Beppe Grillo: ‘ridiscutiamo il Fiscal Compact o fuori da Euro. I trattati? Si può recedere unilateralmente’

Nella prima intervista in un programma di politica, Bersaglio Mobile, condotto da Enrico Mentana su La7, il cofondatore del Movimento 5 Stelle ha chiarito la sua posizione sulla politica italiana, con toni più morbidi del consueto – Intervista di Federica Ballestrieri nel 2013

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Roma – “Vogliamo andare in Europa a ridiscutere il Fiscal compact. Se non ci ascoltano siamo pronti a uscire dall’Euro“. Lo ha detto Beppe Grillo intervistato da Enrico Mentana, che ha trasmesso il lungo colloquio durante il programma Bersaglio Mobile su La7. “Abbiamo letto i trattati e abbiamo studiato il Trattato di Vienna (diritto dei trattati, ndr): si può uscire dall’Euro in modo unilaterale“, ha ribadito. In effetti, un trattato internazionale può essere abbandonato attraverso una dichiarazione esplicita, comunicata in forma scritta alla o alle controparti, che prende il nome di “denunzia del trattato“, un atto preciso da cui naturalmente discendono degli effetti.

Su questo aspetto in effetti il dibattito è aperto da anni in dottrina internazionalistica, perché bisogna considerare la natura peculiare dell’Unione Europea, ibrida: quasi-federale, effetto del solco iniziale del processo di integrazione europea instradato sulla via del funzionalismo quale via succedanea e transitoria al metodo federalista, per cui nel 1950 non si ritenevano maturi i tempi in ragione della recente conclusione della II Guerra Mondiale e del carico di atrocità ereditate.

Tornando alle dichiarazioni di Grillo, a proposito del debito ha affermato che in parte “è immorale: pagheremo quello che potremo pagare“. Alle prossime elezioni europee il leader del M5S non si alleerà con alcun movimento o partito politico, perché sarà necessario conoscere il panorama dei partiti che siederanno all’Europarlamento. Una volta passata la prima fase – in cui Grillo conta di poter avere almeno 25 deputati europei – non è esclusa un’alleanza del M5S con altri partiti che avessero piattaforme analoghe.

Bisogna vedere – ha spiegato – voglio conoscerli. Se porteremo in Parlamento 25 dei nostri bravi, preparati e perfetti, cambieremo l’Italia e l’Europa“. “Io voglio il vincolo di mandatoha però ribadito, spiegando che questo vincolo è la più grande stronzata della Costituzione, noi vogliamo il vincolo di mandato“.

Grillo pensa di introdurre lo strumento del ‘recall‘ tra i propri eletti, ossia la possibilità per i cittadini di revocare dalla carica elettiva nel caso ritenessero che un eletto non svolga il proprio mandato nonvenga svolto correttamente.

Per i candidati alle Europee ha invece in mente un vincolo da far sottoscrivere “privatamente”, ai candidati M5s: “se non rispetteranno il vincolo di mandato dovranno pagare una multa di 250mila euro“, anche se è sembrato evidente un intento polemico verso chi cambia con troppa facilità schieramento politico.

Per Grillo responsabile di questo sfacelo è il presidente della Repubblica: “Napolitano è il responsabile di tutto questo sfacelo, politico e dei partiti. Un ottantenne che si è raddoppiato la carica dopo che aveva promesso di non farlo“.

Sul fallimento del tentativo di Pierluigi Brersani di formare il governo subito dopo le elezioni del febbraio 2013, Grillo ha rivelato di avere le prove che l’allora segretario del PD “sia stato mandato al macello all’epoca delle consultazioni. Ho le prove” ha detto. “L’ambasciatore inglese a Roma invitò me e Casaleggio a pranzo. Avremmo dovuto essere in tre. Poi, una volta arrivati”, ha proseguito il leader del M5S, “l’ambasciatore ci ha detto che Letta era al piano di sopra. Noi non pranzammo a Villa Wolkonsky“. “Significa –  la versione di Grillo – che fosse già tutto deciso: c’era Letta pronto a raccogliere il testimone per formare il governo. Vuol dire che i giochi erano già fatti“, ha aggiunto.

Una stoccata è arrivata anche per la presidente della Camera, Laura Boldrini, ritenuta incompetente per presiedere Camera: “La Boldrini è incompetente. Non può gestire la Camera con le ‘ghigliottine’. Non ha” – secondo Grillo “le sembianze di un presidente e l’onestà intellettuale“. Con una punta di maliziosità, Grillo ha pensato che ci possa essere un legame tra la sospensione dei deputati grillini – a causa delle violenze alla Camera in occasione della discussione del decreto Imu/Bankitalia – e la mancata approvazione degli emendamenti “che stanziavano 90 miliardi per gli alluvionati sardi“, emendamenti poi bocciati per pochi voti. Grillo non ha dichiarato di esserne certo, ma ha avuto poi questi sospetti.

Si è detto che questa fosse la prima intervista di Beppe Grillo in una rete televisiva nazionale. In realtà nell’aprile 2013, già Federica Ballestrieri aveva intervistato il leader del M5S per conto del TG1.

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L’intervista di Federica Ballestrieri per il TG1

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