Il Ricatto, un thriller dal ritmo serrato tra Hitchcock e De Palma

Il film diretto da Eugenio Mira, dal titolo originale Grand Piano, sarà nelle sale italiane a partire dal 20 marzo

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Tom Selznick sta per tornare a suonare su un palcoscenico a cinque anni dalla figuraccia che lo ha costretto al ritiro dalle scene; considerato il più talentuoso tra i giovani pianisti internazionali, Selznick è tuttavia conosciuto anche per il suo nervosismo che ne ha compromesso la performance durante l’esecuzione di La Cinquette, brano scritto dal suo mentore ora deceduto e per cui tornerà ad esibirsi in una serata commemorativa. Iniziata la serata accade qualcosa: Selznick viene contattato da una figura misteriosa che lo tiene sotto tiro e che minaccia di ucciderlo non appena commetterà anche il più piccolo errore di battitura.

Eugenio Mira costruisce un intero film basandosi su un aneddoto costituito dalla celebre scena che rimanda a Stage Fright del maestro Alfred Hitchcock e il film è appunto molto esile nella sua struttura narrativa e scenografica; ambientato interamente nel teatro che ospita l’esibizione e con il solo leitmotiv del non commettere errori agli occhi del killer, che poi sono anche gli occhi del pubblico in sala, giudice spietato in grado di spaventare anche il più esperto esibizionista. Allora, intelligentemente, Mira (il quale sa benissimo di avere tra le mani una sceneggiatura troppo scarna e oggettivamente mediocre) opta per il virtuosismo registico, se ne compiace così come lo spettatore, che rimarrà affascinato dalle inquadrature e dallo sguardo di un Elijah Wood davvero immerso nella parte.

La regia di Mira è la sola cosa che tiene incollati alla poltrona mentre si ammira questo Grand Piano (da noi intitolato banalmente Il ricatto), una pellicola dal ritmo incalzante come può esserlo una partitura musicale e che fa scivolare benissimo i 90 minuti della sua durata.

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Il ricatto, il trailer italiano:

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