Il Senato dà la fiducia al Governo Renzi. ‘Voglio un’Italia leader nel mondo’, ha detto Renzi nella replica

Il Governo passa lo scoglio della Camera Alta. Assenti tre senatori a vita. Rubbia e Monti votano a favore. Il premier: subito riforme, debiti della Pa e taglio del cuneo, occhio alla scuola. Oggi il voto della Camera

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Roma – Il Senato vota la fiducia al governo di Matteo Renzi. Al termine di una maratona notturna il premier incassa 169 sì, 139 i voti contrari. Il senatore Maurizio Rossi di “Per l’Italia” non ha partecipato al voto. I senatori a vita Carlo Azeglio Ciampi, Laura Cattaneo e Renzo Piano non hanno partecipato alla seduta del Senato che ha votato la fiducia al governo Renzi.

Erano invece presenti ed hanno votato sì gli altri due senatori a vita, Mario Monti e Carlo Rubbia.

Erano assenti diversi senatori “giustificati”, così si spiega il numero di voti a favore (169) inferiore a quello teorico di 175. Oggi il voto alla Camera dei Deputati.

Nella “replica”, prima del voto di fiducia per chiamata nominale, Matteo Renzi ha risposto ad alcune riflessioni emerse durante il dibattito.

Forse avrei dovuto impostare un discorso molto più cerimonioso, ma c’è un passaggio: che questa operazione non è un’operazione di lifting o una operazione di potere“. Lo ha detto Matteo Renzi durante la replica al Senato, nel corso della discussione sul voto di fiducia al governo.

Se fosse un’operazione di potere non scommetteremo tutti noi stessi e subito in questo modo. Noi confermiamo che l’orizzonte è il 2018, ma nelle prossime settimane e nei prossimi mesi verificheremo subito se quello che stiamo facendo è un bluff oppure no. Il punto centrale – ha aggiunto Renzi – è quello che abbiamo messo in campo in questo passaggio” e cioè “che l’Italia non è il Paese del ‘grazie le faremo sapere’“.

TONO SBAGLIATO? IMPARERÒ MA MAI DOPPIO REGISTRO

Renzi ha respinto le critiche al “tono” usato oggi in Aula al Senato, durante il suo intervento programmatico, arrivate in particolare da D’Anna di Gal e Divina della Lega. “Mi chiedete un doppio registro? Sappiate che questo governo non avrà mai il doppio registro che paradossalmente Gal e Lega chiedono“, ha detto. Doppio registro, ha spiegato, che si poggi “nella mancanza di trasparenza. Non chiedeteci di essere diversi da ciò che dobbiamo dire. Sarà che siamo abituati a stare in mezzo alle persone…“. “Vorrei rispondere alle critiche rispetto al tono, ho molto da imparare, rifletterò se confermare o meno lo stesso tono, ma mi ha colpito, lo dico al senatore D’Anna di Gal e Divina della Lega, il fatto che si sia contestato, a parte i contenuti, il fatto di avere usato un registro diverso da quello necessario“, ha spiegato Renzi.

Fossi in voi, mi farei una domanda e cercherei di darmi una risposta, se in quest’aula si deve usare un tono diverso e un atteggiamento diverso. è sicuro che il problema sia questo tono o che esista uno scollamento tra quest’aula, che anche voi rappresentate, e la societa’ civile? Siete sicuri che il Truman Show non esista nella vostra mente?“, ha incalzato.

“VERGOGNA PER AVER COSTRETTO NAPOLITANO AL BIS”

Nella replica a Palazzo Madama il premier ha detto anche di aver provato “un sentimento di autentica vergogna per il fatto che la classe politica incapace di individuare in modo condiviso una successione al presidente della Repubblica che aveva richiesto di non essere richiamato, sia stata costretta ad andare a chiedere un reale sacrificio personale e politico” a Giorgio Napolitano.

Il “premier” ha poi rammentato “le parole del presidente della Repubblica che chiedevano ai partiti di farsi carico del processo di riforme“, un processo “che è partito e si è bloccato. Pensate – si chiede il premier – che sia rispettoso citare il presidente della Repubblica con parole formali e cerimoniose? L’unico modo di rispettare la straordinaria figura di Giorgio Napolitano e’ realizzare il processo di riforme che – ha affermato Renzi – è una priorità per l’intero sistema paese“.

Credit: Adnkronos/Ign, AGI – Ultimo aggiornamento 25 Febbraio 2014, ore 1.11

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