fascia di età. Sarebbe interessante capire – ma questo l’Istat non lo fa, perché non fa le pulci al potere – quanti giovani della fascia di età 15-24 anni (…) siano emigrati all’estero per motivi di studio o di lavoro.

Il segnale leggero positivo emergente dai dati diffusi dall’Istat (che mostra anche un aumento congiunturale di 7 mila unità degli occupati, +0,7%) si scontra con un difficile bilancio rispetto al 2012. Infatti su base annua la disoccupazione giovanile è cresciuta del 7,7% (toccando 671 mila unità), con una diminuzione del 9,6% del numero di occupati, scesi a 943 mila. In un anno pertanto si sono persi 100 mila posti di lavoro, con un numero di giovani inattivi salito a 4 milioni 388 mila.

A dicembre il tasso di disoccupazione nella zona euro si è attestato al 12%, stabile dallo scorso ottobre. Nella Ue a 28, secondo l’Eurostat, il tasso era del 10,7%, in lieve calo dal 10,8% del mese precedente.

Fra gli Stati membri i livelli di disoccupazione più elevati si sono registrati in Grecia (27,8%) e Spagna (25,8%), mentre i più bassi in Austria (4,9%) e Germania (5,1%).

Su base annua gli incrementi più alti si sono registrati a Cipro (dal 13,9% al 17,5%), Grecia (dal 26,1% al 27,8%), Olanda (dal 5,8% al 7%) e Italia (dall’11,5% al 12,7%).

Credit: Adnkronos/Ign

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