Andy Murray re di Wimbledon! Gianluigi Quinzi riporta il titolo juniores in Italia

Dopo 77 anni, un britannico torna a vincere i Championship ponendo fine al digiuno iniziato con Fred Perry nel 1936. Lezione a Djokovic, sconfitto 6-4, 7-5, 6-4. Ventisette anni dopo Diego Nargiso, il marchigiano conquista il titolo Juniores di Wimbledon al termine di due set lottati (7-5, 7-6) contro il coreano Chung

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Andy Murray non potrà mai dire cos’ha provato in quell’esatto istante, perché semplicemente non lo sa. Ci vorrà un cammino che durerà l’intera vita per capirlo, senza riuscirci davvero.

Murray ha vinto una partita che un paio di anni fa non avrebbe mai vinto: nervosa, balbettante, dalla qualità altalenante. E proprio in una partita così dispendiosa da un punto di vista mentale, dove i passaggi a vuoto vanno subito cancellati, è crollata la solidità di Djokovic, autore di una partita alquanto mediocre (che va oltre i 40 gratuiti), sempre incapace di incidere nei punti cruciali.

Murray ha vinto perché è un giocatore da erba superiore a Djokovic, che anche oggi ha scivolato continuamente in cerca di appoggi che sul cemento avrebbe trovato. Ha vinto perché è un giocatore in piena maturità, senza più pressioni interne, completo tecnicamente. Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che Nole fosse stanco per la partita con Del Potro (lo stesso Del Potro che un anno fa ai Giochi cosse per bene Federer in semifinale), ma personalmente credo che abbia semplicemente sentito la pressione del campo e giocato molto peggio di Murray, soprattutto sulla diagonale del dritto, che nelle loro partite così a specchio spesso decide le sorti del risultato finale.

Il match è iniziato subito cantando “God save the Queen”: Con la complicità di Djokovic Murray è subito salito 0-40, ma il serbo non ha lasciato effettive possibilità di break, amministrando con il servizio. La fuga è comunque arrivata al termine di un lunghissimo e piuttosto nervoso (malgiocato) terzo game, con Murray incapace di convertire le prime tre palle break ma, annullata una palla game, ha piazzato il comodo rovescio lungolinea in contropiede per il 2-1 e servizio.

Ci ha però messo molto meno Djokovic ad attuare il contro break, costringendo per tre volte all’errore Murray per lo 0-40 e, fallita la prima occasione, piegando il rovescio incrociato scozzese. Ma Djokovic, forse scoraggiato da un primo 15 perso per un’ingenuità a rete, ha perso nuovamente il servizio nel settimo gioco e nonostante nuovi tentativi di aggancio nel gioco successivo, perfettamente annullati da Murray, ha potuto solo rendere meno severo il parziale, recuperando sul 3-5 da 0-30.

Il secondo set, dopo un 15-30 a favore dello scozzese, ha visto la reazione del campione 2011: nel quarto gioco ha fallito il rovescio lungolinea, concedendo il 15-40 e, con il dritto a sventaglio in rete, il 3-1 Djokovic. Sul 4-2 il nastro ha reso mortifero un passante di Murray, ma lo scozzese ha giocato male le due palle del 15-40; si è comunque fatto perdonare con una risposta vincente ad annullare la palla del 2-5 e a trovare una terza palla break giocando un bellissimo back lungolinea a cui ha fatto seguire un dritto fotonico incrociato. Djokovic, stordito, ha concesso il contro break con il doppio fallo.

Sul 5-5 Murray ha trovato un rovescio lungolinea di tale efficacia da farlo avanzare per il comodo schiaffo al volo del 15-30, ma Djokovic ha protestato per un colpo precedente, per lui troppo lungo, trovando di tutta risposta il pollice verso del pubblico. Sul dritto in rete del serbo l’ovvia esplosione del Centrale. Sull’ace a chiudere a zero un comodissimo turno di servizio, l’estasi.

I fantasmi accumulati in 77 anni sembravano svaniti: nel primo gioco del terzo Murray si è procurato una palla break con un back corto a chiamare a rete Djokovic e sulla palla corta di quest’ultimo ha vinto il corpo a corpo, mentre sul 30-40 un impressionante pallonetto difensivo ha rimesso in discussione il punto, fino all’errore di Nole.

Un doppio fallo e una volee filosofica (troppo pensata) hanno fatto precipitare il serbo sullo 0-30, sentore di uno 0-3 che sarebbe stato probabilmente definitivo; ma la reazione è stata da n.1, con quattro punti vincenti.

Così nel quarto gioco Murray si è irrigidito: due errori per lo 0-30, un capolavoro di Djokovic per il 30-40 (braccio di ferro infinito con smorzata e passante in spaccata conclusivi), ma sulla palla break lo scozzese ha fallito una smorzata assurdamente facile, con il n.1 impotente dopo aver recuperato la palla corta.

Palla corta che è stata usata da Djokovic spessissimo in questo frangente, quasi sempre con eccelsi risultati; ma soprattutto Perry ha ripreso a prendere a bastonate le spalle di Murray, autore di tre gratuiti per un nuovo break, a 15: 2-4 da 2-0.

La stranezza di questo parziale è proseguita nel settimo gioco, con Djokovic nuovamente, incomprensibilmente, incapace di trovare profondità e un Murray ritrovatosi padrone dell’inerzia degli scambi: Nole ha annullato con servizio e dritto la prima palla break, ma sulla seconda il dritto lungolinea del n.2 mondiale ha sfondato.

Sui due chirurgici (tutt’altro che facili) passanti di Muzza, per il 15-30 e 40, i decibel hanno affossato Perry, 77 anni di attesa, la storia, gli imbarazzi. Per far spazio al tappeto rosso. Il cuore di Murray sorride, quello di Lendl pure: finalmente pure lui, in qualche modo, ha vinto quella coppa. 20130708-quinzi_780x500

Gianluigi Quinzi si distende supino sull’erba, quasi incredulo: è lui il campione di Wimbledon Juniores, ventisei anni dopo Diego Nargiso! Un successo inseguito con le unghie con i denti, e pienamente meritato. 

la finale è stata molto tesa e Quinzi nella prima parte si è rivelato molto discontinuo al servizio (suo punto di forza nei precedenti turni) commettendo qualche doppio fallo di troppo. Ma, a poco a poco, è emersa la sua superiorità sul coreano Hyeon Chung, non compreso tra le teste di serie. Sul 3-5 nel primo set, Gianluigi ha cambiato marcia e, con una sicurezza da veterano, ha finito per trionfare.

Nel primo set, il servizio è stato tutt’altro che un fattore determinante. Da entrambe le parti fioccano i break. Quinzi è stato il primo a portarsi avanti, ma viene poi raggiunto sul 2-2 complice un doppio fallo.

Nella prestigiosa cornice del campo numero 1, l’azzurro ha provato ad accorciare gli scambi il più possibile, impostando un match aggressivo, aprendosi il campo con il dritto mancino. Chung come un giocatore non si è mai staccato dalla linea di fondo difendendosi dagli attacchi del marchigiano con precisi passanti

Quinzi si porta 3-2 e servizio grazie a uno schema collaudato (diritto e volée), ma subito dopo ha ceduto la battuta: va sotto 0-40, annulla tre palle break, ma si deve arrendere ugualmente all’indomabile coreano.

Gianluigi  continua a perseverare nell’incostanza con il servizio commettendo due doppi falli in un game e permettendo così al coreano di volare 5-3. Ma l’azzurro non molla e da inizio alla sua rimonta. Il coreano ha l’opportunità di servire per il set ma la sciupa e Quinzi sale di tono diventando, poco a poco, padrone del match.

Sul 5-5 l’azzurro ha ottenuto il break decisivo grazie a un dritto inguardabile di Chung, poi non ha difficoltà a mettere il sigillo sul 7-5 in 49 minuti.

Il secondo parziale si è aperto nel segno dei servizi: avanti 2-1, l’asiatico ha chiesto l’intervento del medico per farsi curare una vescica sotto il piede destro.

Il match ritorna in equilibrio e il punteggio ha continuato a seguire l’alternanza dei servizi. Quinzi  ha spinto con il dritto dando l’impressione di essere in pieno controllo del match. Si arriva al tiebreak e Quinzi dà il meglio di sé: realizza un vincente dopo l’altro e chiude 7-2. Il futuro lo attende!

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Alessandro Ceci

Sono laureato in Scienze della Comunicazione e ho collaborato con diverse testate nazionali, occupandomi di cronaca locale. Nel 2012 mi sono trasferito a Milano per completare la mia formazione. Da sempre appassionato di calcio, ho curato la pagina sportiva della redazione di Frosinone per “Il Tempo” di Roma. Nello stesso periodo ho collaborato con Tuttosport come corrispondente del Frosinone Calcio. Sono cresciuto a "pane e pallone", ma mi interesso di tennis, basket e volley. Su THE HORSEMOON POST scriverò di palle (calcio, tennis, basket e volley)...

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