La Sacra Corona Unita fa una strage a Taranto e uccide anche un bimbo di 4 anni

L’agguato è avvenuto sulla SS 106 Jonica, all’altezza di Palagiano. Miracolosamente illesi altri due bambini, di 6 e 7 anni, entrambi figli della donna che si trovava alla guida, trovati sotto choc dagli automobilisti in transito. Il vero spread dal resto d’Europa (incolmabile?) è la protervia della criminalità organizzata

Foto dal sito www.repubblica.it
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Taranto – Una gragnuola di colpi sparati a distanza ravvicinata ha colpito ieri sera – ma la notizia è stata divulgata dall’edizione pugliese del quotidiano “la Repubblica” solo a notte inoltrata – una utilitaria che viaggiava sulla Strada Statale 106 Jonica, a bordo della quale si trovavano Cosimo Orlando, di 43 anni, pregiudicato in semilibertà, e la sua compagna, Maria Carla Fornari di 30 anni.

Orlando teneva con se in braccio il bambino, figlio della compagna. Tutti e tre sono stati barbaramente assassinati nel corso dell’agguato che ha modalità tipiche delle azioni criminali della SCU (Sacra Corona Unita): un’auto avrebbe speronato l’utilitaria per diversi centinaia di metri, cercando di fermare la macchina su cui viaggivano Orlando con la compagna e i tre bambini. I killer, una volta colto l’obiettivo di bloccare la vettura, si sarebbero affiancati e avrebbero inondato l’abitacolo di colpi di armi da fuoco.

Gli investigatori intervenuti hanno rinvenuto centinaia di colpi lungo almeno 300 metri. La mafia pugliese, insieme alle consorterie criminali che sequestrano almeno quattro regioni del Meridione d’Italia, contribuisce al vero spread quasi incolmabile dell’Italia dal resto d’Europa.

Sono rimasti miracolosamente illesi due altri bambini, figli entrambi della donna, rispettivamente di 6 e 7 anni, che sono stati soccorsi dalle vetture in transito, fermatesi di fronte alla vettura che aveva colliso con il guard-rail.

Infatti le prime richieste di intervento ricevute dai Carabinieri parlavano di un incidente stradale avvenuto all’altezza dello svincolo di Palagiano sulla SS106, che collega la città del golfo a Reggio Calabria.

L’agguato era rivolto contro Orlando, che stava rientrando in carcere a Taranto perché detenuto in regime di semilibertà, visto che scontava una pena a 18 anni di reclusione per l’assassinio di due giovani di Castellaneta nell’ambito di un regolamento di conti legato al traffico di droga. Secondo gli investigatori, la semilibertà aveva consentito all’uomo di riprendere un ruolo nel mondo della criminalità locale, circostanza che apre una serie di interrogativi sul funzionamento delle attività di prevenzione sul territorio e sull’interlocuzione informativa con la magistratura di sorveglianza: è ipotizzabile che un criminale incallito possa godere dei regimi premiali previsti dall’ordinamento con una condanna così grava e un segno di recidiva acclarato? Misteri dell’incredibile burocrazia italiana.

Un terribile particolare. Il piccolo assassinato come un agnello sacrificale sull’altare del malaffare al servizio del male, era figlio di Domenico Petruzzelli, ucciso a propria volta in un agguato avvenuto nel maggio 2011, sempre nella zona di Palagiano, insieme a Domenico Attorre. Ai due fu tesa l’imboscata in “diretta audio” con gli inquirenti, che avevano piazzato una microspia nell’auto di Attorre, del quale Petruzzelli era autista/guardiaspalle.

I loro corpi furono rivenuti sotterrati un mese dopo nelle campagne di Palagiano. Domenico Petruzzelli era il precedente compagno di Carla Maria Fornari, uccisa invece nell’agguato di ieri sera, la quale era incinta proprio del piccolo assassinato ieri insieme alla sua mamma e al “patrigno” criminale. Per il duplice omicidio Petruzzelli-Attorre sono state arrestate tre persone, ma gli inquirenti non collegano le due vicende, perché la strage di ieri sera è legata più al ruolo che Orlando stava riacquisendo negli ambienti della criminalità tarantina.

Sulla tragica azione criminale indagano i Carabinieri, su coordinamento della procura di Taranto.

Orlando è stato trovato in agonia, mentre Maria Carla Fornari e il piccolino erano già morti, crivellati dai colpi dei killer. I soccorritori del 118 lo hanno trovato agonizzante, mentre i due bambini miracolosamente sopravvissuti al fuoco dei killer erano terrorizzati nella parte posteriore dell’auto, con un trauma che sarà difficile superare, se non con un lavoro straordinario per sottrarli alla vita ignobile che aveva dato loro la madre.

Ultimo aggiornamento 18 Marzo 2013, ore 10.48 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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