Russia e Ucraina sull’orlo della guerra per la Crimea. Consiglio della Federazione Russa: ok invio truppe

La Camera Alta della Federazione Russa ha dato il via libera al presidente Putin per l’invio di truppe a protezione della Repubblica Autonoma di Crimea, per rispondere alla richiesta di protezione della popolazione russa

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Simferopoli – Precipita la situazione in Ucraina: la Russia è a un passo dall’invasione militare della Crimea dove migliaia di soldati di Mosca sono già schierati nella penisola. Il Consiglio della Federazione, la Camera Alta di Mosca, ha approvato all’unanimità la richiesta di intervento armato avanzata dal presidente Putin per proteggere la Flotta del Mar Nero in Crimea e la “vita dei cittadini russi“. In territorio ucraino sono già presenti migliaia di militari russi e, secondo il ministro della Difesa di Kiev, Ihor Tenyukhé, Mosca ha portato il contingente totale a 6.000 militari, gli ultimi 2.000 giunti ieri sera con un ponte aereo.

Il ministro della Difesa di Kiev ha avvertito che le Forze Armate nazionali sono state poste in stato di massima allerta nella penisola di Crimea. Il premier ad interim Arseny Yatseniuk ha definito “inaccettabile” la presenza di “blindati russi nel centro delle città dell’Ucraina“.

Mosca ha risposto dunque all’appello lanciato dal neo-premier della Crimea, Serhiy Aksyonov, che aveva chiesto aiuto a Putin per riportare la pace sulla penisola a maggioranza filo-russa, sebbene sotto sovranità ucraina. “La Russia“, avevano assicurato fonti governative a Mosca, “non ignorerà la richiesta di assistenza rivolta al presidente Putin, e non la lascerà priva della sua attenzione“.

Almeno 10.000 persone sono scese in strada a Donetsk, città ucraina filo-russa nella parte sud-occidentale del Paese e roccaforte del deposto presidente Viktor Yanukovich, per protestare contro il nuovo governo, pro-UE, insediatosi a Kiev.

I manifestanti sostengono “l’aspirazione della Crimea (fino al 1954 territorio dell’ex Urss) di ricongiungersi alla Russia. Donetsk appartiene a quella dell’Ucraina che nutre simpatie e legami storici più forti con Mosca a differenza della zona orientale, ex territorio austro-ungarico e polacco, più vicino all’Europa.

Ieri la tensione ha conosciuto una nuova impennata, con l’occupazione dei due aeroporti da parte di miliziani pro-russi, e l’invasione di 2.000 soldati russi denunciata da Kiev. Il presidente ad interim ucraino Oleksander Turchinov ha accusato la Russia di aver aggredito il Paese invadendo la Crimea, repubblica autonoma ucraina, e siè appellato al presidente Vladimir Putin chiedendogli di porre fine alle provocazioni, che, ha accusato, ricordano quelle che portarono nel 2008 le truppe di Mosca in guerra con la Georgia.

Barack Obama si è detto “profondamente preoccupato dalla notizia di spostamenti di truppe russe in Ucraina” e ha avvertito che “ogni violazione della sovranità dell’Ucraina sarebbe profondamente destabilizzante” concludendo che sarebbe molto costoso, per qualunque Paese, (Russia, ndr) qualsiasi tipo di intervento militare in Ucraina. “Gli Stati Uniti e la comunità internazionale sono certi di poter affermare che qualsiasi intervento militare in Ucraina avrebbe un costo. Ogni violazione della sovranità Ucraina sarebbe molto destabilizzante“, ha detto Obama intimando, seppur senza citarla esplicitamente, la Russia a fermare qualsiasi operazione militare in corso.

Nel frattempo arriva il duro avvertimento da parte di ‘Gazprom’ alle autorità’ ucraine, cui è stato ricordato il debito “enorme” accumulato nei confronti del colosso energetico russo: più di un miliardo e mezzo di dollari in forniture di gas non pagate, con la conseguenza che Kiev potrebbe tra l’altro perdere gli sconti, pari a circa un terzo rispetto ai prezzi correnti di mercato, previsti dall’accordo firmato il 17 dicembre scorso a Mosca tra i presidenti dei due Paesi, Vladimir Putin e l’allora omologo Viktor Yanukovich.

Con l’Ucraina siamo in buoni rapporti, il passaggio del gas sul suo territorio funziona ma“, ha puntualizzato il capo portavoce di ‘Gazprom’, Serghei Kupriyanov, citato dall’agenzia di stampa statale ‘Ria-Novosti’, “bisogna semplicemente che loro il gas lo paghino. Il debito è pari a 1,549 miliardi di dollari, ed è immenso“. Si tratta di una cifra equivalente a oltre 1,12 miliardi di euro. “E’ chiaro che, con un debito del genere“, ha ammonito Kupriyanov, “l’Ucraina può non essere in grado di conservare le riduzioni di prezzo per le forniture. L’accordo sugli sconti“, ha ricordato, “prevede infatti pagamenti completi e tempestivi“.

Per questa sera è prevista una riunione di urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per valutare la situazione in atto, mentre lunedì è in programma un vertice straordinario del Consiglio dei Ministri degli Esteri dell’Unione Europea.

Certo è che qualcuno sta lavorando a favore della guerra e non della convivenza pacifica e che l’Unione Europea agista come uno Stato federale senza esserlo: può una burocrazia avocare a se i poteri dello Stato sovrano? A che titolo? Quale sovranità appartiene al popolo europeo?

Credit: AGI

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