La ‘Collezione Cremona’, tra telecomunicazioni, fotografia, radiotrasmissioni e intelligence

Affiliata alla Fondazione Guglielmo Marconi, una curiosa collezione tutta da scoprire, rimasta per molti anni nel Guinnes dei primati come la più grande collezione di apparecchi storici usate nelle telecomunicazioni. Ma non è solo questo

Apparato codificatore ENIGMA (aperto) - Foto © Maria Gabriella Pasqualini
Apparato codificatore ENIGMA (aperto) – Foto © Maria Gabriella Pasqualini

Il turista interessato al mondo dell’intelligence a Washington (dove i musei sono generalmente gratuiti), si mette in coda e paga un biglietto di 18 dollari per entrare allo Spy Museum; a Losanna dal 24 maggio al 30 novembre al Castello di Morges è stata presentata una affascinante mostra dal titolo ‘Services secrets’ con più di 400 oggetti rari utilizzati dalle spie di tutto il mondo.

Pochi però sanno che a Colleferro, a 60 chilometri da Roma, è visitabile gratuitamente una delle più belle collezioni mondiali concernenti la storia delle telecomunicazioni e alcuni interessanti pezzi riguardanti l’intelligence durante la seconda guerra mondiale, ma anche più recenti: il Museo Tecnologico della Comunicazione, conosciuto dai cultori del settore come ‘Collezione Cremona’. Nei locali concessi in uso dal Comune sono catalogati più di mille pezzi, tra cui alcuni molto rari, con un incalcolabile quantità di accessori.

Questa incredibile collezione, che è stata citata dal ‘Guinness World Records’ per gli anni 1998,1999, 2000, 2001 e 2002, è stata messa insieme con passione e professionalità, da un militare italiano, il generale Francesco Cremona da quando, giovane tenente dell’Esercito Italiano nel ramo trasmissioni, ne iniziò la collazione negli anni ’50, proprio a partire da alcune apparecchiature usate nelle telecomunicazioni militari durante la Seconda Guerra Mondiale, dismesse dal Ministero della Difesa italiano.

La Collezione si divide in ben 25 sezioni: Origini e Aula Didattica (sei sezioni); Telegrafi, telescriventi e fax (quattro sezioni); Sala Marconi e Componenti e Arredi (due sezioni); Radio Storiche e a Galena; Radio per impieghi militari di piccola, media e grande potenza (due sezioni); Ponti Radio e Radar; Intelligence; Mezzi Ausiliari; Registratori e grammofoni; Fotografia, Cine e TV; Computer; Linee telegrafoniche; Gigantografie, Teche e Strutture Espositive; Biblioteca, videoteca e Testi.

Tutte le sezioni sono molto interessanti per gli appassionati del settore. Pezzi rari e curiosi, che testimoniano l’evolversi della trasmissione tra gli umani, dalla riproduzione dei modellini che illustrano il passaggio dei segnali nel periodo greco romano ai moderni apparati, passando per una sezione (la terza) che mostra l’uso dei piccioni viaggiatori con equipaggiamenti per colombi e la bicicletta di un portaordini con colombaia.

Telefoni d’epoca, da muro, da tavolo, campali, intercomunicanti, segreterie telefoniche, centralini: tutti oggetti di varie epoche e più recenti. Ponti radio, radar terrestri e di bordo a lungo e breve raggio, complessi radio di media e grande potenza per Comandi di Grandi Unità. Radio negli Eserciti: apparati portatili, campali e veicolari di piccola potenza; radio in Marina e in Aviazione, apparati in dotazione ai Reparti del Patto Atlantico e del Patto di Varsavia, radio per Carabinieri, Polizia, Marina mercantile, Radioamatori, City Band: in sintesi 102 reperti e 4 complessi.

La Sezione dedicata alla Radiodiffusione espone 130 oggetti dalle radio d’epoca ai palmari, alle pocket radio: un mondo di tecnologia antica e moderna!

Nella ‘Sala Marconi’ albergano cimeli marconiani di grande importanza. Del resto, il generale Francesco Cremona è uno dei migliori conoscitori della vita di Guglielmo Marconi e dei suoi esperimenti, godendo anche della stima della stessa Famiglia Marconi.

Forse la Sezione più attraente è quella dedicata al mondo dell’intelligence, la n.17, con 111 reperti e 39 complessi, che incendiano la fantasia dei non addetti ai lavori. Ci sono le radio valigie del SIM, Servizio Informazioni Militari (istituito nel 1925); quelle usate dall’OSS (Office of Strategic Service) americano e dal SOE inglese (Special Operations Executive, Servizi Speciali che operavano sul territorio europeo per abbattere nazismo e fascismo) in Italia durante la Guerra di Liberazione, paracadutate spesso per fornire ai partigiani mezzi di comunicazione.

La photogallery

In questa sezione sono esposte anche due radio valigie tedesche (del 1940 del II Reich e del 1970 della STASI) e due giapponesi usate nelle Filippine. Non potevano mancare una radio valigia americana della CIA, usata nel 1947, e tre sovietiche, del KGB (Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti, Comitato per la Sicurezza dello Stato) del 1940, dell’NKVD (Narodnyj Komissariat Vnutrennich Del, Commissariato del Popolo per gli Affari Interni) del 1950.Presenti anche alcuni ripetitori di segnali usati nel 2005 in America.

Tutti pezzi forti, ma quelli più attrattivi per la curiosità dei visitatori sono una macchina cifrante ENIGMA’ tedesca del 1937, con cui i nazisti cifravano i messaggi, protagonista della battaglia attorno alla sua decrittazione durante la Seconda Guerra Mondiale, soprattutto nella “battaglia dei convogli nell’Atlantico” (U-BOOT contro piroscafi USA che portavano derrate alimentari e armi in Europa 1940-1941) e nel Mediterraneo e…di tanti film di guerra. La cattura di una versione navale funzionante dell’ENIGMA, nel corso dell’operazione Primrose, consentì agli Alleati di vincere il conflitto. Nella sezione è presenta anche un’altrettanto famosa macchina cifrante HAGELINE (1938), una cripto macchina NEMA (1947 – Svizzera) molto rara, una italiana ‘O.M.I.NISTRI’ (1940)  e una sovietica FIALCA (1980).

Sempre nella Sezione Intelligence, si trovano cripto telefoni, fotofoniche, ‘coderecorder’ per le trasmissioni ‘contratte’ (criptate). Interessanti i telefoni da giberna del 1900 per il controllo delle linee di comunicazione.

E poi, microspie di tutti i tempi, modernissime come la piccola telecamera inserita nelle chiavi della propria autovettura o nelle Pen recorder o le capsule microspie per telefoni. Interessante un complesso di intercettazione e registrazione usato dalla CIA nelle operazioni passate poi alla storia come lo ‘Scandalo Watergate’ nel 1972; un nutrito gruppo di complessi per l’intercettazione militare e per le minifotocamere, che include apparecchi americani e sovietici (KGB).

La collezione è andata ‘in trasferta’ all’estero molte volte, come negli Stati Uniti: a Chicago, prevista per una ventina di giorni, fu prolungata per ben tre mesi e raccolse un numero imponente di visitatori, ma catalizzò anche l’attenzione della stampa, anche italiana, solleticando l’orgoglio della folta comunità italiana locale.

Ma c’è molto altro, che non può trovare spazio in un articolo. Insomma, il Museo Tecnologico della Comunicazione o “Collezione Cremona” è interessante e ne consigliamo la visita. Per farsi un’idea della ricchezza dell’esposizione si può visitare il sito www.collezionecremona.com e per visitarlo suggeriamo di programmare una visita di qualche ora, per visitarlo con attenzione e soffermarsi sui pezzi che più interessano.

Il generale Francesco Cremona (classe 1928) è un vero ‘affabulatore’ quando illustra questa sua collezione preziosa, ma al momento sembra raccogliere solo l’indifferenza delle autorità preposte alla cultura e alla conservazione della storia patria in generale, fatta eccezione per il Comune di Colleferro. Sarebbe un delitto disperderla perché rappresenta un unicum e appunto entrò nel Guinness dei primati, oggetto di numerose importanti mostre in Italia e all’estero. I vari pezzi sono in vendita ma…occorrerebbe un’istituzione che li accettasse in blocco e li valorizzasse.

Il museo (in Via degli Esplosivi 10, Colleferro – Roma)  è visitabile dal martedì al venerdì e la domenica dalle 9.00 alle 12.00; il sabato dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Meglio comunque assicurarsi sugli orari di apertura inviando una mail a collezionecremona@yahoo.it anche per prendere accordi per visite di gruppi.

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Maria Gabriella Pasqualini

Maria Gabriella Pasqualini si è laureata cum laude alla Sapienza in Scienze Politiche, Già distaccata presso il servizio diplomatico, poi docente universitario, è autore di numerosi volumi di storia militare e di saggi storici. Esperta di Medio e Vicino Oriente, collabora con numerose riviste scientifiche. A THE HORSEMOON POST è Vicedirettore e Responsabile Esteri e Difesa.

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