All Is Lost – Tutto è perduto, ma il cinema americano fa ancora sognare

Alla sua seconda prova dietro la macchina da presa, J. C. Chandor ci regala un’opera di immenso coraggio

__TFMF_0qpec2qea2io4kymficmhlyd_4a733922-cb37-4503-85a1-6a041799d43c_0___Source

Un uomo, da solo a bordo della sua imbarcazione a vela, viene centrato improvvisamente da un container alla deriva nel bel mezzo dell’Oceano Indiano; dovrà contare sulle sue sole forze per sperare di sopravvivere in attesa che giungano i soccorsi. I giorni passano, le sfide aumentano, i soccorsi tardano…

Si respira il vero coraggio nel nuovo film di J. C. Chandor, All Is Lost, che non è solo quello mostrato dal suo protagonista, ma uno spirito remoto, appartenente a un’altra epoca della cinematografia americana, l’epoca in cui era cambiato il modo di narrare storie. Non è affatto un caso che l’attore scelto per impersonare questo viaggiatore sprovveduto e isolato dal resto del mondo sia Robert Redford, uomo simbolo di quella New Hollywood degli anni Settanta che aveva dato il via a una serie infinita di capolavori, e che aveva trovato e proposto una diversa chiave d’interpretazione della messa in scena.

All Is Lost è tutto questo e anche di più: cinema d’avventura in senso assoluto, con un grande e attento sguardo ai meccanismi retorico-narrativi del genere, dotato di una sofferta critica alla società consumistica (il container che colpisce la barca a vela arriva inaspettato, come un mostro di cui sospettavamo soltanto l’esistenza), all’uomo stesso (che ha perso di vista le proprie priorità in favore del semplice guadagno materiale). Chandor non fornisce al marinaio interpretato da Redford nessuna storia, nessun passato (né un’immagine del futuro) perché non è interessato a un discorso particolare, quanto più a uno generale in cui l’immedesimazione deve rivelarsi totale per qualsiasi tipo di pubblico. Si rivelerà la carta vincente.

Torna prepotente, quindi, il tema dell’uomo contro la natura (tanto caro per esempio a Hemingway), anche se è solo un pretesto per mostrare quanto il cinema sia uno strumento che, nelle mani giuste, sarà sempre in grado di sorprenderci e commuoverci. Questo non vuol dire che in All Is Lost tutto funzioni e sia all’altezza dell’evoluzione narrativa, ma è sicuramente un film per cui vale la pena rimanere seri e prendersi sul serio, così come si permette di fare J.C. Chandor.

Menzione speciale per l’affascinante colonna sonora composta da Alex Ebert e vincitrice del Golden Globe, ingiustamente esclusa dalla cinquina per gli Oscar.

VOTO : 8,5

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il trailer italiano ufficiale: 

Shares
Shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: