Obama & Renzi, ‘Amici Miei 2014: il remake’

Renzi: ‘Obama mio modello’, Obama: ‘ho fiducia in Renzi’. Grandi sorrisi e tanta cordialità a Villa Madama per l’incontro bilaterale tra il presidente del Consiglio italiano e il presidente degli Stati Uniti d’America. Tanti i temi trattati, dall’economia ai rapporti internazionali. Il presidente Usa aveva già incontrato Papa Bergoglio e il presidente Napolitano nella sua visita in una Roma blindata per l’occasione

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Roma – “Sono grato dell’opportunità di accogliere il presidente americano. È un’occasione importante, credo che il dialogo di oggi confermi una grande amicizia e una grande partnership con il nostro Paese“. Così Matteo Renzi nella conferenza stampa al termine dell’incontro con Barack Obama. “Il ruolo degli Stati Uniti e dell’Europa, degli Stati Uniti e dell’Italia, è un punto di riferimento nella difesa dei valori e degli ideali comuni“, aggiunge Renzi. “Tutti sanno che per noi il presidente Obama non è solo il presidente degli Stati Uniti, ma è fonte di ispirazione e un modello da emulare“. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi aprendo la conferenza stampa a villa Madama con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. 

Al presidente Obama vorrei dire, con grande forza, che quel messaggio ‘Yes, we can’ oggi vale anche per noi in Italia“, ha poi detto Matteo Renzi, nel corso della conferenza congiunta con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Anche in Italia “finalmente vogliamo dire che è possibile cambiare le cose. Cambiamento e riforme che possono tornare a dare la speranza che le cose cambino“.

Credo che il primo ministro, Matteo Renzi, debba prendere delle scelte difficili. Questa è la natura dei leader politici e io sono fiducioso“. Lo ha detto il presidente americano, Barak Obama, in conferenza stampa a Villa Madama con il presidente del Consiglio. “Rimango colpito dall’energia e dalla visione che Matteo Renzi porta con sè in questo nuovo incarico“, ha affermato ancora il presidente Usa nella conferenza stampa congiunta a Villa Madama con il premier italiano. “Italia e Usa – ha detto Obama – condividono legami molto forti a livelli storico, che riguardano la famiglia e la storia“.

Marò: Renzi chiede appoggio Obama, questione internazionale
Abbiamo parlato della vicenda dei due marò trattenuti in India, ho ringraziato gli Stati Uniti per il supporto in questa fase e ho chiesto di poter contare per un’ulteriore appoggio affinché la questione sia affrontata sul contesto internazionale“. Lo afferma Matteo Renzi, spiegando che nell’incontro con Barack Obama è stata affrontata anche il caso dei due fucilieri italiani.

Ucraina: Renzi, reazione Ue-Stati Uniti rappresenta unica voce
La crisi in Ucraina rappresenta una situazione negativa, ma la reazione dell’Unione europea e degli Stati Uniti rappresenta un’unica voce“. Lo afferma il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nella conferenza stampa al termine dell’incontro con Barack Obama. “Il primo ministro Renzi è chiamato a decisioni molto difficili“, ho poi aggiunto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.  “Continuiamo a vedere unità internazionale di fronte alle violazione delle leggi internazionali e l’integrità del territorio ucraino“, ha detto ancora parlando della crisi di Kiev. Obama ha anche espresso tutto il suo appoggio all’accordo raggiunto con il Fmi per gli aiuti economici al Paese. “Ci sarà un piano di supporto e di sostegno per stabilizzare economia” ha aggiunto.

Obama: sanzioni massimo impatto su russi ma minimo su Usa e Italia
Washington sta “elaborando sanzioni che minimizzino l’impatto su società americane e su società italiane e lo massimizzino sulle aziende russe“. Lo ha detto a Roma Barack Obama. “Stiamo cercando di vedere – ha sottolineato il presidente americano nel corso di una conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi – che tipo di sanzioni applicare per produrre un impatto forte. Speriamo di non dover attuarle perchè magari la Russia decide di accettare l’offerta della comunità internazionale“.

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Obama: troppo divario nel budget difesa tra Usa e Ue
Non possiamo avere una situazione in cui gli Usa spendono più del 3% del Pil per l’utodifesa, e l’Europa l’1%, è un divario troppo grande“: lo ha detto il presidente americano, Barack Obama, a proposito del divario nei bilanci della difesa in ambito Nato nel corso della conferenza stampa a Villa Madama. “Proporzionalmente rispetto al Pil dobbiamo fare in modo che tutti facciano la loro parte, non soltanto per il nostro beneficio, ma perché anche l’Europa ha le sue necessità di autodifesa“, ha aggiunto il presidente. In precedenza il premier, Matteo Renzi, aveva sottolineato che “l’Italia ha sempre fatto la sua parte” sulle risorse per la difesa, avvertendo però che “l’Ue non può tirarsi indietro perché tanto ci sono gli Stati Uniti“. “La libertà non è gratis“, ha affermato il presidente Obama, richiamando alle responsabilità degli italiani e degli europei nel concorrere alla sicurezza della NATO e della sicurezza internazionale.

Difesa: Renzi a Obama, verificheremo budget per evitare sprechi
Nel rispetto della collaborazione con i nostri partner verificheremo i nostri budget per evitare gli sprechi che in alcuni settori abbiamo avuto. Serve un efficientamento dei costi” della pubblica amministrazione e della Difesa. Lo ha detto il premier, Matteo Renzi, al termine dell’incontro con il presidente americano, Barack Obama, spiegando anche l’uso di un termine in “burocratese” italiano.

Obama: a Ue impegni irriducibili con Nato, a Roma sfide Nord-Africa
L’Italia e l’Europa hanno “impegni irriducibili” con la Nato e sulle linee di difesa. “Non pretendiamo – ha sottolineato il presidente americano nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio italiano – che ogni paese duplichi ciò che facciamo noi Stati Uniti. Ma c’è rapporto di collaborazione e di partnership che non può vedere gli Usa spendere costantemente per la difesa in Europa e l’Europa solo l’1%: il divario è troppo grande. Tutti – ha concluso – facciano la loro parte. Si può prevedere che l’Italia avrà capacità specializzate per sfide che arrivano da Africa settentrionale e da Mediterraneo e dunque avrà bisogno di risorse“.

(Credit: AGI)

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