Nordcorea: arrestato missionario australiano di 75 anni

L’Australia non ha un’ambasciata in Nord Corea e gli interessi australiani a Pyongyang sono curati dalla Svezia. La moglie: “non è un provocatore politico

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Adelaide (Australia) – John Short, un anziano missionario australiano, che vive a Hong Kong, è stato arrestato in Corea del Nord per presunta propaganda religiosa, considerata un grave reato nel Paese asiatico. Lo ha reso noto il quotidiano ‘Adelaide Advertiser‘ sulla base di quanto riferito dalla moglie dell’uomo, Karen Short.

Short ha 75 anni e risiede a Hong Kong da anni, ma è originario di Adelaide. Sarebbe accusato di aver distribuito materiale religioso cristiano stampato in lingua coreana. L’arresto, avvenuto nella capitale Pyongyang, risale a tre giorni fa ed è stato confermato dal ministero degli Esteri di Canberra.

Secondo il quotidiano australiano, difficili e febbrili negoziati sarebbero in corso nel consolato australiano a Jakarta con diplomatici svedesi e a Seoul con i sud-coreani. “La nostra più fervida speranza è che capiscano non è un provocatore politico e che si riesca a portarlo via dal paese“, ha dichiarato ai giornalisti di ‘Adelaide Advertiser‘ Karen Short, la quale ha confermato di essere stata contattata dal ministero degli Affari Esteri.

I funzionari del ministero degli Affari Esteri avrebbero dato conferma alla signora Short che la faccenda “è completamente fuori dalla normalità per noi e costituisce un caso difficile e differente dall’ordinario“, non celando le preoccupazioni.

Un portavoce del ministero degli Esteri ha detto alla signora Short che il Governo australiano temeva l’arresto di John Short, anche perché l’Australia “non ha rappresentanza diplomatica in Nord Corea“, ammettendo che le “capacità di prestare i servizi consolari” in Corea del Nord “è estremamente limitata“. Gli interessi australiani a Pyongyang sono curati dalla Svezia.

Dal mese di novembre 2012 langue in un carcere nord-coreano un altro missionario occidentale, lo statunitense Kenneth Bae (45), condannato nell’aprile dello scorso anno a 15 anni di lavori forzati per sovversione. Tre mesi fa sono state giustiziate un’ottantina di persone, alcune delle quali solo per il semplice possesso di una copia della Bibbia.

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