Il presidente della Repubblica Napolitano ha affidato a Renzi l’incarico per formare il nuovo governo. Accettazione con riserva

Il colloquio durato un’ora e mezza di colloquio al Quirinale. L’accettazione con riserva è prassi costituzionale. Arrivato al Quirinale con una Alfa Romeo Giulietta bianca. All’uscita la vettura, guidata di persona, era seguita in modo discreto dalla scorta istituzionale. Calendarizzate le prime riforme

Matteo Renzi Il premier incaricato dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano arriva nella sala per riferire l'esito dell'incontro ai giornalisti  al Quirinale Roma, 17 febbraio 2014. ANSA/Maurizio Brambatti
Matteo Renzi esce dal colloquio con il presidente della repubblica Giorgio Napolitano e arriva
nella sala per riferire dell’esito dell’incontro – Foto ANSA/Maurizio Brambatti

Roma – Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha affidato al segretario del Pd, Matteo Renzi, l’incarico di formare il nuovo governo. Lo ha annunciato il segretario generale del Quirinale, Donato Marra, al termine del colloquio durato poco meno di un’ora e mezza. Renzi ha accettato “con riserva”.

All’uscita dal colloquio con il Capo dello Stato, Matteo Renzi ha chiarito che i tempi della formazione del governo non saranno brevissimi. “Ci prendiamo il tempo necessario, sapendo che fuori da qui c’è un senso di urgenza delicato, ma è altrettanto vero che un’orizzonte di legislatura necessita di qualche giorno di tempo per arrivare a sciogliere la riserva“, ha detto.

Ho ricevuto dal signor Presidente della Repubblica l’incarico di provare a formare il nuovo governo. Ho accettato con riserva, con responsabilità e senso di importanza e rilevanza della sfida“, ha aggiunto Renzi. “Ho ringraziato il Presidente della Repubblica – ha aggiunto Renzi – e assicurato che metterò in questa difficile situazione l’energia e impegno di cui sarò, saremo capaci“, ha chiarito.

Per quel che mi riguarda assicuro il signor presidente e le forze politiche che metterò il coraggio, impegno, energia ed entusiasmo di cui sono capace“, ha aggiunto. “Incontrerò i presidenti di Camera e Senato, poi sarò a Firenze per i necessari adempimenti istituzionali (dimissioni da sindaco, ndr) e da questa sera saremo a Roma. Domani inizieranno le consultazioni formali e ufficiali“. Poi ha chiarito il timing di massima per le prime importanti riforme: legge elettorale e riforme costituzionali subito (a febbraio), poi lavoro (a marzo), riforma della pubblica amministrazione (aprile) e del fisco (maggio), con una prospettiva di legislatura fino alla naturale conclusione nel 2018.

La gestazione del governo Renzi, lo ha detto lo stesso Napolitano al termine delle consultazioni, non sarà lampo. Il capo dello stato ha spiegato di aver voluto fare un rapido giro di incontri per dare “spazio e serenità al lavoro successivo di chi avrà l’incarico di formare il governo e avrà bisogno di tutto il tempo necessario per le consultazioni, gli approfondimenti e le intese”.

Renzi si prenderà quindi almeno altre 48 ore per definire programma e squadra e poi risalire al Colle per sciogliere la riserva, insomma difficilmente il suo governo potrà nascere prima della seconda metà della prossima settimana. Si è parlato di mercoledì o giovedì per la nascita al Quirinale del governo Renzi, ipotizzando quindi un week end di lavoro parlamentare per la fiducia di Camera e Senato. Ma al Nazareno e a Firenze raccontano che si sia anche prospettato un giuramento sì entro la fine della prossima settimana ma con rinvio ai primi giorni dell’ultima settimana di febbraio per il voto di fiducia di Montecitorio e palazzo Madama.

Notato l’arrivo (e la partenza) a bordo di un’auto italiana, un’Alfa Romeo Giulietta, di un colore inedito – bianco – un modo per comunicare un cambio anche cromatico dei costumi repubblicani. Renzi ha guidato l’auto anche all’uscita dal Quirinale, sebbene seguito in modo discreto da una vettura di analogo colore, probabilmente la scorta imposta per motivi di sicurezza.

Credit: TMNews

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