Il Nucleo Operativi Armati annuncia la lotta armata contro la repressione NoTav

In un documento pervenuto alla sede dell’agenzia Ansa di Torino, si fa riferimento a un “tribunale rivoluzionario”  che ha emesso quattro “condanne a morte”. I “No Tav” prendono le distanze, ma rispediscono “al mittente (Governo & C.) queste deliranti follie

Torino – “I Nuclei Operativi Armati (Noa) sono pronti all’azione diretta nei confronti dei mandanti e degli esecutori della strategia repressiva” contro il movimento No Tav. Questa è la “dichiarazione di guerra” contenuta nel documento minatorio recapitato oggi alla redazione torinese dell’Ansa. Tre pagine scritte al computer e inneggianti alla “lotta di liberazione contro la Tav“.

Nel documento si parla di un “tribunale rivoluzionario insediato per valutare le responsabilità politiche della repressione in atto nei confronti del movimento no tav in Valsusa“, tribunale che “ha emesso la sentenza di condanna a morte” per quattro persone: Giuseppe Petronzi, capo della Digos di Torino; Stefano Esposito, senatore del Pd, oggetto più volte a Torino di intimidazioni e lettere minatorie, a causa del suo impegno a favore dell’alta velocita in Va Susa; Massimo Matteucci, presidente della Cmc, azienda capofila nei lavori al cantiere di Chiomonte; e infine Maurizio Bufalini, l’ingegnere di Ltf che dirige il cantiere.

Le quattro condanne a morte, affermano nel farneticante documento i NOA, sono “immediatamente esecutive“.

Dopo l’arresto di quattro attivisti No Tav, con l’imputazione di terrorismo nei mesi scorsi, il NOA ha fatto sapere che “il tempo della lotta pacifica, fatta di scritte e di manifestazioni, è superato“. Il luogo per “svegliare le coscienze proletarie e rivoluzionarie“, prosegue il documento, è proprio Torino. Sabato prossimo nel capoluogo piemontese sono previsti presidi No Tav, cosi come in Val Susa e in altre città italiane, con un risvolto sulla sicurezza che era già alta prima, ora sarà portata ai massimi livelli.

Presumibile che per i quattro cosiddetti condannati a morte le autorità di pubblica sicurezza abbiano già predisposto il rafforzamento del cordone sanitario, anche se deve fare pensare che tutto questo accada a causa della costruzione di una infrastruttura importante.

I “No Tav” non hanno tardato a far sentire la loro voce su questa pericolosa evoluzione della tensione, già alta. Sul sito del movimento hanno scritto “rispediamo al mittente (Governo & C.) queste deliranti follie“, come per indicare la loro opinione sul fatto che questo documento sia stato presentato da organismi occulti sotto la guida del Governo. I  “No Tav” rivendicano l’indipendenza della loro opposizione alla Torino-Lione e prendono le distanze dal Noa, senza mai citarlo. “Nessuno ha alcun titolo e nessuno può permettersi di strumentalizzare il Movimento e tanto meno di pensare di potersi sostituire al percorso di lotta che il Movimento No Tav ha deciso e costruito, collettivamente, nella pratica quotidiana e a viso aperto“.

Per questo, il prossimo 22 febbraio i “No Tav” scenderanno in piazza per riaffermare la “lotta civile, popolare, non violenta contro lo spreco delle risorse e contro le grandi opere inutili e imposte” e per raccogliere fondi necessarie a coprire le spese legali degli attivisti sotto processo a Torino, si legge sul sito del movimento.

La Digos nel frattempo indaga sul documento delle sedicenti NOA, contente minacce di morte, pervenuto mercoledì 19 febbraio all’Ansadi Torino.

Credit: TMNews

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