L’allarme di Medici Senza Frontiere: ‘L’epidemia di Ebola è ripresa in Africa Occidentale’

Msf: “Nuovi casi dopo che il virus lì ha già colpito più di 300 persone. E’ una malattia che fa paura e viene percepita come una cosa misteriosa, ma le persone possono guarire”

20140605-ebola-virus-650x385

Dopo un’iniziale diminuzione, sono stati riscontrati nuovi casi di Ebola in Guinea e in Sierra Leone. “Il virus ha già colpito più di 300 persone in Africa Occidentale”. Lo segnala Medici Senza Frontiere (Msf), che sta continuando il proprio lavoro a supporto delle autorità sanitarie nei due Paesi, trattando i pazienti e applicando le misure necessarie per contenere l’epidemia.

Secondo le informazioni del locale ministero della Salute, dalla fine di maggio ci sono stati un caso confermato e quattro decessi a Koindu nel Kailahun, distretto della Sierra Leone vicino al confine con la Guinea. Il 29 maggio, le autorità hanno parlato di 18 casi sospetti, di cui sei sono deceduti.

Nei prossimi giorni Msf allestirà un centro per il trattamento dell’Ebola a Koindu, l’epicentro dell’epidemia in Sierra Leone, in collaborazione con il ministero della Salute. Una équipe di specialisti si unirà a quella già attiva nel Paese centrafricano e verrà inviato materiale medicale e logistico, come kit di tute protettive e medicine, per proteggere lo staff sanitario e allestire strutture per il trattamento dei pazienti. Secondo Marie-Christine Ferir, coordinatrice dell’emergenza per Msf, “l’Ebola è una malattia che fa paura e viene percepita come una cosa misteriosa, ma le persone possono guarire”. Dall’inizio dell’epidemia, circa 30 pazienti curati da Msf in Guinea sono sopravvissuti alla malattia. “Guadagnarsi la fiducia delle persone è parte essenziale dei nostri sforzi per combattere l’epidemia”, precisa la dottoressa Ferir.

Nuovi casi sono stati rilevati anche in Guinea nelle ultime settimane. Al 30 maggio, secondo il ministero della Salute della Guinea, erano 178 i casi confermati, mentre 113 persone sono morte. L’epidemia si è diffusa anche a Boffa, sulla costa della Guinea, e a Telimele nella regione di Kindia. Nuovi casi anche a Conakry, Gueckedou e Macenta.

L’aumento dei casi può essere dovuto alla riluttanza dei pazienti ad andare in ospedale. Un altro problema è rappresentato dal trasporto dei pazienti infetti e dei cadaveri. Le famiglie spesso trasportano personalmente i corpi per organizzare i funerali in altre città. L’aumento delle aree infette rende difficile trattare i pazienti e controllare l’epidemia. “Le principali sfide che dobbiamo affrontare sono la resistenza all’interno della comunità e la difficoltà a tracciare i movimenti delle persone che potrebbero essere infette”, spiega Ferir, precisando che Msf lavora nella regione con circa 300 tra espatriati e staff nazionale, a supporto dei quali sono state inviate più di 40 tonnellate di materiali e forniture per combattere l’epidemia.

(Adnkronos)