Pamela Mastropietro e lo sgarbo intollerabile del vescovo di Macerata

Con un comportamento che lascia sbalorditi – a prescindere dalla Fede – il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi ha sbrigativamente licenziato la ‘Pratica Pamela’, recitando una veloce preghiera, senza attendere i genitori della povera ragazza smembrata da un criminale nigeriano che in Italia non avrebbe dovuto esserci. Intollerabile

La Chiesa di Bergoglio sembra aver smarrito davvero le coordinate morali del Cristianesimo Cattolico. Il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi è stato protagonista di un intollerabile mancanza di educazione nei confronti dei genitori di Pamela Mastropietro, la ragazza romana fatta a pezzi dal nigeriano Innocent Oseghale, 29 anni, di professione spacciatore di droga.

Il fatto: Marconi ha rifiutato con un pretesto di benedire la lapide in ricordo di Pamela Mastropietro, per la scoperta della quale il vescovo di Macerata era stato invitato a presenziare, al fine di incontrare anche i genitori della povera ragazza romana, i quali desideravano ricevere una parola di conforto. Al contrario, motivando la premura con un’altra funzione programmata, Marconi ha sbrigativamente recitato due preghiere, senza benedire la lapide, andandosene proprio mentre arrivavano i genitori e i parenti della ragazza (i quali hanno successivamente fatto trapelare la propria incredulità e amarezza).

Un gesto indecente – descritto in ogni particolare da Andrea Cionci su ‘Nuova Bussola Quotidiana‘ – di estrema gravità, perché offende il dolore di persone provate oltre ogni limite da un atto efferato, che rimane efferato anche se accaduto al termine di una vita difficile, nel corso della quale Pamela ha fatto di tutto per farsi del male. Solo chi è genitore però può capire come si possa vivere crescendo figli, i quali possono scivolare in modo pericoloso nel corso della propria vita, e quale patema d’animo abbia un padre o una madre quando il proprio figlio esce di casa. Il terrore che il Male possa appropiarsene.

La mancanza di carità cristiana del vescovo Marconi ha poco di ‘nazzareno’, rimane inspiegabile agli occhi di un cristiano cattolico, se non inserendolo in uno scenario rabbrividente di relativismo sociale in cui si debba evitare di sottolineare i crimini commessi da immigrati illegali, che contribuiscono all’innalzamento dei reati in Italia e in Europa come mai era accaduto prima.

Sicché, fuggire e non benedire la lapide pietosa collocata in memoria della povera Pamela Mastropietro, proprio nel punto in cui furono ritrovati i suoi martoriati resti, significa fuggire dalla realtà, girarsi farisaicamente dall’altra parte, far finta che quella morte non c’entri nulla con l’immigrazione incontrollata, affluita in Italia e in Europa grazie alla rete di complicità istituzionale che lega il Partito Democratico e una composita compagine di stakeholder, che va dalla Caritas alle diocesi cattoliche, dalle Ong alle associazioni legate a questo o quel politico sul territorio (compreso un deputato della Lega).

Un gesto che lascia sbalorditi e che impone ai cristiano-cattolici una presa d’atto della crisi gravissima in cui versa la Chiesa di Roma sotto la guida di Jeorge Mario Bergoglio, che ha una fissazione oltre ogni ragionevole limite per l’accoglienza dei migranti dall’Asia, dal Medio Oriente e dall’Africa, in prevalenza musulmani radicali e per questo nemici dichiarati del Cristianesimo. Importare nemici dichiarati è un peccato mortale, letteralmente. Urge pregare per quest’uomo, perché capisca in che baratro sta trascinando la Cristianità (e non solo).

(Foto da tgcom24.mediaset.it) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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