A proposito di Bottas. La F1 giustizialista fa venire conati di indignazione

Il pilota della Williams inaugura l’era della patente a punti. Per ragioni di equità, per punire Pastor Maldonado va introdotta la sharia in Formula 1? Dopo tre bestialità, gli tagliamo una mano? #PrayForMH370

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Sepang – Per il secondo gran premio consecutivo la griglia di partenza espressa dalle qualifiche è stata cambiata perché a qualcuno è stata irrogata una penalità. In una logica finto-pauperista – considerata con animo critico – o volta al contenimento dei costi – valutata con animo favorevole – sono comprensibili le penalità inflitte nel caso di sostituzioni del motore (o di parti della power unit, per meglio dire) o del cambio, ma le penalizzazioni inflitte in modo gratuito fanno dubitare della saldezza psicologica di chi le assume: i Commissari sportivi.

Quella inflitta a Bottas ieri è una penalizzazione stupida, inflitta per esibizione di potenza giuridica, per il solo scopo di blandire la Red Bull. Le lamentele di Daniel Ricciardo si inseriscono nel filone “piagnucoloso” dei piloti attuali (di alcuni, almeno), ai quali – se si potesse – andrebbe inflitto un ritorno al passato con la macchina del tempo, per confrontarsi con “animali” da pista come Piquet, Senna, Mansell, Jarier, Trulli, Schumacher ante 2006: gente che era meglio incontrare al bar, piuttosto che cercare di superarli in pista.

Ricciardo si è lamentato del fatto che in Q2 fosse stato bloccato dal pilota finlandese della Williams. Chi ha visto le immagini in tv non può che concordare con Bottas: “Penso che ci fosse niente di speciale“, ha detto il finlandese, “entrambi stavamo spingendo. Per me, non c’era alcun incidente“. E infatti non c’era alcun incidente. Semplicemente, Ricciardo stava finendo il proprio giro cronometrato, Bottas stava iniziando il proprio, ma la Formula 1 “Investigate and Punish” ha deciso di intraprendere la via della perfezione, ignota a tutto il resto dell’umanità, ma non per i semi-dei di Place de la Concorde e delle sedi dei team, responsabili di questa deriva giustizialista. Mi consentano…direbbe Lui, il padre di Pierlui…

Sennonché, a Bottas – noto mastino finlandese, pericolo pubblico dei circuiti del globo terracqueo motoristico, sulla lista nera d’ogni commissario sportivo del motorsport il primato di inaugurare anche  la “patente a punti”: meno due punti, caro Valtteri, e un anno di condizionale, oltre a tre posizioni in griglia of course – dal 15° al 18° posto – così impari marrano! Per ragioni di equità, per punire Pastor Maldonado l’anno scorso andava introdotta la sharia in Formula 1? Dopo tre stronzate, gli tagliavamo una mano al posto del warm-up? Ma per favore…

Tuttavia, per farla completa Lars Osterlind, Silvia Bellot e Martin Donnely (i Commissari Sportivi in Malesia) avrebbero dovuto punire severamente anche Daniil Kvyat, anzitutto per lesa maestà, poi per guida pericolosa (gulp!) e, infine, per essere scappato dall’incidente senza compilare il modulo di constatazione amichevole del sinistro

Per fortuna Fernando Alonso, che forse in altri tempi avrebbe sbraitato, dall’inizio dell’anno sembra essere stato punto da un insetto benefico: relativizza, pone nel giusto rilievo ogni cosa, sdrammatizza, ma non diminuendo il proprio impegno. Forse gli accadimenti nelle vite altrui lo stanno facendo maturare come uomo, prima che come pilota, il che è sempre un dato positivo (soprattutto se non si riverbera in modo negativo sul cronometro).

Così sull’incidente con Kvyat è stato netto: “normale incidente, non ne facciamo un dramma”. Semmai, con una tecnica affine alle arti marziali, ha maneggiato l’evento negativo per trasformarlo in azione positiva: ha galvanizzato la squadra. “I ragazzi sono riusciti a cambiare la sospensione in pochi minuti, un vero record, e mi hanno rimesso in pista al momento giusto, permettendomi di passare la Q2”, ha detto dopo le qualifiche, definendo l’incidente con Kvyat “un episodio sfortunato per entrambi, inevitabile perché quando ho visto la sua Toro Rosso era già troppo tardi. Come sempre quando piove la visibilità diminuisce sensibilmente e le prove diventano una lotteria”. Poi, per tirare fuori l’asso di briscola finale e vincere la partita interna della comunicazione, un elogio al team: “la squadra è stata super, anche quando in Q3 occorreva capire quando montare il nuovo set di Extreme Wet che avevamo a disposizione”, ha affermato lo spagnolo, precisando che la squadra ha scelto quella soluzione “all’inizio, quando le condizioni della pista erano migliori, e così siamo riusciti a fare subito il giro veloce”.

Una lezione per i Commissari Sportivi e quelli che si lamentano a ogni mosca che passa, ma anche la dimostrazione che l’uomo squadra della Ferrari è lui (ad usum Räikköneni). Una lezione indiretta anche per la Red Bull, l’unico team che si lamenta quando perde, mai quando vince in modo sospetto (e siccome li abbiamo difesi in altri tempi, siamo sufficientemente liberi di dire anche il contrario, se lo riteniamo giusto).

Abbiamo infatti un sospetto: che la Fia abbia assecondato le lamentele di Daniel Ricciardo perché deve compensare lacune gravi in altri campi. Ogni riferimento al sensore di flusso del carburante e alla imbecille regola del monitoraggio del flusso in tempo reale è puramente voluto.

Quindi è un peccato che i Trettre del collegio sportivo non abbiano punito anche Kvyat, perché ci avrebbero consentito di definire le due punizioni (Bottas e Kvyat) una scandalosa stupidaggine, mentre la punizione inflitta solo a Bottas ci porta a definirla una stupidaggine semplice, seppure col fiocco.

Comunque la pensiate, la griglia di partenza è cambiata come vi riportiamo di seguito.

Buon divertimento, ammesso che vi divertiate ancora con questa F1 (e il rumore non c’entra niente, ma questa è un’altra storia). E ricordate di dedicare un minuto in memoria di 239 persone (forse) che viaggiavano sul Volo MH370 della Malaysia Airlines, caduto da qualche parte, per motivi che forse non si sapranno mai (noi non lo sapremo mai: chi deve sapere, probabilmente già sa. E forse va bene anche così in tempi di guerra asimmetrica…).

#PrayForMH370

© RIPRODUZIONE RISERVATA

2014 FORMULA 1 PETRONAS MALAYSIA GRAND PRIX – Griglia di partenza*

* Valtteri Bottas è stato penalizzato di tre posizioni in griglia (dal 15° al 18° posto) per aver ostacolato Daniel Ricciardo in Q2

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L’analisi del circuito di Sepang dal punto di vista delle gomme

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John Horsemoon

Sono uno pseudonimo e seguo sempre il mio dominus, del quale ho tutti i pregi e i difetti. Sportivo e non tifoso, pilota praticante(si fa per dire...), sempre osservante del codice: i maligni e i detrattori sostengono che sono un “dissidente” sui limiti di velocità. Una volta lo ero, oggi non più. Correre in gara dà sensazioni meravigliose, farlo su strada aperta alla circolazione è al contrario una plateale testimonianza di imbecillità. Sul “mio” giornale scrivo di sport in generale, di automobilismo e di motorsport, ma in fondo continuo a giocare anche io con le macchinine come un bambino.

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