Wimbledon: Caporetto azzurra, tutti a casa…

Del Potro liquida Seppi 6-4, 7-6, 6-3. La Bartoli annienta la Knapp 6-2, 6-3, mentre Li Na lascia solo le briciole alla Vinci: 6-2, 6-0. Saluta anche la Pennetta: 7-6, 6-3 dalla Flipkens

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Andreas Seppi cade rovinosamente sotto i colpi di Juan Martin Del Potro. Grande rammarico per il tiebreak del secondo set: se l’avesse portato a casa l’altoatesino, il match sarebbe divenuto apertissimo. Ma, ad onor del vero, Del Potro è stato nettamente superiore, dimostrando di aver superato i problemi al ginocchio derivati dalla scivolata nel match con Zemlja. Seppi non gli ha mai strappato il servizio, arrivando a giocarsi due sole palle break (la prima sul 2-1 nel primo set, la seconda sul 3-5 nel quarto).

L’argentino ha iniziato a martellare fin dall’inizio, producendosi anche in sfiancanti rincorse. Nel primo set, decisivo il fatidico settimo game: complice un doppio fallo, Andreas va in difficoltà e un rovescio in rete consegna all’argentino il break, preludio del 6-4.

Il secondo parziale segue l’alternarsi nei turni di servizio. Seppi tiene sempre la battuta con autorità (a parte sull’1-1 quando salva due palle break), ma non si procura mai occasioni sul servizio di Del Potro. Si va così al tiebreak, dove “Delpo” fa subito la voce grossa: 3-1, 5-1, poi chiude 7-2.

Il terzo set è in discesa per il numero 8 del mondo, che ottiene subito un break. Del Potro serve per il match sul 5-3, manca i primi tre matchpoint, concede una palla break a Seppi, ma la cancella con un servizio vincente. L’ultimo errore di Seppi mette i titoli di coda: segno della croce, un bacio al cielo e l’argentino vola meritatamente nei quarti.

Il match tra Roberta Vinci e Li Na non c’è mai stato (a confermare i tre precedenti, tutti vinti dalla cinese), Roberta purtroppo non trova nel back l’alleato sperato: se infatti molte giocatrici del circuito vanno in difficoltà nell’abbassarsi e trovare soluzioni al bellissimo colpo dell’azzurra, la Li non ha alcun problema nello spingere e trovare vincenti in quelle condizioni. I 26 vincenti finali (contro gli 8 della Vinci) sono un dato  piuttosto eloquente.

I primi cinque game dell’incontro sono stati un massacro agonistico, con la nostra giocatrice trovatasi a rincorrere a vuoto le accelerazioni avversarie. Un meraviglioso passante di polso apre il game del rifiuto di bagel, con Roberta avanti 15-40 senza però che la Li le abbia dato possibilità di giocare; per fortuna la cinese rifila un doppio gratuito che evita l’umiliazione del 6-0. Un doppio fallo e un back in rete non impediscono alla Vinci di conquistare il primo (e ahinoi unico) turno di servizio.

Una controsmorzata che la Li non riesce a tenere in campo, per il 15-30, accende per un attimo la speranza, ma Roberta non riesce ad andare oltre i vantaggi.

E purtroppo le sensazioni positive degli ultimi game si vanificano mmediatamente da un esordio di secondo set sanguinoso, con l’azzurra autrice di un doppio fallo sulla palla break, a concludere un game perso da 40-15. Roberta prova a rendere pan per focaccia ma il suo tentativo si infrange sulla palla break, annullata egregiamente dalla cinese a suon di accelerazioni sull’angolo scoperto.

La resa arriva sulla comodissima volee di dritto che consegna il 3-0 pesante, anticamera di un “cappotto” che stavolta Roberta non riesce ad evitare.

Finisce agli ottavi l’avventura di Flavia Pennetta a Wimbledon. Dopo il matchpoint, Kirsten Flipkens si getta sull’erba, in lacrime. Resta l’amaro in bocca per un primo set che Flavia avrebbe potuto portare a casa, servendo due volte per il parziale (sul 5-4 e sul 6-5), è stata a due punti dall’obiettivo, ma alla fine si è dovuta arrendere.

La prima parte di match vede una  Flavia molto aggressiva: spinge con il rovescio e va a rete ogni volta che ne aveva l’opportunità.

Dopo break e controbreak (2-1 e servizio Flavia, 2-2), l’azzurra strappa la battuta all’avversaria sul 3-3, volando sul 5-3. Serve per il set sul 5-4, va 30-15 a due punti dal set, ma qui la Flipkens reagisce e con un bel pallonetto riequilibra il punteggio. Flavia serve ancora per il primo parziale sul 6-5, ma un rovescio in rete la costringe al tiebreak. La belga sale di tono, domina sulla diagonale di dritto e dal 4-2 mette a segno tre punti consecutivi, compreso l’ace finale.

Flavia ci prova ancora nel secondo set. In vantaggio 1-0, non sfrutta una palla break per il 2-0 e da quel momento l’avversaria prende decisamente in mano le redini del gioco. Il break è nell’aria e arriva al quinto game, con la belga che vola 5-2. Flavia ha un ultimo scatto d’orgoglio, si riprende un break, ma la fine è solo rimandata: l’ultimo smash regala alla Flipkens i quarti.

Anche Marion Bartoli vola ai quarti liquidando agevolmente la nostra Karin Knapp.

Il match si mette subito in salita per Karin, che dopo aver tenuto il servizio d’esordio cede quattro giochi di fila, sovrastata dalla maggior precisione e potenza della francese.

La reazione del sesto gioco, dove la Knapp recupera da 40-15 e uno dei due break di svantaggio con un rovescio lungolinea in contropiede, è solo un fuoco di paglia all’interno di un contesto inequivocabile.

Nel secondo set l’equilibrio si spezza, come nel primo, nel terzo gioco, un game giocato malissimo dall’azzurra, partita sbagliando un elementare schiaffo al volo e finendo con un rovescio in rete. Nel sesto gioco Karin tenta quello che le era riuscito nel primo set, ovvero strappare il servizio all’avversaria, ma i sogni di gloria crollano su una palla break giocata molto male, con una maldestra risposta finita in rete.

I restanti game vanno avanti senza grosse emozioni, fino al 5-3, quando la Bartoli chiude anzitempo il match con un secondo break. La francese torna così nei quarti di Wimbledon dopo due anni, quando sconfisse l’allora rientrante Serena Williams prima di perdere da Sabine Lisicki. A Karin rimane il ricordo di questo primo bellissimo ottavo Slam.

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