Ebola, un caso sospetto in Canada. Souad Sbai: pericolo bomba batteriologica sull’Europa

Un uomo di recente tornato dalla Liberia è ricoverato in una città del Canada centrale, con i sintomi di una febbre emorragica virale, che si sospetta possa essere ebola. Souad Sbai, ex parlamentare e presidente di Acmid Donna: in Francia e nel mondo arabo c’è grande preoccupazione, in Italia silenzio. Chi ha responsabilità agisca per la prevenzione, anche nel monitoraggio dei flussi migratori

20140325-ebola-epidemy-660x440

Mentre all’Aja si discute di sicurezza e di terrorismo nucleare, in Africa sta montando una minaccia batteriologica di straordinaria virulenza, soprattutto perché sembra sottovalutata. Una minaccia che non è limitata alla vicina Europa.

Lo dimostra l’allarme proveniente dal Canada centrale, dalla città di Saskatoon – nella provincia del Saskatchewan – città che è nota perché vi si girò il cartoon movieChi ha incastrato Rogger Rabbit” nel 1988. Nell’ospedale della città è stato ricoverato un uomo che di recente era stato per lavoro in Liberia. L’uomo – del quale non si conosce l’età – ha i sintomi virulenti di una febbre emorragica virale e i sanitari canadesi sospettano che si possa trattare di ebola, il virus che ha già ucciso decine di persone in Guinea. Il paziente è ricoverato in condizioni critiche e in isolamento, e le autorità sanitarie locali hanno assicurato che non c’è alcun pericolo per la salute pubblica, forse grazie al funzionamento dell’intera filiera di controllo sanitario esistente nel Paese.

Se fosse confermata la natura dell’infezione, il caso canadese costituirebbe la prima diffusione del virus all’esterno della Guinea e della Liberia, gli Stati africani in cui l’epidemia è stata segnalata, causando – soprattutto nel primo Paese – la morte di almeno 59 persone.

Assume dunque un altro e più significativo valore l’allarme lanciato da Souad Sbai, ex parlamentare del Pdl e animatrice e presidente di Acmid Donna, sull’epidemia di ebola che si sta diffondendo in Africa e che rischia di costituire una bomba batteriologica che pende sull’Europa, grazie alle maglie slabbrate delle frontiere meridionali, tempestate da un flusso migratorio che ha già superato il livello di guardia.

L’epidemia di Ebola che sta flagellando l’Africa occidentale è un incubo che ritorna e va fronteggiato anche in maniera preventiva“, sostiene Sbai, che peraltro tiene a evidenziare come “sui media francesi e anche nel mondo arabo la notizia gira velocemente e c’è grande preoccupazione per un possibile ‘sbarco’ del virus in Europa tramite gli arrivi ormai massicci sulle coste italiane e non solo“.

Nei primi tre mesi dell’anno sono infatti sbarcati oltre diecimila migranti da tutta l’Africa, di cui 1200 solo la settimana scorsa“, afferma l’ex parlamentare, “e sulla base di queste notizie occorre prestare attenzione massima, perché il rischio di contagi silenziosi è altissimo. In Italia – si chiede polemicamente – si può lanciare l’allarme su questa bomba batteriologica oppure c’è censura anche su questo?

L’animatrice di Acmid Donna raffigura uno scenario preoccupante. “Il sistema di gestione dei flussi migratori è come un ascensore che porta un peso definito di persone, sovraccaricandolo in preda al buonismo si rischia il crollo dell’intera struttura“, afferma. Per Souad Sbai “necessitano protocolli di controllo sanitario più stringenti almeno per questo periodo in cui il rischio di contagio è assai alto e l’Europa – prosegue Sbai – che tanto si spende nel sanzionarci quando sbagliamo, intervenga per frenare questa emorragia di sbarchi e per capire come mai in Libia le carovane di migranti passino indisturbate tramite un corridoio quasi volutamente privilegiato, quando nemmeno un gatto passa inosservato alle loro frontiere“.

Le osservazioni della presidente dell’Associazione delle donne marocchine in Italia sono più che fondate, ma soprattutto richiamano al senso di responsabilità il Governo perché si attivi per “tenere sotto controllo la situazione“, anzitutto mettendo in sicurezza “gli operatori che accolgono i migranti, al fine di tutelarne la salute“. “Per chi non lo sapesse – ammonisce Sbai – la febbre emorragica Ebola uccide il 90 per cento dei contagiati“, per poi evidenziare che “chi vuole nascondere anche questo rischio, come si fece per gli estremisti in Nordafrica durante le rivoluzioni” si deve assumere “anche tutta la responsabilità di eventuali conseguenze“.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Shares
Shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: