Camera, passa il decreto “svuota carceri”, il Governo incassa la fiducia, gli italiani disgustati

Durante le dichiarazioni di voto e il voto per chiamata nominale, show come se si fosse a Zelig e non in una cattedrale laica dello Stato. Lega Nord, Movimento 5 Stelle e Sel si sono alternati sul palcoscenico, tra manette, copie di regolamenti parlamentari e libri. Uno spettacolo indegno di una democrazia, ma anche decisioni che i cittadini percepiscono essere contro le persone perbene e a favore degli amici delinquenti. A prescindere dalle condanne della Corte di Strasburgo

Il "mite" Gianluca Buonanno (Lega Nord) mostra gli strumenti del mestiere che, secondo il suo parere, sarebbero più consoni verso i delinquenti. Idealista...
Il “mite” Gianluca Buonanno (Lega Nord) mostra gli strumenti del mestiere che, secondo il suo parere,
sarebbero più consoni verso i delinquenti. Idealista… (Foto AGI)

Roma – Il governo ieri sera ha incassato la fiducia alla Camera dei Deputati nel voto sul decreto “svuota carceri”, con 347 sì e 200 voti contrari. A favore hanno votato i partiti della maggioranza di governo, mentre contro hanno votato Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Sel. Quest’ultimo partito, in realtà, ha votato contro per protesta e per denunziare il depotenziamento del provvedimento: il partito di Vendola voleva un “tutti fuori”, sic et simpliciter. Motivi umanitari, ma non certo verso le vittime dei reati o le loro famiglie.

Il dibattito è stato movimentato dalla protesta della Lega Nord e dallo show di M5S e Sel. 

Dopo le dichiarazioni di voto sulla fiducia, il leghista Gianluca Buonanno ha preso la parola e, rivolgendosi alla ministra della Giustizia Anna Maria Cancellieri intenta ad armeggiare con il telefono, ha detto: “Ministro, le sto parlando, se può guardare un po’ meno il suo telefono e ascoltare… Non so, magari sta telefonando a Ligresti…“, scatenando l’ilarità dei suoi colleghi di partito. Poi ha tirato fuori dalle tasche un paio di manette e le ha agitate in aula, poi verso i banchi del governo e dicendo alla ministra Cancellieri: “Ministro le regalo queste…“, indicando le manette, perché “i delinquenti devono stare in carcere“. Seduta sospesa al momento, poi ripresa.

I deputati del M5S e di Sel hanno scelto invece il momento del voto per mettere in scena la protesta, più silenziosa, ma non meno evocativa. Durante il voto palese per chiamata, i “grillini” hanno manifestato in silenzio, ma con la forza eloquente del linguaggio non verbale, sventolando una copia del regolamento della Camera dei Deputati, con una destinataria chiara: Laura Boldrini. Altrettanto non verbale la protesta dei deputati di Sel, che hanno brandeggiato una copia del libro di Corrado Augias (all’indirizzo dei colleghi del M5S). Infine, il ritorno dei leghisti sulla scena, per il bis di prassi: i deputati del Carroccio hanno sfilato con cartelli mostranti un messaggio inequivocabile: “No al libera-mafiosi”.

Domani il voto finale, con la discussione degli ordini del giorno: soli i deputati del M5S ne hanno presentati 120, ma hanno anche assicurato che non ricorreranno al filibustering). Poi il passaggio al Senato, per il voto finale entro il 21 febbraio, pena la decadenza del decreto stesso.

Le persone normali, i cittadini di questo Paese sgangherato, restano tuttavia perplesse sul perché sia sia scelta la soluzione di far uscire di galera gente che starebbe meglio dentro, tra tutte le soluzioni alternative possibili, alcune molto sensate proposte dalla Lega Nord e dal Movimento 5 Stelle.

Non si capisce perché, per esempio, il Governo non abbia deciso di utilizzare parte delle caserme in disuso; ovvero perché non abbia proceduto all’espulsione immediata dei cittadini stranieri, provenienti da Stati con cui le relazioni bilaterali consentirebbero di far scontare il residuo di pena nella rispettiva patria.

Non si capisce perché, per esempio, non si rimedi – sotto il profilo legislativo – all’indegna prassi della carcerazione preventiva, anche in casi in cui la figura dell’inquisito (spesso poi assolto perché lo Stato non riesce a provarne la colpevolezza o, peggio, perché se ne prova addirittura l’estraneità) non richieda l’adozione particolari misure cautelari.

Non si capisce perché, per esempio, nessuno di “lor signori” comprenda che il cittadino perbene di questo Paese avverte il Governo e le Istituzioni rappresentative come nemiche degli onesti e amiche dei disonesti, una sensazione difficile da scrollarsi di dosso: basta guardare i dati dei sondaggi sull’atteggiamento dei giorni scorsi tenuto dai “grillini” in Parlamento, per capire che il popolo di sente defraudato, sfruttato, vilipeso dai tre poteri statali, esecutivo, legislativo e giudiziario. Come quello condotto dalla trasmissione “Virus” su Rai2 il 31 gennaio scorso (con tutte le cautele sulla non rappresentatività del campione del sondaggio, ovviamente).

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E non c’entra la Corte di Strasburgo, che ha condannato l’Italia (due volte) per le condizioni carcerarie, perché nessuna sentenza del tribunale del Consiglio d’Europa (che è cosa diversa dall’Unione Europea) ordina di liberare i detenuti, ma prescrive solo di rimuovere le cause della scandalosa vita cui sono sottoposte le persone in regime di privazione della libertà personale per motivi penali. Strasburgo non ordina, perché non ne ha la potestà; prescrive perché il metodo a disposizione è quello della irrogazione di sanzioni pecuniarie agli Stati che violino i principi della Dichiarazione europea dei diritti dell’Uomo“, nel caso non si adeguino alle indicazioni in un tempo stabilito.

Si fa presto a denunziare la “violenza verbale” di chi manifesta, con modalità rumorose e non ortodosse, la distanza da certe decisioni che sembrano elaborate di proposito per continuare a nuocere alla gente. Quella gente che si accarezza in tempo di elezioni, ma da cui il “potere” non si rende conto di essere lontano.

Pericolosamente lontano…

 

Credit: AGI, RAI2

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