Malaysia Airlines, passeggeri con passaporti rubati non sembrano asiatici. “Assomigliano a Balotelli”. Pista nigeriana?

Azharuddin Abdul Rahman: “Non è detto che ci sia un collegamento con la scomparsa dell’aereo”. L’identificato è uno dei due imbarcati con il passaporto rubato. Le autorità: “Purtroppo non abbiamo trovato nulla che sembri appartenere al velivolo”. Prende piede l’ipotesi terrorismo, il velivolo si è disintegrato in volo. Le tracce del volo MH370 diretto a Pechino, con a bordo 239 persone, sono sparite sul Mar della Cina 

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Kuala Lumpur – “Conoscete un calciatore che si chiama Balotelli?“. Così il capo dell’aviazione civile malese, Azharuddin Abdul Rahman, ha risposto ai giornalisti che gli continuavano a chiedere quale fosse l’aspetto dei due passeggeri che si sono imbarcati con i due passaporti europei rubati, uno italiano ed uno austriaco, a bordo dell’aereo della Malaysia Airlines scomparso con 239 passeggeri a bordo. “Ma non vi posso dire la sua nazionalità“, ha poi aggiunto. A differenza di quanto detto in precedenza dal ministro dell’Interno malese, i due passeggeri quindi non avrebbero avuto “tratti somatici asiatici”.

La citazione di Balotelli potrebbe far pensare a una pista nigeriana nel quadro dell’ipotesi terroristica, che prende sempre più piede per spiegare il “dissolvimento” del Boeing 777-200 della Malaysia Arilines di sabato notte.

Un diplomatico europeo a Kuala Lumpur ha però spiegato che la città è considerata un hub per gli immigrati senza documenti. “Non dobbiamo pensare automaticamente che se due persone erano su un aereo con passaporti falsi questo debba avere qualcosa a che fare con la scomparsa dell’aereo“, ha detto. Il sospetto è stato identificato con l’aiuto di un’agenzia di intelligence estera. La riflessione del diplomatico europeo, la cui identità però rimane riservata, potrebbe anche essere un tassello dello scenario aperto dalle autorità inquirenti che hanno eretto sul tragico evento una sorta di comune tendone di protezione: la scomparsa dell’aereo non riguarda solo la Malesia e la compagnia aerea, riguarda tutto il mondo e tutte le compagnie aeree.

I RESTI DELL’AEREO – L’oggetto galleggiante ritrovato in mare ed identificato come un possibile scivolo salvagente del volo della Malaysia Airlines non proviene in realtà dall’aereo. A renderlo noto sono state le autorità vietnamite, precisando che l’oggetto recuperato da un’imbarcazione della Marina era un rottame coperto di alghe rimasto in mare per molto tempo e non collegabile all’aereo scomparso. A riferirlo il vice capo di stato maggiore dell’esercito vienamita, generale Vo Van Thuan, citato dalla Dpa.

Purtroppo non abbiamo trovato nulla che sembri appartenere al velivolo, tanto meno l’aereo stesso“, ha affermato Azhaddin Abdul Rahman, numero due dell’aviazione civile di Kuala Lumpur, assicurando che “le operazioni di ricerca sono state intensificate“. Quanto accaduto all’aereo resta “un mistero“, ha dichiarato spiegando che nessuna ipotesi, compresa quella del dirottamento, è stata esclusa.

LE RICERCHE – Il strisce di carburante individuate in mare al largo della costa dello Stato malese di Kelantan non provengono dal Boeing 777-200 della Malaysia Airlines. A rivelarlo sono stati i test condotti sui campioni prelevati in mare per essere analizzati. Il carburante invece proveniva da un’imbarcazione, ha chiarito il responsabile dell’agenzia marittima malese (MMEA) Datuk Nasir Adam.

LE INDAGINI – Secondo fonti citate dal Wall Street Journal, che stanno indagando sull’accaduto, il velivolo potrebbe essersi disintegrato in volo ad un altezza di circa 10.000 metri. Ciò non implicherebbe necessariamente l’attentato terroristico perché, precisa la fonte, “l’aereo potrebbe anche essersi rotto per cause tecniche“. Non è comunque esclusa l’esplosione di un ordigno a bordo.

L’ipotesi dell’attentato terroristico ha però preso piede, avvalorata dalla presenza dei cinque  passeggeri imbarcati sotto falso nome sul volo MH370. Di questi, i due saliti a bordo con i passaporti rubati, e gli altri due, forse cittadini europei, la cui identità non è stata ancora confermata. L’ultimo un cittadino cinese, rintracciato nel suo Paese e mai mossosi da casa in questi giorni.

A dar forza alla tesi ci sarebbe anche l’inversione di rotta. L’aereo della Malaysia Airlines potrebbe aver virato prima dell’interruzione dei contatti al confine fra gli spazi aerei di Malaysia e Vietnam. Lo ha reso noto il capo di Stato maggiore vietnamita Zulkifeli Zin, sulla base dei tracciati radar della difesa precisando che la zona delle ricerche di tracce del Boeing 777-200 è stata estesa proprio per tenere conto del brusco e non previsto cambio di direzione dell’aereo diretto a Pechino.

Nel frattempo, proseguono le indagini su tutti i passeggeri del volo, provenienti da 14 diversi paesi, ha spiegato il ministro dei Trasporti, Hishammuddin Hussein.

TASK FORCE INTERNAZIONALE – A conferma del timore di un attentato terroristico prendono parte alle indagini, su richieste del governo malese, servizi di intelligence di diversi Paesi. Gli Stati Uniti hanno anche inviato un gruppo di esperti di terrorismo dell’Fbi per esaminare le immagini video dei passeggeri in partenza registrate all’aeroporto di Kuala Lumpur. Partecipano alle operazioni per la ricerca di tracce dell’aereo 22 aerei e 40 unità navali, senza contare le imbarcazioni vietnamite impegnate entro il perimetro delle acque territoriali.

Al centro dell’osservazione degli esperti internazionali anche le procedure di controllo dei documenti seguite al Kuala Lumpur International Airport visto l’alto numero di documenti contraffatti passati senza che scattasse l’allarme. Probabile un’indagine anche sul personale, per capire se vi siano maglie aperte nella fedeltà degli addetti ai controlli di sicurezza addetti ai controlli di accesso ai gates di imbarco.

(Credit: Adnkronos/Ign)

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