Afghanistan: liberati 65 talebani. Usa ‘decisione incresciosa’

Gli Stati Uniti criticano con asprezza la decisione discutibile del ministero della Giustizia afghano: “responsabilità per le conseguenze”

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Kabul – Il governo afghano ha autorizzato la scarcerazione di 65 talebani, nonostante la ferma opposizione degli Stati Uniti, che considerano i liberato come una grave minaccia alla sicurezza. La decisione, annunciata da un portavoce del ministero della Giustizia di Kabul, Zahir Azimi, è stata definita “profondamente incresciosa” dall’ambasciata Usa, secondo cui le autorità afghane “portano la responsabilità per le conseguenze” che ne deriveranno.

La vicenda è destinata a inasprire ulteriormente i sempre più difficili rapporti tra i due governi. I talebani scarcerati hanno lasciato a piedi il centro speciale di detenzione gestito dalle autorità afghane a Bagram, pochi chilometri a nord della capitale, dove erano stati trasferiti l’anno scorso in base agli accordi sul graduale ritiro del contingente Nato dal Paese centro-asiatico entro la fine del 2014 e sulla relativa transizione.

Fonti militari statunitensi hanno riferito in via riservata che si tratta di “individui pericolosi“, implicati direttamente in una serie di attacchi costati la vita ad almeno 32 militari dell’Isaf, la Forza Internazionale di Assistenza per la Sicurezza sotto comando alleato, e a 23 afghani. Le stesse fonti hanno sottolineato come esistano “centinaia di pagine” di elementi di prova a loro carico, regolarmente consegnate alle autorità afghane, comprese impronte digitali che ne dimostrano il coinvolgimento nella preparazione di bombe per attentati.

Il presidente Hamid Karzai a suo tempo liquidò tuttavia il carcere di Bagram come “una fabbrica per la produzione di talebani“, intendendo che anche chi vi entrava senza appartenere agli ex studenti coranici finiva poi per passare dalla loro parte. Inoltre, a dire di Karzai, i prigionieri vi avrebbero subito torture con l’unica conseguenza di indurli a odiare il loro stesso Paese. La situazione potrebbe peggiorare ancora di più se dovessero essere in seguito liberati altri 23 detenuti che per Washington sono ancora più insidiosi, e la cui sorte è attualmente al vaglio.

Credit: AGI

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