Sicurezza aerea, un mosaico con troppe tessere. Un caso di scuola a Fiumicino

Nella serata di mercoledì 15 Febbraio, siamo stati involontari protagonisti di una svista clamorosa del personale addetto ai controlli di sicurezza del Terminal 2 dell’aeroporto di Fiumicino

Roma – La sicurezza aerea è un mosaico composito, in cui il risultato ogni giorno è assicurato dalla sapiente intersezione di molte tessere che, con molta attenzione, migliaia di addetti alla sicurezza aeroportuale collocano con attenzione e professionalità.

Un ‘ambiente’ di lavoro mai statico, dinamico per definizione, in cui la soglia di pericolo si alza sempre di più da un lato, mentre dall’altro la ricerca tecnica e l’organizzazione di pratiche sempre più affinate concorrono a neutralizzare le minacce nella prospettiva più efficace, quella della prevenzione.

Ieri sera, mercoledì 15 Febbraio, siamo stati protagonisti di un ‘test’ involontario sulla ‘tenuta’ dei controlli di sicurezza del Terminal 2 dell’aeroporto internazionale ‘Leonardo da Vinci’ di Fiumicino. Nel trolley da imbarcare come bagaglio a mano avevamo una confezione di posate di plastica, tra cui 18 coltelli di plastica (nella foto sottostante), della lunghezza di 16,6 cm, con lama lunga poco più di 6 cm. Le misure sono importanti, perché secondo le norme IATA vigenti, è vietato portare a bordo degli aeromobili coltelli con lame più lunghe di 6 cm. Una disposizione che, a nostro modesto avviso, andrebbe ristretta, vietando tout court l’imbarco di coltelli, a prescindere dalla lunghezza.

Con estrema sincerità, abbiamo riflettuto sul fatto che avessimo questa confezione di posate di plastica poco prima di passare i varchi di sicurezza, pensando che – nella peggiore delle ipotesi – ce le avrebbero fatte gettare nei rifiuti.

Al contrario, i gentilissimi addetti alla sicurezza non hanno rilevato alcunché: il trolley, con tutto il carico, è passato senza alcun problema (così come non è stato rilevata un dispenser di profumo nella borsa del notebook, sebbene delle dimensioni consentite di 75 ml). Nella foto di apertura, la confezione delle posate poggiate sul trolley in prossimità del Gate C5, collocato subito dopo i varchi di sicurezza del Terminal 2.(all’altezza del punto rosso nella mappa in basso, da ADR-Aeroporti di Roma, qui).

Del tutto ovvio rilevare che il possesso di tali posate (che tagliano, eccome!) da parte di un innocuo rompiballe (come chi scrive) non produce alcun pericolo per la sicurezza aerea. Ma che accadrebbe se una ‘pattuglia’ di invasati terroristi religiosi (islamisti, per chiamare le cose con nome e cognome) profittassero di tali utensili adatti a estemporanei pic-nic per seminare il panico (vogliamo essere ottimisti) a bordo di un aereo di linea al centro del Mediterraneo?

Taluni professionisti della sicurezza hanno rilevato che ci sono molti altri modi per creare il panico all’interno di un’aeromobile in volo, ma nell’ottica della prevenzione servirebbe invece incrementare le capacità di analisi del rischio e di verifica dei bagagli. Questo si tradurrebbe sicuramente in un rallentamento ulteriore delle procedure di controllo precedenti all’accesso ai gates di imbarco, ma non c’è rimedio migliore che controllare meglio.

Purtroppo viviamo una minaccia costante, che non ci consente alcun abbassamento della guardia. Non puntiamo il dito contro nessuno, nello specifico, ma andrebbe approfondita la capacità di rilevare mezzi di offesa costruiti con materiali non rilevabili dai metal detector e dalle apparecchiature a Raggi X, perché il rischio di tragedie è dietro l’angolo di ogni disattenzione, anche quella minima. A Fiumicino come in ogni altro aeroporto del mondo.

PS. Il trolley è stato alla fine imbarcato sul volo Ryanair FR1170 per Catania Fontanarossa. Secondo le indicazioni fornite al momento dell’imbarco da parte della compagnia irlandese, i bagagli a mano eccedenti il numero di 90 sarebbero stati stivati, senza aggravio di spesa per i viaggiatori. Così, abbiamo deciso di imbarcarci solo dopo il superamento della soglia indicata: i viaggiatori non avrebbero corso alcun pericolo, neanche se nel frattempo ci fosse dato di volta il cervello… 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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