‘Rodin il marmo, la vita’ alle Terme di Diocleziano

Dalle meticolose e sensuali opere giovanili alla poetica dell’incompiuto degli ultimi anni, un percorso cronologico per scoprire uno dei maggiori rivoluzionari della tradizione plastica moderna

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ROMA – Dopo il successo a Palazzo Reale di Milano, nell’eccezionale cornice delle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano, da oggi al 25 maggio sarà presentata una delle rassegne più complete sui marmi di Auguste Rodin, artista originariamente criticato per la consuetudine – anticipatrice di una pratica contemporanea – di delegare l’esecuzione delle opere a alcuni collaboratori, oggi, però rivalutato come uno dei maggiori rivoluzionari della tradizione plastica moderna.

Curata da Aline Magnien – conservatore capo del patrimonio del Musée Rodin di Parigi – in collaborazione con Flavio Arensi, l’esposizione vanta 60 sculture in marmo che l’allestimento dell’architetto Didier Faustino ha voluto posizionare su delle impalcature con drappeggi bianchi a mezz’aria così da ricreare l’atelier dell’artista. In un percorso cronologico, la mostra si divide in tre sezioni: l’illusione della carne, la figura nel blocco e la poetica dell’incompiuto che richiama inevitabilmente al non-finito di Michelangelo a cui Rodin si ispirò.

I suoi incontri con il Mosè di San Pietro in Vincoli – da cui riprende la funzione di quinta scenografica – e con la Capella Sistina – dove potè riflettere sul peso dei vuoti e dei pieni – furono momenti fondamentali per la sua crescita artistica in cui l’influenza di Michelangelo è notevole. Non è, tra l’altro, un caso che l’esposizione di Roma sia stata pensata per il complesso termale più grande della capitale poiché è proprio qui che il genio fiorentino lasciò la sua impronta trasformando gli ambienti del frigidarium, tepidarium e calidarium nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri Cristiani e creando negli spazi delle Terme il Convento dei Certosini con il chiostro.

Come in un dialogo immaginario tra il maestro e l’allievo, il visitatore contempla le opere giovanili come Homme au nez cassé – un ritratto dedicato proprio a Michelangelo – che venne rifiutato dal Salone parigino del 1864 e dove possiamo notare un richiamo alla statuaria classica.

Scandaloso per la Francia di fine ‘800 fu il celebre Il bacio – ispirato ai danteschi Paolo e Francesca – in cui, da un unico blocco di marmo, gli amanti sono scolpiti appena prima del contatto carnale; non vi è alcun pretesto mitologico o narrativo che possa giustificare la scelta iconografica di creare un gruppo scultoreo così audace in cui la nudità e la sensualità sono protagoniste. Come in un abbraccio tra incertezza e passione i due corpi sono, infatti, avviluppati – abbandonata morbidamente lei e teso e esitante lui – seduti su una roccia in cui ritroviamo tracce di punta e gradina.

Galleria fotografica

L’opera è punto di intersezione tra le sculture metodicamente levigate e scolpite e una nuova visione più matura in cui, pur mantenendo i temi intimisti delle prime creazioni, si sperimentano quelle idee scultoree che approderanno nella poetica dell’incompiuto di stampo michelangiolesco. Come sottolineato da Flavio Arensi “Rodin parla attraverso i temi più intimi dell’uomo. Insieme a Goya, è forse l’unico grande artista che abbassa gli occhi e cerca di capire chi ha di fronte; e di fronte ha l’uomo e se stesso”. Le Mains d’amants rivelano certamente i nuovi approdi stilistici dell’artista francese che, con un soggetto inconsueto, celebra l’eros e la sensualità attraverso il lirismo racchiuso in un semplice gesto, in due mani – una maschile e una femminile – che si sfiorano.

Innovativo e non convenzionale, capace di modellare un materiale classico come il marmo in forme moderne, Auguste Rodin spinse la sua ricerca creativa fino all’estremo, arrivando a interpretare il non-finito di Michelangelo come strumento per porre al centro della scultura il marmo.

Divenuta soggetto e protagonista dell’arte stessa, la candida pietra non è altro che metafora di ciò che si nasconde dietro l’apparenza; come il busto fatica a emergere dal blocco dietro cui vi è il marmo – e pertanto è quest’ultimo che l’artista deve svelare – così, come indicato dallo stesso Rodin, dietro una pianta e la sua germinazione vi è la terra, probabilmente la stessa retta da La mano di Dio, opera probabilmente del 1896 che racchiude uno degli stilemi linguistici più conosciuti del francese.

In linea con la poetica dell’incompiuto, gli ultimi anni di Rodin vedranno la realizzazione di opere ricche di tracce volte a “smascherare” il lavoro dell’artista; ecco quindi chiodi per la messa a punto, ripensamenti visibili, abbozzi di forma utili a comprendere i primi passi di quel progetto estetico e concettuale che conduce verso l’opera finita e della cui elaborazione vengono sempre eliminati i segni.

Come su una scena del delitto – in cui si forzano i contrasti tra i pieni e i vuoti per creare effetti di dinamismo e vitalità – il visitatore viene accompagnato in un percorso invertito dove dalla precisione giovanile si giunge alla dirompente e modernissima rappresentazione dei retroscena dell’atto creativo, dell’idea che non è ancora forma, di quel breve attimo in cui il pensiero si incendia e la mano freme e tentenna prima della nascita dell’opera d’arte.

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ORARIO DI APERTURA: Da martedì a domenica: h 9.30 – 19.30, chiuso il lunedì. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.

BIGLIETTI: Intero € 10,00; Ridotto € 8,00 riservato a visitatori da 6 a 26 anni e over 65, per tutti i visitatori portatori di handicap, possessori del biglietto di accesso ad uno dei siti della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma inclusi i visitatori del Museo delle Terme di Diocleziano, titolari Carta Civita, titolari di apposite convenzioni, gruppi di almeno 15 persone; Ridotto speciale € 5,50 per scuole, gruppi del Touring Club e FAI; Biglietto famiglia: 1 o 2 adulti + bambini (da 6 a 14 anni): adulto € 9,50bambino € 5,50Gratuito: minori di 6 anni, un accompagnatore per gruppo, due accompagnatori per classe scolastica, un accompagnatore per disabile, dipendenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, giornalisti, tesserati ICOM, guide turistiche. Audioguida gratuita per tutti i visitatori

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