Hamilton chiude in vetta i test pre-stagionali in Bahrain. Bene Williams e Ferrari, pre-debacle Red Bull

A Sakhi prorogata di 25 minuti la durata dei test di oggi, a causa di ben otto bandiere rosse. Red Bull con molti problemi, ma con una mossa tattica prolunga di un giorno la partenza da Manama, dichiarando alla FIA un filming day (limitato a 100 km di prove): al riparo dai concorrenti e dai confronti. Gatta ci cova?

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Lewis Hamilton è stato il più veloce nell’ultima giornata della terza sessione di test pre-stagionali sul circuito di Sakhir, in Bahrain. Malgrado una mattinata interlocutoria, in cui ha passato molto tempo ai box a causa di un problema al cambio, il pilota britannico della Mercedes ha portato la sua monoposto in vetta alla lista dei tempi con una parte pomeridiana molto promettente.

Solo due millesimi di secondo separano il tempo di Hamilton dal più veloce in assoluto, realizzato ieri da Felipe Massa sulla Williams-Mercedes, la vera sorpresa di questi test. Il risultato del team di Grove è stato confermato da Valtteri Bottas, che nella parte mattutina dei test aveva stabilito il miglior tempo, prima di registrare un guasto al motore, arrivato però a fine chilometraggio. Alla fine, il distacco da Hamilton è stato di poco più di sette decimi.

Terzo tempo per Fernando Alonso, con lunga pausa prima e dopo pranzo, a causa di un guasto al cambio. Nel pomeriggio guasto in pista, ma dopo il rientro ai box il pilota di Oviedo è riuscito a rientrare in pista fino alla fine dei test, durante cui ha staccato il miglior tempo della fase pre-campionato.

Al quarto posto della giornata Nico Hülkenberg, con la Force India-Mercedes, fermata poi da un guasto dopo la pausa pranzo. Jean-Eric Vergne, quinto con la Toro Rosso-Renault, ha proseguito la fase di recupero dopo la mole di problemi registrati all’unità motrice (power unit) ibrida della Regie.

Sulla Sauber-Ferrari hanno girato sia Adrian Sutil (6° tempo) e Esteban Gutierrez (9°), per dividersi il lavoro di sgrossamento della monoposto con un totale di 177 giri (91 per Sutil, 86 per Gutierrez). Per il messicano finale con problemi alla pompa della benzina ed ennesimo dispiegamento della bandiera rossa, in totale otto nella giornata, tanto da posticipare di 25 minuti la chiusura dei test, con gli ultimi giri sotto i riflettori.

Guizzo di Max Chilton, che sulla Marussia-Ferrari ha fatto un balzo al settimo tempo, con soli 61 giri all’attivo a causa di un problema elettrico, che però non gli ha impedito di staccare la sua migliore prestazione dei test pre-campionato.

Solo il nono tempo per il tetra-campione del mondo in carica, Sebastian Vettel, su una Red Bull in preda agli spasmi al motore. Fermo in pista in mattinata, poi a lungo ai box, Vettel ha mostrato ancora una volta la debolezza della RB10 accoppiata al motore Renault. Tuttavia, domani – sfruttando le maglie del regolamento (ennesima figura barbina della FIA e del gestore dei diritti commerciali) – la Red Bull girerà ancora a Sakhir per un filming day, ossia per girare dei filmati pubblicitari e promozionali. In questa configurazione, i bibitari non potranno fare più di 100 giri, ma potranno farlo al riparo dagli occhi indiscreti e con un cronometraggio ignoto ai concorrenti. Gatta ci cova?

I problemi registrati da tutti i team che adottano i propulsori Renault fanno propendere più per un lavoro “libero” da sguardo indiscreti, soprattutto sul posizionamento delle batterie dell’ERS, che sulla Red Bull sembrano andare oltre le temperature ottimali di esercizio.

Resta il vulnus di un regolamento che sembra inadeguato: e se si ripristinando libertà di test per tutti?

Agli ultimi tre posti dello “schieramento” pre-season sono stati occupati da Jenson Button – decimo – fermato dal cedimento del propulsore sulla sua McLaren MP4/29, arrivato a fine chilometraggio (quindi portato al limite di usura con scienza e coscienza: solo 22 giri per il campione del mondo 2009); Kamui Kobayashi (11°), che ha completato ben 106 giri per cercare di recuperare il lavoro rimasto incompiuto nei giorni scorsi; infine Romain Grosjean, con una Lotus E22 lontana parente di quella dello scorso anno e bloccata da due fermate in pista per problemi tecnici e solo 32 giri all’attivo.

Naturalmente i team fanno trapelare sulla stampa solo informazioni generiche e solo nel segreto dei motorhome albergano speranze, certezze e auspici fondati su basi tecniche. Colpisce la serenità che aleggia alla Williams, molto in forma e performante non solo sul giro singolo e su supersoft. E dove sembrano già proiettati verso Melbourne, dove contano di offrire un aperitivo rinforzato a tutto il Circus.

Alla vigilia della gara australiana, debutto stagionale della Formula 1, sarà infatti presentato ufficialmente il ritorno su una carrozzeria di Formula 1 il logo della Martini, che ha legato alle corse la sua popolarità nel mondo sportivo. E se questo aperitivo non fosse solo ideale, beh lo meriterebbero in tanti: Frank Williams, da troppo tempo in lotta per il nulla; Felipe Massa, che ne riceverebbe soddisfazione personale e professionale; Valtteri Bottas, il pilota meno divo del lotto.

“Con Martini tu parti”, si potrebbe dire alla Williams ribaltando il noto claim dell’aperitivo italiano. Ne vedremo delle belle.

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