Marò, è svolta. Mogherini: ‘lavoriamo per fermare processo, non ne riconosciamo la legittimità’. Alleluja!

Il Governo ha studiato il dossier “marò/India” e sta imprimendo una svolta di dignità nazionale e di rispetto del diritto internazionale marittimo. Sui fatti avvenuti in acque internazionali, con risvolti penali, la competenza della giurisdizione è dello Stato di bandiera (articolo 97, Parte VII, Alto mare, UNCLOS). Finalmente!

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Roma – La ministra degli Esteri Federica Mogherini, citata dall’agenzia AGI, ha affermato che il governo italiano sta facendo “il possibile per fermare il processo in India, di cui non riconosciamo la giurisdizione“. La dichiarazione è stata fatta in riferimento al colloquio intercorso oggi con l’omologo indiano, Salman Khurshid, che la stessa Mogherini aveva confermato via Twitter.

Parlato ora con il Ministro degli Esteri indiano Khurshid dei nostri #Maró. Lavoriamo per riportarli in Italia” Mogherini aveva scritto su Twitter nella tarda mattinata del 7 marzo.

Possiamo dunque parlare di una svolta nella gestione del dossier “India”, che dimostra – se mai ce ne fosse stato bisogno – che Emma Bonino non ha esperito tutto il possibile per affrontare nella maniera corretta la questione che blocca due militari italiani in India, per un processo che si dovrebbe tenere in Italia, ammesso e non concesso che la procura competente – quella di Roma – rinviasse a giudizio Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. 

La Convenzione di Montego Bay (United Nations Convention on the Law of the Sea, sottoscritta il 10 Dicembre 1982), all’articolo 97 stabilisce le norme in materia di “Penal jurisdiction in matters of collision or any other incident of navigation” (Giurisdizione penale in materia di collisioni o ogni altro incidente di navigazione). In particolare, al comma 3 si statuisce che “No arrest or detention of the ship, even as a measure of investigation, shall be ordered by any authorities other than those of the flag State” (nessun arresto o sequestro della nave, anche come misura di investigazione, sarà ordinato da qualsiasi autorità che non sia quella dello Stato di bandiera, tdr).

Una svolta che merita di essere rilevata e che, se fosse confermata con precisi atti, mostrerebbe che Federica Mogherini non avrà sicuramente l’esperienza internazionale di Emma Bonino, ma sa muoversi nel modo corretto in un ambiente non facile. Nel caso, chapeau!

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2 pensieri riguardo “Marò, è svolta. Mogherini: ‘lavoriamo per fermare processo, non ne riconosciamo la legittimità’. Alleluja!

  • 08/03/2014 in 12:38:54
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    E ci risiamo ! Il punto reale di forza è che non possono essere processati in India in quanto militari e pertanto coperti da immunità funzionale. La convenzione di Montego Bay è un ginepraio senza uscita, l’India applica infatti il common law di derivazione anglo sassone che si fonda sui precedenti più che sulle leggi scritte e i precedenti non ci danno scampo. L’immunità funzionale invece non da scampo all’India, visto che l’hanno utilizzat più volte pure loro per sottrarre i loro uomnini alle giustizie locali. Ma è pretendere troppo che questi ciappuzzi conoscano almeno l’A B C del contendere ?

  • 08/03/2014 in 10:38:22
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    Era ora! Bisognava che alla Farnesina salisse una giovane donna per mostrare ….gli attributi!

    Paolo Colombati

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