Rapporto all’Europarlamento: Isis prepara attacco con armi di distruzione di massa

Dopo gli attacchi di Parigi del 13 Novembre, una ricercatrice ha redatto uno studio analitico che raccomanda ai governi degli Stati Membri l’attivazione di squadre di intervento NBCR provviste di antidoti, ma anche la formazione e l’informazione della popolazione per poter fronteggiare simili minacce devastanti. Un altro fondamentale obiettivo dovrebbe essere la sorveglianza dei foreign fighters

Bruxelles – Lo Stato Islamico “ha reclutato centinaia di combattenti stranieri, tra cui alcuni con una laurea in fisica, chimica e informatica”. Queste persone sono “in grado di produrre armi letali con mezzi semplici”. Così viene riportato in una relazione redatta da Beatrix Immenkamp, analista al Parlamento europeo.

Il rapporto, che è stato redatto dopo gli attentati di Parigi, mette nero su bianco i progetti dello Stato Islamico per compiere attacchi in Europa con armi di distruzione di massa. Il ‘Die Welt’ ha anticipato questo documento, secondo il quale il movimento jihadista capeggiato dall’Isis “ha reclutato centinaia di combattenti stranieri compresi uomini con competenze specifiche in fisica, chimica e informatica. Costoro sarebbero in grado di costruire ami mortali con semplici mezzi a disposizione”, scrive Immenkamp.

L’Isis possiederebbe perciò le conoscenze e in parte avrebbe anche le risorse umane per mettere a punto armi batteriologiche, chimiche, radiologice e nucleari (NBCR) per costruire un’arma letale non convenzionale, spiega nel rapporto il direttore del Centro contro la diffusione delle armi di diffusione di massa della Nato, Wolfgang Rudischhauser, il quale avverte: “Abbiamo a che fare un un’organizzazione terroristica molto ben organizzata e determinata”.

Il rapporto “ISIL/Da’esh and ‘non-conventional’ weapons of terror” si conclude con una serie di indicazioni ai governi degli Stati membri dell’UE, soprattutto in materia di prevenzione. In questo scenario, fondamentale è il monitoraggio dei cosiddetti foreign fighters, andati in Siria e Iraq per combattere sotto la bandiera dell’Isis e poi tornati in patria. Secondo Beatrix Immenkamp i foreign fighters dovrebbero essere monitorati dalle intelligence nazionali con l’obietivo di prevenire ogni eventuale uso di normi non convenzionali.

Tuttavia, la proposta più dirompente – anche sotto il profilo psicologico per la popolazione – riguarda la preparazione dei governi alle minacce non convenzionali dello Stato Islamico e l’informazione fornita ai cittadini per una corretta prevenzione della minaccia.

Infine, i governi degli Stati membri dell’UE dovrebbero predisporre squadre di primo intervento, dotate di antidoti per le principali forme di armi batteriologiche, ma anche di  informare la popolazione sui rischi connessi e sulle contromisure possibili.

(Photo Credit: Vigili del Fuoco) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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