Artrite reumatoide, in Australia sperimentato con successo un ‘vaccino’ risolutore

Ricercatori dell’University of Queensland hanno sperimentato un meccanismo di ingegneria genetica con cui si riprogrammano le cellule immunitarie del sangue perché agiscano come ‘riprogrammatori’ di sistema. Il funzionamento del nuovo vaccino, chiamato Rheumavax, descritto sulla rivista ‘Science Translational Medicine

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Brisbane – I malati di artrite reumatoide, una malattia che colpisce ogni anno 300mila italiani, potrebbero trovare presto un nuovo strumento per curare la patologia di cui soffrono, grazie alla ricerca. Un team di scienziati della University of Queensland ha messo a punto un nuovo e rivoluzionario vaccino, che potrebbe essere utilizzato proprio contro questa malattia.

Il vaccino, chiamato Rheumavax, grazie a un trattamento di ingegneria genetica sulle cellule immunitarie del sangue, agisce sulla causa della malattia e non sui sintomi, come avviene oggi con i trattamenti disponibili.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista ‘Science Translational Medicine‘ e precede una fase iniziale di sperimentazione sui malati, oggi condottasu un primo campione di malati.

L’artrite reumatoide è una malattia che si manifesta quando il sistema immunitario attacca le articolazioni per ‘errore’, attivando meccanismi di autoimmunizzazione per i quali il sistema immunitario ‘sbaglia’ a leggere un’informazione e reagisce come se ci fosse una ‘minaccia’ intervenendo con una difesa che si rileva al contrario progressivamente invalidante.

Il Rheumavax sembra essere un trattamento efficace e i ricercatori sperano di poterlo usare per bloccare la malattia sul nascere o addirittura in fase di prevenzione sui soggetti che hanno una anamnesi familiare di artrite reumatoide.

In particolare, il vaccino si rivolge a quel 70 per cento dei pazienti portatori di anticorpi specifici, chiamati anti-Ccp, che provocano l’artrite reumatoide “Ccp-positiva“. Questo trattamento agisce ‘rieducando’ il sistema immunitario in modo che riconosca il tessuto sano, così da fermare il circolo vizioso dell’infiammazione e del danno articolare.

Il trattamento consiste nel prelievo delle cellule immunitarie dal sangue di un malato e nella lororiprogrammazione” in modo che non colpiscano il peptide naturale Ccp che viene identificato erroneamente come “straniero”, con la conseguente produzione di anticorpi e l’inizio dell’infiammazione.

Lo studio condotto in Australia ha per ora coinvolto 18 pazienti, cui sono stati somministrati 5 milioni di cellule “rieducate”. I risultati mostrano che questo vaccino ha smorzato la risposta immunitaria, riducendo l’infiammazione delle articolazioni.

(Credit: AGI) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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