Emma Bonino sul caso marò: convocato ambasciatore indiano a Roma

Richiamato in patria il rappresentante diplomatico italiano, Daniele Mancini, per consultazioni dopo il 26° rinvio della Corte Suprema. Mauro, rimproverato qualche giorno fa dalla ministra degli Esteri da Gibuti, si allinea

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Roma – Il segretario generale del ministero degli Esteri, Michele Valensise, ha convocato oggi con urgenza alla Farnesina l’ambasciatore dell’India, Basant Kumar Gupta, per esprimere “lo sconcerto e la profonda delusione del governo italiano” per l’ennesimo rinvio, il 26°, da parte della Corte Suprema dell’esame del caso dei fucilieri di Marina Latorre e Girone. In questo contesto si inquadra il richiamo immediato a Roma per consultazioni dell’ambasciatore a New Delhi, Mancini, disposto oggi stesso dal governo italiano, si precisa in una nota.

Il comportamento dilatorio delle autorità giudiziarie indiane a distanza di due anni dall’incidente“, ha ribadito il segretario generale della Farnesina, “è inaccettabile e denota una volontà indiana di procrastinare la vicenda oltre ogni limite, anche a fronte di autorevoli prese di posizione di diverse organizzazioni internazionali“.

L’ambasciatore Valensise ha confermato che l’Italia proseguirà con rinnovata forza la propria azione in ogni sede a tutela della posizione dei due Fucilieri e del rispetto del diritto internazionale. L’ambasciatore Gupta ha assicurato che avrebbe tempestivamente informato le autorità del suo Paese.

Dopo l’ennesimo rinvio dell’udienza, Emma Bonino ha puntato il dito contro l’India e ha disposto l’immediato richiamo in Italia l’ambasciatore a New Delhi, Daniele Mancini. “A fronte dell’ulteriore, inaccettabile rinvio deliberato questa mattina dalla Corte Suprema indiana dell’esame del caso dei Fucilieri di Marina Latorre e Girone e della manifesta incapacità delle autorità giudiziarie indiane di gestire la vicenda, l’Italia proseguirà e intensificherà il suo impegno per il riconoscimento dei propri diritti di Stato sovrano in conformità con il diritto internazionale. L’obiettivo principale dell’Italia resta quello di ottenere il rientro quanto più tempestivo in patria dei due Fucilieri” ha infatti dichiarato il ministro degli Esteri apprendendo le notizie provenienti da Delhi.

Il governo italiano ha disposto l’immediato richiamo a Roma per consultazioni dell’ambasciatore a New Delhi, Daniele Mancini“, ha poi concluso la titolare della Farnesina.

La misura è colma ed ancora più grande è lo sdegno che investe tutta la nazione e che non può non propagarsi all’intera comunità internazionale. Su questo caso non c’è giustizia: siamo di fronte ad un comportamento ambiguo ed inaffidabile delle autorità indiane. La decisione del governo italiano di richiamare l’ambasciatore in Italia è, non solo giustificata, ma ineludibile e riflette il sentimento del nostro popolo“, ha poi commentato il ministro della Difesa Mario Mauro.

IL LUNGO ITER LEGALE

La Corte Suprema indiana ha fissato una nuova udienza per lunedì 24 febbraio prossimo in attesa di una risposta scritta del governo sull’applicabilità o meno della legge antipirateria e antiterrorismo (Sua Act) alla vicenda giudiziaria di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. “Adesso è troppo, tornino a casa”, ha commentato da Nuova Delhi l’inviato del governo Staffan De Mistura.

Alla base dell’ennesimo rinvio – “il ventiseiesimo, il sesto in Corte Suprema”, ha fatto notare De Mistura – ci sarebbero le divisioni interne al governo indiano sull’applicazione del Sua Act. Divisioni che sarebbero il frutto anche delle crescenti pressioni internazionali degli ultimi giorni, ha sottolineato in aula il procuratore generale, E. G. Vahanvati. “Abbiamo bisogno di tempo per decidere. C’è un dibattito in corso tra il ministro degli Esteri, quello dell’Interno e il collega della Giustizia”, a cui spetta l’ultima parola, ha riferito.

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