Il concorso Rai per 100 giornalisti impugnato dai pubblicisti

Il 24 Febbraio scorso la Rai ha pubblicato il bando di concorso per l’assunzione di 100 giornalisti, un’occasione rara in un momento di grave crisi dell’editoria italiana, a cavallo tra ancienne régime e la rivoluzione web. Peccato sia limitato ai giornalisti del ruolo professionisti, un’intollerabile discriminazione. Gli “Stati Generali dei giornalisti pubblicisti italiani” si sono riuniti nella sede nazionale dell’OdG e hanno deciso di procedere contro questo bando

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In un momento di grave crisi occupazionale e di testate sull’orlo di una crisi di nervi, con tagli dei costi al primo posto dei pensieri degli amministratori delle società editoriali, le indiscrezioni su un bando di selezione di 100 giornalisti da parte della Rai avevano già da qualche tempo destato attenzione nel mondo giornalistico.

La stampa italiana (e non solo) vive quella fase di transizione pericolosa – per gli equilibri psicofisici delle persone, prima ancora che finanziari e professionali – tra ancienne régime e la rivoluzione web, per parafrasare Tocqueville.

E quindi la notizia di 100 possibilità, nel mar morto delle occasioni professionali di una certa consistenza, aveva riacceso la speranza di chi pensa di poter agganciare questo treno di opportunità. Tuttavia, la doccia fredda – già anticipata nelle indiscrezioni circolanti da qualche settimana – avevano limitato i destinatari di questo bando ai “professionisti”.

La pubblicazione del 24 febbraio scorso del bando della Rai ha fugato ogni dubbio e alimentato ogni tipo di quesito sul senso di questa limitazione. Anzitutto: a che titolo questa esclusione dei giornalisti del ruolo pubblicisti?

Bene, giovedì scorso, 27 Febbraio, si sono riuniti a Roma, nella sede dell’Ordine dei Giornalisti, gli Stati Generali dei giornalisti pubblicisti italiani, in rappresentanza degli ottantamila giornalisti iscritti al ruolo “pubblicisti”, organizzati da Gino Falleri e Ezio Ercole.

Alla presenza di Enzo Iacopino e Santino Franchina, presidente e vicepresidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, i pubblicisti italiani hanno “ribadito il loro ruolo centrale” nel giornalismo italiano, che si fermerebbe all’istante se il mondo pubblicistico italiano decidesse di incrociare le braccia. E in tal caso – circostanza ancor più grave – ne avrebbe un grave danno il diritto dei cittadini italiani di essere informati e di sentire e leggere le più svariate opinioni sui fatti dell’attualità, indispensabile perché ciascuno possa elaborare un proprio autonomo convincimento.

Al termine dell’assise, sono state assunte tre importanti decisioni. Anzitutto l’istituzione di un “Osservatorio Permanente” che abbia lo scopo di “affrontare in modo concreto le specificità professionali dei pubblicisti”. Una decisione ulteriore e conseguente, potrebbe essere la creazione di “un organismo che rappresenti le peculiarità di una figura professionale che rivendica i propri diritti di uguaglianza”, recita il comunicato finale.

Ancora, si è “ipotizzato un percorso professionale che trovi completa legittimazione con l’esame di Stato per i pubblicisti presso le accademie pubbliche”.

Infine, è stato deciso “di impugnare nelle competenti sedi giudiziarie il bando di concorso indetto dalla Rai per l’assunzione di 100 giornalisti, con l’ingiusta e discriminatoria esclusione dei soli pubblicisti”, informa il comunicato finale pubblicato sul sito dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti.

Sarà ora la magistratura amministrativa a chiarire se la discriminazione operata dalla Rai nel bando di assunzione sia legittima o un’intollerabile manovra discriminatoria verso i pubblicisti italiani, a discapito della libertà di stampa e del diritto dei cittadini di aver un’informazione libera ed equilibrata.

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6 pensieri riguardo “Il concorso Rai per 100 giornalisti impugnato dai pubblicisti

  • 25/04/2014 in 11:32:41
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    Come procede la battaglia dei pubblicisti vs il concorso rai che non e’garantito dalla giusta e trasparente normativa concorsuale della P.A.? La rai, finanziata dal popolo sovrano, ha il dovere di svolgere il concorso secondo la normativa concorsuale di Stato che prevede passi giuridici precisi per garantire i partecipanti ed evitare ricorsi. Il resto e’tutto confusione ed imbroglio dei soliti noti!!!

  • 08/03/2014 in 22:44:56
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    scusate ma la rai non intende avvalersi di collaboratori in tal caso sufficiente sarebbe saper tener la penna in mano, ma di figure da contrattualizzare con i tipici contratti giornalistici che prevedono l’iscrizione all’elenco professionisti. Insomma un pubblicista non può essere assunto come giornalista dipendente dell’azienda rai, ma dev’essere per forza un professionista

    • 08/03/2014 in 23:30:24
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      A lei sfugge, caro Sergio, la distinzione tra la figura del “giornalista professionista” e quella di “giornalista pubblicista”, che non riguarda lo status o la capacità professionale (il saper tenere in mano la penna), ma solo ed esclusivamente il rapporto con l’attività giornalistica. Il “professionista” può fare solo il giornalista; viceversa il pubblicista può fare anche un’altra professione (qualsiasi). Entrambe le tipologie sono ancorate al rispetto delle regole deontologiche e (in Italia) all’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti (http://http://www.odg.it); entrambe le figure possono dirigere una testata.

      Per citarle solo i più noti, erano “pubblicisti” Indro Montanelli e Ugo Stille. Approfondisca sul sito dell’OdG la normativa ordinistica. Cordialità

  • 06/03/2014 in 19:53:57
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    Battaglia legale per il piu’indipendente e deontologico diritto/dovere di informazione.Il concorso deve essere bandito secondo la normaiva dei concorsi statali della pubblica amministrazione. La RAI ha doveri informativi di pubblica utilita’e gode di fondi elargiti dal popolo sovrano. Pertanto, le regole concorsuali siano garantite dalla tutela della normativa della P.A. Tutti i titoli e le esperienze acquisite,anche nel campo lavorativo,devono essere quantizzati e valutati opportunamente da una commissione statale.

  • 06/03/2014 in 19:37:09
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    Concorso=tutti i titoli validi!

  • 06/03/2014 in 19:31:15
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    concorso deve prevedere tutti i titoli, accademici e non.

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