Matteo Renzi prepara il discorso per la fiducia: serve coraggio, dritti su riforme e rinnovamento dello Stato

Molti commentatori concordo: se fallisce il Governo Renzi, l’Italia rischia il tracollo e non solo economico: politico, sociale. Serve il coraggio della paura, a cominciare dalla sburocratizzazione del Paese. Le riforme sono talmente importanti da poter trasformare un Governo debole in un rullo compressore

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Roma – Matteo Renzi è tornato nel pomeriggio a Roma, dopo aver trascorso la serata di sabato e parte della domenica a casa, a Pontassieve. Domenica mattina, messa da “privato cittadino”, con alcuna dichiarazione alla stampa e auto guidata personalmente: uno stile inedito in questItalia del “dottò s’accomodi”…

A Roma, nella prima notte a Palazzo Chigi il primo impegno: la preparazione del discorso programmatico di oggi e domani, prima al Senato e poi alla Camera. Leit motiv: “serve coraggio, dritti per le riforme”, ha spiegato ai suoi. Il presidente del Consiglio si aspetta un’ampia fiducia e si rivolgerà a tutto il Parlamento per chiedere di andare nella direzione della svolta, per far ripartire il Paese.

Un discorso che toccherà diversi punti, dalla riforma della Pubblica amministrazione alla scuola, dal taglio del cuneo fiscale al lavoro, ma si soffermerà soprattutto sulle riforme istituzionali, a partire dalla legge elettorale.

Ieri la cancelliera tedesca Angela Merkel ha augurato a Matteo Renzi successo nella realizzazione delle riforme. Il presidente del Consiglio ha poi avuto una telefonata con il premier israeliano Benyamin Netanyahu, con un dialogo definito da fonti di Palazzo Chigi “molto cordiale”.

Oggi non faranno mancare il proprio appoggio né i civatiani, né i Popolari per l’Italia, nonostante la mancata conferma di Mario Mauro al Governo. Forza Italia invece ha confermato che non voterà la fiducia, mantenendo un atteggiamento di opposizione costruttiva, ma dal partito di Silvio Berlusconi non si nasconde la profonda irritazione verso l’ipotesi di aumento della tassazione dei BOT, ventilata (magari solo per vedere l’effetto che fa…) da Graziano Delrio a Lucia Annunziata, durante la trasmissione “In mezz’ora” su Rai3. “È la prova che aumenteranno subito le tasse“, ha osservato subito Berlusconi, al telefono con i ‘big’ azzurri.

L’ipotesi di Delrio ha provocato anche la reazione del Nuovo Centrodestra, che ha chiesto di evitare qualsiasi aumento della pressione fiscale. Una smentita è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri da Palazzo Chigi: “nessuna nuova tassa”.

Oggi dunque la fiducia al Senato, prima di andare alla Camera e di iniziare il lavoro vero. Da più parti – e con una concordanza trasversale – si è osservato come Renzi sia l’ultima risorsa prima di un buco nero. Da queste colonne, dell’estrema periferia dell’informazione, abbiamo rilevato come l’ex sindaco di Firenze sia “l’ultima fermata per la partitocrazia“. Un suo fallimento significherebbe un tracollo dell’Italia con esiti imprevedibili, ma di certo nefasti.

Renzi lo sa ed è determinato a sfruttare la debolezza apparente del suo Governo in una leva di forza con cui ribaltare il Paese, contando sulla capacità proverbiale degli italiani di dare il meglio di se stessi ballando sull’orlo del precipizio.

Credit: AGI

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