Matteo Renzi: ‘No prelievo su pensioni, soldi in busta a maggio o io sono un buffone’

La scommessa del capo del Governo, che smentisce una patrimoniale e si prende la responsabilità del programma. Comunque la si pensi, è un cambio di declinazione nel linguaggio politico italiano

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Roma – Nella puntata di ieri sera di “Porta a Porta”, programma della seconda serata di Rai1 condotto da Bruno Vespa, Matteo Renzi ha messo sul banco della politica italiana la sua scommessa con gli italiani e ha promesso il taglio dell’Irpef, più soldi in busta paga, di non toccare le pensioni sotto i 3.000 euro e nessuna patrimoniale. Se non sarà così lo stesso premier si è già definito un “buffone”.

 

Ascoltiamo tutti, ma decidiamo noi: se si sbaglia pago io – ha ribadito parlando della sua posizione rispetto alle parti sociali – Non possono pensare i soggetti che stanno ai tavoli di palazzo Chigi, che possono decidere loro. Noi ascoltiamo tutti, ma poi decidiamo noi. Ci pagano per decidere, non per fare riunioni. Che senso ha fare i tavoli nella Sala Verde? Noi non facciamo tavoli, noi risolviamo i problemi: mi mandassero un mail dettagliata“.

Il “premier” ha poi fatto un annuncio “forte”: “se il 27 maggio questa roba non arriva allora vuol dire che Renzi è un buffone“. E poi, alla domanda riguardante le risorse per le azioni proposte negli ultimi giorni, ha risposto: “certo che i soldi ci sono, il punto è dove si mettono. Sono anni che la politica allarga il proprio raggio d’azione e i cittadini pagano, ora noi stiamo proponendo di far stringere un po la cinghia alla politica e dal mese di maggio ci saranno 80 euro in più nelle buste paga. Purché la politica faccia la sua parte“.

Quello che stiamo immaginando di fare – ha aggiunto – è rendere visibile il bonus in busta paga, qualcosa per dire ‘questo è il bonus del governo’. Mi diranno che sto facendo un’operazione di marketing: certo, anche questo“.

Renzi è poi tornato a scherzare sul “contratto” con Vespa, secondo il quale se il governo pagherà i debiti P.A. entro l’estate, il conduttore di “Porta a Porta” andrà in pellegrinaggio al santuario di Monte Senario. “Se perdo io la scommessa, potete immaginare dove mi manderanno gli italiani… Non sarà a Monte Senario“, ha detto Renzi tra il serio e il faceto, aggiungendo però che “con la riforma della Pubblica Amministrazione di aprile metteremo on line tutti i dati: open government“.

Il Governo Renzi, infine, non toccherà ulteriormente le pensioni. Smentita, quindi, l’ipotesi avanzata dal commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, che aveva suggerito di chiedere un contributo di solidarietà a chi prende oltre 2.500 euro di pensione. “Sta cosa non c’è. C’è per Cottarelli, forse, ma non c’è per il governo della Repubblica. L’idea che chi prende 2000-2500 euro al mese sia chiamato a dare un contributo, non esiste. Le cose fatte dal governo prima? Mi sembra una cosa di buon senso“.

Comunque la si pensi, le parole di Matteo Renzi costituiscono una declinazione differente nel linguaggio politico italiano, con una connessione manifesta tra indirizzi, propositi e conseguenze, sulla linea della responsabilità del governo del Paese. Certo, se venissero smentite dai fatti, costituirebbero una ulteriore brutta pagina della politica italiana, all’ultima fermata democratica. Ma sembra che Renzi ne abbia contezza. Si può dire lo stesso di tutti gli altri?

(Credit: TMNews)

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