La Corte Costituzionale boccia la legge “Fini-Giovanardi”: è illegittima la legge sulla droga

La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della parte in cui sono equiparate le droghe pesanti e quelle leggere. La normativa viola l’articolo 77 della Costituzione, che regola la conversione dei decreti legge. Dopo la bocciatura, rivive la legge Iervolino-Vassalli. Renzi: “Legalizzare l’erba? Prima via la Fini-Giovanardi”

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Roma – La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della legge Fini-Giovanardi, nella parte in cui equipara le droghe pesanti e quelle leggere. A giudizio della Consulta, la legge viola l’articolo 77 della Costituzione, che regola la conversione dei decreti legge. Dopo la bocciatura, rivive la legge Iervolino-Vassalli.

La Corte costituzionale, nella odierna Camera di consiglio – si legge in una nota della Consulta – ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, per violazione dell’art. 77, secondo comma, della Costituzione, che regola la procedura di conversione dei decreti-legge, degli artt. 4-bis e 4-vicies ter del d.l. 30 dicembre 2005, n. 272, come convertito con modificazioni dall’art. 1 della legge 21 febbraio 2006, n. 49, così rimuovendo le modifiche apportate con le norme dichiarate illegittime agli articoli 73, 13 e 14 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico in materia di stupefacenti)”.

In attesa del giudizio, Stefano Anastasia, presidente della Società della Ragione, la Onlus che aveva avviato il movimento che ha portato al ricorso dinnanzi alla Consulta, aveva spiegato che la bocciatura della Fini-Giovanardi avrebbe avuto conseguenze pressoché immediate su circa 10.000 detenuti, perché “gli arrestati per droghe leggere sono il 40% degli arrestati per reati in materia di stupefacenti“..

Lo scenario che ora si presenta è quello della scarcerazione di una larga parte di queste persone, mentre il decreto svuota carceri sta già producendo l’effetto di ridurre la popolazione carceraria, quale modalità assurda di dare esecuzione ai contenuti della sentenza di condanna della Corte di Strasburgo, che ha ripetutamente condannato l’Italia per le condizioni vergognose in cui vive la popolazione carceraria.

Invece di costruire nuove carceri, diminuendo il numero di detenuti per cella e ristabilendo condizioni civili di detenzione, questo Parlamento di nominati ha pensato bene di far uscire dalle patrie galere fior di delinquenti, dei quali la stragrande maggioranza tornerà presto in galera, visti i tassi di recidiva.

Non va però taciuto il fatto che la legislazione proibizionista ha fallito clamorosamente e che occorra ripensare tutta la materia in modo più razionale e olistico.

Ultimo aggiornamento 12 Febbraio 2014, ore 14.51 | Credit: Adnkronos

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