Kiev e Mosca ai ferri corti. ‘Invasione’ della Crimea e responsabilità. A che titolo Merkel parla a nome dell’Europa?

Il governo ad interim dell’Ucraina ha accusato la Russia: “Duemila soldati russi hanno invaso la Crimea”, Mosca vuole provocare una reazione per “scatenare un conflitto armato”. Occupati anche due aeroporti. Il ministro dell’Interno ucraino: “invasione armata”. Merkel: “Rispettare integrità territoriale del Paese”. Biden: “Da Usa pieno sostegno a Kiev”. La Svizzera congela i conti di Yanukovich e ‘famiglia’

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Kiev -Giornata convulsa ieri in Crimea, Repubblica autonoma russofona dell’Ucraina. ll presidente ucraino ad interim , Oleksandr Turchynov, in un messaggio televisivo ha accusato la Russia di aggressione, denunciando che Mosca ha dispiegato duemila militari in Crimea e sta “tentando di provocare” la reazione di Kiev per scatenare un “conflitto armato. Lo ha riportato la Bbc, grazie al servizio World Service con corrispondenti in  loco.

Turchynov ha anche affermato che “l’esercito ucraino non sta rispondendo” alle provocazioni, anche perché non avrebbe la capacità di confrontarsi con le forze russe, e ha accusato Mosca di volere provocare una reazione di Kiev per giustificare l’annessione della Crimea alla Russia. Secondo quanto riporta la Bbc, il leader ucraino ha poi lanciato un “appello personale al presidente Putin per fermare immediatamente la provocazione militare e ritirare le truppe dalla Repubblica autonoma della Crimea“.

Anche il ministro dell’Interno ucraino, Arsen Avakov, che ha parlato di “invasione armata” e denunciato la presenza di forze militari russe all’aeroporto di Sebastopoli. Poche ore prima uomini armati che sventolavano bandiere della Marina russa avevano assunto il controllo della zona dell’aeroporto di Simferopol per poi ritirarsi dopo qualche ora.

Il parlamento di Kiev ha chiesto che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si riunisse per discutere della crisi in Ucraina. Nel frattempo, la Guardia di Frontiera ucraina aveva denunciato che l’ingresso di dieci elicotteri militari russi nello spazio aereo ucraino, in direzione della Crimea.

Gli Stati Uniti hanno assicurato il loro “pieno sostegno” al nuovo governo ucraino e hanno avvertito Mosca di non intervenire militarmente in Ucraina. “Un intervento sarebbe un grave errore“, ha detto il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney. Anche la Germania ha espresso parole di sostegno a Kiev. Angela Merkel ha chiesto a Mosca di rispettare l’integrità territoriale dell’Ucraina.

Svizzera, Liechtenstein e Austria hanno nel frattempo congelato i conti di Viktor Yanukovich e della sua ‘famiglia’. La procura di Ginevra ha aperto inoltre un’inchiesta per presunto riciclaggio di denaro sporco nei confronti dell’ex presidente ucraino Viktor Ianukovich e del figlio Alexander. Da Rostov sul Don, nel sud della Russia, l’ex presidente ucraino ha precisato in una conferenza stampa di non essere stato deposto, ma costretto a lasciare il Paese da forze estremiste, “per le minacce di morte” ricevute e che “continuerà a combattere per il suo Paese“, ma si sospetta parlasse solo della sua villa…

Sul fronte economico il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, ha assicurato che la situazione finanziaria in Ucraina non è così critica come viene disegnata e ha messo in guardia contro un eventuale panico fra risparmiatori e investitori. Una delegazione dell’Fmi si recherà la prossima settimana in Ucraina per raccogliere informazioni e valutare gli eventuali interventi.

L’evoluzione della situazione in Crimea è l’ultimo episodio di una serie di atti politici gravi, con cui l’Europa (ossia la Germania) si è ingerita nelle questioni interne dell’Ucraina, con la retorica dei diritti umani. Il regime di Yanukovich meritava di essere abbattuto, ma la posizione geopolitica (e geoenergetica) dell’Ucraina meritava attenzioni maggiori e una politica specifica che guardasse da un lato alle istanze di libertà provenienti dal popolo di Maidan, dall’altro agli interessi della Russia in Crimea.

Chi ha sostenuto le fazioni più estremiste della protesta ucraina non ha tenuto conto della reazione di Putin o, in alternativa, ne ha tenuto conto e punta su un conflitto per risolvere alcuni “dossier scottanti”. A quale titolo la cancelliera tedesca parla a nome dell’Europa? Forse è stata eletta a capo di Stato e di governo dell’Unione federale degli Stati europei, che non esiste?

Il dispiegamento di duemila militari russi in Crimea è la mossa inevitabile delle azioni anti-russe, ma anche il monito di Putin: non si può mortificare la Russia in questo modo. Arretrino tutti, facciano tutti due passi indietro, prima che la situazione scappi di mano.

Credit: Adnkronos

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2 pensieri riguardo “Kiev e Mosca ai ferri corti. ‘Invasione’ della Crimea e responsabilità. A che titolo Merkel parla a nome dell’Europa?

  • 01/03/2014 in 21:33:33
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    Spero che finisca lo strapotere di questo Putin, che si crede il Padre Eterno, si sa che ha bisogna del Mar Nero, perché non sa dove alloggiare le sue navi la Russia priva di potere marittimo, oggi vuole la Crimea indietro solo per la posizione geografica, il quanto essendo senza sbocco del mare le sue navi sono inservibili, ecco il vero motivo della sua occupazione in Crimea, spero che tutta l’Europa Unita e gli stati Uniti diano una bella lezione a q

  • 01/03/2014 in 13:53:27
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    Cosa ne pensa il nostro presidentino della repubblichina italiana che un tempo si schierò contro le manifestazioni della Polonia ecc. ecc. ????

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