A Palermo l’ultimo saluto ad Agnese Borsellino

Stamattina i funerali di Agnese Piraino Leto, la vedova del giudice Paolo Borsellino. Molti i palermitani che si sono stretti attorno ai tre figli: Lucia, Fiammetta e Manfredi.

20130506-agnese-borsellino_2_770x400Si sono svolti stamattina, a Palermo, i funerali di Agnese Piraino Leto, la moglie del giudice Paolo Borsellino. La celebrazione è avvenuta nella chiesa gremita di Santa Luisa di Marillac, la stessa in cui suo marito è stato salutato per l’ultima volta, nel luglio del 1992.

Oltre naturalmente ai tre figli – Lucia, Manfredi e Fiammetta – hanno assistito alle esequie numerose personalità istituzionali: Pietro Grasso, presidente del Senato; Angelino Alfano, vicepremier e ministro degli Interni; Annamaria Cancellieri, ministro della Giustizia; Alessandro Marangoni, vice capo della polizia; Rosario Crocetta, presidente della Regione; Leoluca Orlando, sindaco di Palermo; il prefetto Umberto Postiglione; il questore Nicola Zito; il presidente del Tribunale Leonardo Guarnotta; il magistrato Nino Di Matteo.

Prima dell’inizio della messa, Pietro Grasso ha affermato alla stampa che «abbiamo perso una grande donna, una grande madre, una persona che fino all’ultimo ha voluto verità e giustizia, testimoniando in tutti i processi in cui è stata chiamata e con tutti i magistrati che hanno continuato le indagini. E noi, per continuare la sua memoria, dobbiamo continuare a cercare verità e giustizia”.

Anche l’antagonista di Grasso, Antonio Ingroia era tra i presenti: «Nei momenti di commozione, tutti piangono sulle bare dei morti. Quando si è vivi non c’è altrettanto impegno ad andare in contro alle richieste che vengono dai vivi».

Per il ministro Cancelleri – adesso alla Giustizia ma agli Interni nel precedente governo Monti – «Agnese Borsellino era una donna straordinaria che non dobbiamo dimenticare. Il suo insegnamento deve rimanere per tutti un modello».

Striscione in via libertàDa segnalare, infine, che davanti alla chiesa, così come in altre parti della città, è stato affisso uno striscione con scritto: “Agnese e Paolo di nuovo insieme“, firmato dai giovani di destra della “Comunità Militante Palermo”.

Il loro leader, Mauro La Mantia, ha dichiarato che «di Agnese Borsellino non dimenticheremo mai i continui appelli per la verità sulla strage di Via D’Amelio e l’invito ai giovani a raccogliere l’eredità del marito nella lotta contro la mafia, intesa come battaglia di civiltà in difesa della patria».

@waltergianno

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Walter Giannò

Blogger dal 2003, giornalista pubblicista, ha scritto su diverse piattaforme: Tiscali, Il Cannocchiale, Splinder, Blogger, Tumblr, WordPress, e chi più ne ha più ne metta. Ha coordinato (e avviato) urban blog e quotidiani online. Ha scritto due libri: un romanzo ed una raccolta di poesie. Ha condotto due trasmissioni televisive sul calcio ed ha curato la comunicazione sul web di un movimento politico di Palermo durante le elezioni amministrative del maggio 2012. Si occupa di politica regionale ed internet.

Un pensiero riguardo “A Palermo l’ultimo saluto ad Agnese Borsellino

  • 20/02/2014 in 17:28:03
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    Condoglianze a tutti coloro che le vollero bene in vita e da morta a questa grande donna ed a suo marito.
    Purtroppo è piccina la società italiana e chi la dirige,
    ed è per questo triste motivo che accadono certe vergogne chiamate anche stragi di Stato.
    Aiutare la società italiana piccina a crescere per potersi emancipare realmente e per poter evolvere anche economicamente dev’essere il compito di tutti coloro che hanno qualcosa di proficuo da donare facendo le cose che sono da farsi e che sono possibili e reali.
    Perchè, solamente la società seppur piccina ma che prende coscienza del fatto che deve crescere seppur da sola (anche con l’aiuto di uomini e donne illuminati) prendendo coscienza e decidendo di voler crescere POTRA’ CAMBIARE IN MEGLIO TUTTO E DI PIU’ ANCORA.
    Altrimenti, qualsiasi regime politico-istituzionale riformato e qualsivoglia Movimento o Partito politico riformatore sarà destinato a non centrare i risultati designati o peggio a fallire.
    Ciò anche per non ritornare inutilmente a piangere noi stessi … ed i nostri eroi o grandi uomini e donne morti ….

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