Gli enigmatici autoritratti di Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale

Una mostra per indagare la complessità umana e artistica dell’icona del Messico – Galleria fotografica

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Roma – Le Scuderie del Quirinale inaugurano la stagione estiva con una grande mostra dedicata a Frida Kahlo (1907-1954) dal 20 marzo al 31 agosto 2014 nella quale saranno indagati il suo universo pittorico e il suo rapporto con i movimenti artistici dell’epoca. Curata e progettata da Helga Prignitz-Poda – accreditata specialista dell’opera di Frida Kahlo, autrice con Salomon Grimberg e Andrea Kettenmann del catalogo ragionato dell’artista nel 1988 – l’esposizione intende raccogliere circa 167 capolavori assoluti dell’artista messicana provenienti da collezioni private e da raccolte pubbliche di Messico, Stati Uniti e Europa, tra cui anche il celebre Autoritratto con collana di spine (1940) mai esposto in Italia.

Il percorso sarà completato da una selezione di ritratti fotografici della donna – tra cui quelli realizzati, negli anni ’40, da Murray – che hanno favorito la creazione del suo mito. Divenuto, infatti, simbolo del ‘900 messicano e dell’avanguardia artistica, Frida ha varcato i confini del suo Paese per assurgere a icona mondiale, utilizzata dal movimento femminista, dal cinema hollywoodiano e dal merchandising.

La sua vita fu segnata dalla sofferenza e dalla lotta tanto che continuò a sostenere di essere nata nel 1910, l’anno della rivoluzione di cui si sentiva visceralmente figlia. Affetta da spina bifida, all’età di 17 anni fu vittima di un gravissimo incidente che la costrinse a una vita di solitudine e a rifugiarsi nell’arte per sopravvivere. L’autobus su cui viaggiava per tornare a casa da scuola si schiantò contro un tram, accartocciandosi contro un muro; le lesioni sul corpo della giovane furono molteplici e inesorabili: la colonna vertebrale si spezzò in tre punti nella regione lombare, si frantumò il collo del femore, ancora le costole, il piede destro slogato e schiacciato, la spalla sinistra lussata, l’osso pelvico spezzato in tre, un corrimano le attraversò il fianco e uscì dalla vagina, la gamba sinistra ebbe 11 fratture. Frida subì 32 operazioni chirurgiche e trascorse un anno a letto dove, con il busto ingessato, lesse libri sul comunismo e iniziò a dipingere se stessa divenendo il soggetto preferito della sua arte in quanto meglio conosciuto, come più volte affermato.

Per aiutare economicamente la famiglia, fece vedere i suoi dipinti a uno degli artisti più in voga del periodo, Diego Rivera, che rimase colpito dalla modernità di quelle opere e divenne mentore di Frida fino alla fine dei suoi giorni; sempre insieme affrontarono la militanza nel Partito Comunista, condizionarono reciprocamente il proprio percorso artistico e iniziarono subito una travagliata storia d’amore, puntellata da liti, tradimenti, matrimoni e divorzi.

E’ così che nelle opere di Frida è possibile ripercorrere la sua vita, il dolore fisico e psichico ma anche il coraggio, la forza e la sua capacità di osservare, con occhi nuovi e con straordinaria sensibilità, il mondo circostante, le trasformazioni sociali e culturali del Messico sia prima che dopo la rivoluzione. Il suo spirito infaticabile e ostinato, il suo essere pienamente messicana, la portarono a indagare il passato indigeno e le tradizioni folkloriche del suo Paese, comprendendo come rappresentassero il codice genetico dei messicani. L’arte di Frida diviene così fusione di colori e linguaggi della cultura popolare, della pittura precolombiana, un segno grafico apparentemente primordiale ma carico di simboli a cui si aggiungono le influenze derivanti dai movimenti culturali dell’epoca come il pauperismo rivoluzionario, il surrealismo internazionale, l’estridentismo, il muralismo messicano di Rivera e quello che sarebbe divenuto il realismo magico.

Galleria fotografica

Frida Kahlo Autoritratto con collana di spine, 1940 Olio su tela, cm 63,5 x 49,5 Harry Ransom Center, Austin © Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, México D.F Frida Kahlo Autoritratto come Tehuana, (o Diego nei miei pensieri), 1943  Olio su tela, cm 76 x 61 The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20th Century Mexican Art and The Vergel Foundation, Cuernavaca © Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, México D.F. Frida Kahlo Autoritratto con vestito di velluto, 1926 Olio su tela, cm 79,7 x 59,9 Collezione Privata © Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, México D.F. Frida Kahlo Autoritratto con scimmie, 1943 Olio su tela, cm 81,5 x 63 The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20th Century Mexican Art and The Vergel Foundation, Cuernavaca © Banco de México Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, México D.F.

Ma la retrospettiva delle Scuderie del Quirinale non vuole solo raccontare la produzione artistica di Frida Kahlo  – agli esordi più legati all’arte ancestrale, al realismo magico, alla nuova oggettività fino al realismo americano degli anni ’20 e ’30 e all’influenza politica – ma intende, soprattutto, soffermarsi sulla fortissima componente dell’autoritratto che consentirà la trasmissione del mito dell’artista in tutto il globo.

Dal letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto – regalo dei suoi genitori dopo il terribile incidente – iniziarono le prime prove di autoritratti in cui l’ossessione per il proprio corpo la spinse a raffigurarlo come una colonna romana fratturata – in ricordo della sua spina dorsale – circondata da quelle scimmie che ospitava in casa. L’erotismo represso, il dolore, le figure ibride, la “mexicanidad” e il bambino sono tutti temi che è possibile rintracciare nelle sue opere che, inizialmente, vennero associate a quelle dei pittori surrealisti che Frida aveva conosciuto durante il suo soggiorno a Parigi ma da cui, in seguito, prese le distanze dichiarando che le sue tele erano frutto della realtà e non dei suoi sogni, come invece sostenuto dal movimento di Breton e Dalì.

La mostra di Roma fa parte di un progetto congiunto con Genova dove, dal 20 settembre 2014 al 15 febbraio 2015, nelle sale di Palazzo Ducale proseguirà il racconto su Frida Kahlo, volto a scandagliare principalmente il suo legame indissolubile con Diego Rivera le cui tracce sono visibili nell’arte della pittrice. Ciò che, intanto, vuole svelare l’esposizione delle Scuderie del Quirinale sono l’unicità e la complessità della pittura di Frida: intima, cruda, debitrice di un Messico ancestrale e mistico ma anche della volontà di cambiarlo, di sovvertire lo status quo, apparentemente naif, potente.

Anticipando quello che sarà la body art, Frida utilizzerà il proprio corpo come veicolo artistico e politico, come voce per le sue atroci sofferenze ma anche come protezione – seppur “difettosa” – nella lotta dell’esistere che non a caso volle dipingere con queste lapidarie parole “aspetto felice la partenza e spero di non tornare mai più”.

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Ingresso: Intero € 12,00 – Ridotto € 9,50 – Gli studenti, ricercatori, dottorandi degli atenei romani (sia pubblici che privati), il venerdì e il sabato, dalle ore 19,00 fino alla chiusura della biglietteria,  hanno diritto ad acquistare il biglietto di ingresso alla mostra al prezzo di € 4,00 – Il biglietto ridotto è valido per: giovani fino a 26 anni, adulti oltre i 65 anni, insegnanti in attività (esclusi professori universitari), gruppi convenzionati, forze dell’ordine e militari con tessera di riconoscimento, giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti) ridotto speciale € 7,00

COME ARRIVARE: Autobus: 40, 60, 64, 70, 117, 170, H (Fermata Nazionale/Quirinale), Metropolitana: Linea A fermata Barberini – Linea B fermata Cavour

ORARIO: dal 20 marzo al 13 luglio 2014, dalla domenica al giovedì dalle ore 10.00 alle 20.00; venerdì e sabato dalle ore 10.00 alle 22.30. L’ingresso è consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura. Dal 14 luglio al 31 agosto 2014: dalla domenica al giovedì dalle 16.00 alle  23.00; venerdì e sabato dalle 16.00 alle 24.00. L’ingresso è consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura

CONTATTI: Scuderie del Quirinale, Via XXIV Maggio 16, Roma, Informazioni, prenotazioni, visite guidate e laboratorio d’arte, Tel. 06 39967500. Informazioni e prenotazioni per le scuole Tel. 06 39967200 – Informazioni: info.sdq@palaexpo.it

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