Il Salone dell’Auto di Ginevra ha chiuso i battenti, visitatori in leggero calo

“Siamo molto soddisfatti di questo risultato in considerazione della congiuntura economia poco entusiasmante e del clima mediatico e politico spesso ostile all’automobile”, dice Maurice Turrettini, Presidente del Salone dell’Automobile di Ginevra. Il calo del 4,5% non intacca il valore della kermesse ginevrina, che necessiterebbe però di un aggiornamento strutturale e nelle politiche di attrazione del turismo. Quasi il 50% di visitatori è stato svizzero

Ginevra – L’88° Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra ha chiuso i battenti domenica sera, con un bilancio da analizzare, prospettive da verificare in un quadro più ampio e numeri su cui ragionare. Partiamo dai numeri: 660mila visitatori, con un calo del 4,5% rispetto al 2017, che hanno potuto guardare da vicino, toccare e ‘annusare’ le auto proposte dai costruttori di tutto il mondo, con alcune defezioni importanti, ma ben 111 anteprime tra mondiali ed europee.

Maurice Turrettini , presidente del Salone Internazionale dell'Automobile di Ginevra (foto ©GIMS.SWISS)
Maurice Turrettini , presidente del Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra (foto ©GIMS.SWISS)

A denti stretti, gli organizzatori si sforzano di mostrare ottimismo e di trovare elementi positivi. “Siamo molto soddisfatti di questo risultato in considerazione della congiuntura economia poco entusiasmante e del clima mediatico e politico spesso ostile all’automobile“, ha commentato Maurice Turrettini (nella foto a sinistra, foto ©GIMS.SWISS2018), presidente del Salone di Ginevra, mettendo a fuoco una situazione economica ancora difficile in Europa, che mal si concilia con il turismo rivolto alla copertura di eventi così prestigiosi. Così, non si può che provare a trovare aspetti positivi da numeri in calo, come fa André Hefti, Direttore Generale del Salone, il quale ha rilevato che “questa leggera flessione ha persino contribuito a migliorare la qualità della visita”, visto che meno persone in visita ha significato “circolazione più fluida nei corridoi del Salone, meno tempo di attesa nei ristoranti, più spazio per ammirare le auto“. Insomma, piangiamo con un occhio.

Tuttavia, alcuni dati emersi da una ricerca di mercato svolta durante le giornate di esposizione fanno guardare al futuro con moderata fiducia. Se da una parte gli espositori si sono detti soddisfatti dei risultati e della qualità dei visitatori, il dato disaggregato di questi ultimi vede l’80% in condizioni di vita attiva e il 38% che ha dichiarato di voler acquistare un’automobile entro il 2020. Altro dato significativo è che oltre il 50% dei visitatori sia stato svizzero e il restante da ogni altra parte del mondo. A conferma che non per tutti gli europei è facile ed economico raggiungere le rive del Lago Lemano per visitare la kermesse ginevrina.

Occasione che continua tuttavia a mantenere un fascino costante, addirittura crescente tra le generazioni più giovani, anche grazie alla ‘svolta social’ impressa alla comunicazione istituzionale del Salone. Una popolarità che copra il 30% dei visitatori nella fascia dei 15-29 anni, che dà ragione al nuovo modo di comunicare su Twitter, Facebook e Instagram.

L’automobile è in piena transizione dalle motorizzazioni tradizionali a quelle alternative, in cui le fonti di energia saranno via via sempre più econcompatibili. Ne risentirà di certo anche il Salone di Ginevra, che dovrà programmare modifiche di medio-lungo periodo, anche di location probabilmente.

Il Palexpo di Ginevra è sicuramente collocato in una posizione nodale sotto il profilo logistico e le manifestazioni hanno profonde ripercussioni sulla rete viaria – autostradale e ordinaria – svizzera e francese. Gli ingorghi attorno all’aeroporto di Cointrin rendono difficile parcheggiare, soprattutto nelle giornate di sabato e domenica, quando chi viene da altri Paesi confinanti (Francia e Italia in primis) può trovare più comodo visitare l’esposizione. Qualche ripensamento sarebbe necessario per rendere la manifestazione più godibile e più sostenibile anche in termini ambientali, perché ingorghi significano impatto sull’ambiente circostante, inquinamento (non solo da emissioni nocive, ma anche sonore).

I prossimi giorni saranno destinati allo smontaggio degli stand e ai lavori per approntare i successivi appuntamenti del Palexpo di Ginevra. Per gli amanti dell’automobile, l’appuntamento è già rivolto al prossimo anno, dal 7 al 17 marzo 2019, con i due giorni dedicati alla stampa del 5-6. Sarà l’89esima edizione che si attende ancora più innovativa sul fronte delle motorizzazioni alternative e le nuove fonti energetiche. Si spera con meno spazi vuoti, più espositori e più visitatori. 

(foto di apertura © Vincenzo Scichilone; la foto di Maurice Turrettini è di GIMS.SWISSS) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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John Horsemoon

Sono uno pseudonimo e seguo sempre il mio dominus, del quale ho tutti i pregi e i difetti. Sportivo e non tifoso, pilota praticante(si fa per dire...), sempre osservante del codice: i maligni e i detrattori sostengono che sono un “dissidente” sui limiti di velocità. Una volta lo ero, oggi non più. Correre in gara dà sensazioni meravigliose, farlo su strada aperta alla circolazione è al contrario una plateale testimonianza di imbecillità. Sul “mio” giornale scrivo di sport in generale, di automobilismo e di motorsport, ma in fondo continuo a giocare anche io con le macchinine come un bambino.

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