Egitto, i jihadisti dell’Isis hanno decapitato Tomislav Salopek, ingegnere croato di 30 anni

Dopo sette giorni dal sequestro, “ultimatum scaduto”. I miliziani di Wilayat Sinai procedono all’esecuzione del prigioniero di guerra, in barba a qualsiasi norma di diritto internazionale e perfino del Corano

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Il Cairo – I miliziani jihadisti del sedicente Stato Islamico dell’Iraq e di al-Sham di stanza nel Sinai hanno annunciato la decapitazione di Tomislav Salopek, l’ingegnere croato di 31 anni rapito lo scorso 22 luglio in Egitto. Lo rende Lo ha reso noto la branca egiziana dell’Isis – Wilayat Sinai (provincia del Sinai) su account Twitter riconducibili al gruppo di barbari miliziani islamisti, che hanno pubblicato la foto in cui appare la testa dell’ostaggio appoggiata sul povero corpo.

“È stato ucciso l’ostaggio croato in quanto il suo governo ha preso parte alla guerra contro lo Stato Islamico dopo la scadenza dell’ultimatum” il 7 agosto scorso che “il suo governo e quello apostata egiziano hanno ignorato“.

Salopek era dipendente della compagnia francese CGG ed era apparso il 5 Agosto scorso in un video diffuso dalla cellula egiziana dell’Is, inginocchiato, con una tuta di colore simile a quella usata finora per i sequestrati dai jihadisti (e poi puntualmente giustiziati) a fianco di un jihadista con il volto mascherato, brandente un coltello. Il giovane europeo di nazionalità croata aveva dichiarato di essere stato rapito “il 22 luglio” e che “i soldati dell’Is vogliono uno scambio con le donne musulmane detenute nelle prigioni egiziane”. Lo scambio avrebbe dovuto “avvenire entro 48 ore” a partire dalla diffusione del messaggio, pena l’esecuzione da parte dei “soldati della Wilayat del Sinai”, aveva concluso l’ostaggio.

Il video con l’ultimatum era stato diffuso alla vigilia dell’inaugurazione del nuovo tratto del Canale di Suez.

Due giorni dopo la diffusione del video, al Cairo era giunto il ministro degli Esteri croato Vesna Pusic per incontrare l’omologo egiziano Sameh Shoukry, che in un colloquio avevano concordato di fare “tutto il possibile per salvare l’ostaggio”.

L’esecuzione viola il diritto internazionale di guerra e le Convenzioni di Ginevra sui prigionieri di guerra, ma anche il diritto islamico sullo stesso tema. (Credit: Adnkronos)

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