‘Saipem 12000’ costretta alla fuga da Cipro: navi militari turche “volevano speronarla”

Il vice portavoce del governo di Nicosia, Victoras Papadopoulos, ha dichiarato al ‘Cyprus Mail’ che ci sono le prove dell’intercettazione e del tentativo di speronamento. L’Eni invia la piattaforma in Marocco. Un figurone per il Governo italiano e il ministro degli Esteri fantasma, Angelino Alfano

Nicosia (Cipro) – La piattaforma Saipem 12000 è partita dall’area in cui era rimasta ferma due settimane, a circa 30 miglia dal campo di ricerca petrolifera al largo di Cipro. Si trova ora in viaggio in direzione del Marocco, per occuparsi di attività offshore nel maghrebino. Lo hanno riferito fonti vicine al gruppo energetico alle agenzie di stampa.

La conferma di questa nuova rotta emerge – riporta l’AdnKronos – dall’analisi dei sistemi di rilevazione delle imbarcazioni, come quello di ‘MarineTraffic’, che alle 9,40 di questa mattina ha registrato un avanzamento verso est della Saipem 12000 seguito dopo circa mezz’ora da una inversione di rotta verso ovest.

Secondo quanto riferito dal ‘Cyprus Mail’, il vice portavoce del governo cipriota Victoras Papadopoulos ha confermato che la piattaforma dell’Eni è stata costretta a cambiare rotta dopo che questa mattina era stata intercettata e minacciata di speronamento da cinque navi della Marina turca, mentre tentava di dirigersi verso il Blocco 3 nelle acque della Zona Economica Esclusiva di Cipro.

Secondo Papadopoulos, il capitano della Saipem si è prima consultato con i vertici dell’Eni, poi ha tentato di dirigersi verso la zona di esplorazioni, ma è stato successivamente intercettato dalle unità turche che, “hanno minacciato l’uso della forza“. Una palese violazione del diritto internazionale marittimo. Il capitano, ha aggiunto il vice portavoce del governo di Nicosia, “nonostante il suo coraggio e i suoi lodevoli tentativi sfortunatamente è stato costretto a invertire la rotta“.

Papadopulos ha anche reso noto che il governo cipriota ha proceduto alla registrazione delle comunicazioni tra la Saipem 12000 e le navi militari turche e che tali registrazioni saranno allegate come prova al ricorso che Cipro presenterà nelle sedi giudiziarie internazionali (TRibunale di Amburgo sul diritto marittimo). Il governo cipriota, ha detto ancora Papadopoulos, è determinato a esercitare la propria sovranità sulla propria Zona Economica Esclusiva e anche l’Eni è determinata a far giungere la propria nave nella zona stabilita per le esplorazioni.

Finora però occorre dire che il Governo italiano – e il fantasma di ministro degli Esteri in carica, Angelino Alfano – ha fatto una figura internazionale che può essere definita solo in un modo: barbina.

(Fonte AdnKronos, Credit photo: ENI) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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